Frasi

Frasi di «Il grande Gatsby»

30 citazioni dal libro di Francis Scott Fitzgerald

Le frasi di «Il grande Gatsby» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.

Citazioni da «Il grande Gatsby»

Quando ti viene voglia di criticare qualcuno, ricordati che non tutti a questo mondo hanno avuto i vantaggi che hai avuto tu. (p. 1)
La vita si osserva molto meglio da una finestra sola.
Sono contenta che sia una bambina. E spero che sia stupida: è la miglior cosa che una donna possa essere in questo mondo, una bella piccola stupida. (pag 26)
Non vi capita mai di aspettare il giorno più lungo dell'anno per poi non accorgervene? Io aspetto sempre il giorno più lungo e poi quando arriva non me ne accorgo. (p. 19-20)
Ma in Gatsby c'era stato un cambiamento semplicemente sconcertante: splendeva, né più né meno: senza una parola né un gesto di trionfo, un benessere nuovo emanava da lui riempiendo la stanza.
Avevo voglia di uscire a passeggio verso il parco nel crepuscolo tenero, ma ogni volta che cercavo di andarmene mi trovavo immischiato in qualche strana discussione stonata che mi inchiodava sulla seggiola come vi fossi legato con una corda. Eppure, alta sulla città, la fila delle nostre finestre gialle deve aver comunicato la sua parte di segreto umano allo spettatore casuale nella strada buia e mi parve di vederlo guardare in su incuriosito. Ero dentro e fuori, contemporaneamente affascinato e respinto dalla inesauribile varietà della vita. (p. 40)
È sempre triste guardare con occhi nuovi le cose su cui hai già speso le tue capacità di adattamento.
Sorrise con aria comprensiva, molto più che comprensiva. Era uno di quei sorrisi rari, dotati di un eterno incoraggiamento, che si incontrano quattro o cinque volte nella vita. Affrontava – o pareva affrontare – l'intero eterno mondo per un attimo, e poi si concentrava sulla persona a cui era rivolto con un pregiudizio irresistibile a suo favore. La capiva esattamente fin dove voleva essere capita, credeva in lei come a lei sarebbe piaciuto credere in se stessa, e la assicurava di aver ricevuto da lei esattamente l'impressione che sperava di produrre nelle condizioni migliori. Esattamente a questo punto svaniva, e io mi trovavo di fronte a un giovane elegante che aveva superato da poco la trentina e la cui ricercatezza nel parlare rasentava l'assurdo. (p. 52)
Gli occhi grigi striati dal sole fissavano il vuoto, ma lei aveva deliberatamente preso le redini dei nostri rapporti e per un momento credetti di amarla. Ma sono molto lento a pensare e pieno di regole interiori che agiscono sui miei desideri. (p. 63)
Era visibilmente passato attraverso due stadi e stava entrando in un terzo. Dopo l'imbarazzo e la gioia che non ragiona, era divorato dallo stupore per la presenza di lei. Era stato così a lungo pieno di quest'idea, l'aveva sognata in tutto il suo svolgimento e aspettata a denti stretti, per così dire, arrivando a un livello inconcepibile di intensità. Ora, per reazione, si stava scaricando come un orologio dalla molla troppo tesa. (p. 98)
Perfino in quel pomeriggio dovevano esserci stati momenti in cui Daisy non era riuscita a stare all'altezza del sogno, non per sua colpa, ma a causa della vitalità colossale dell'illusione di lui che andava al di là di Daisy, di qualunque cosa. Gatsby vi si era gettato con passione creatrice, continuando ad accrescerla, ornandola di ogni piuma vivace che il vento gli sospingesse a portata di mano. Non c'è fuoco né gelo tale da sfidare ciò che un uomo può accumulare nel proprio cuore. (p. 102)
È inevitabilmente sconfortante guardare attraverso nuovi occhi cose alle quali abbiamo già applicato la nostra visuale. (p. 126)
Non si può ripetere il passato. (p. 133)
Nessuna confusione è pari a quella di una mentalità semplice. (p. 150)
Ognuno pensa di possedere almeno una delle virtù cardinali, anche la più piccola, e questa è la mia: sono una delle poche persone oneste che io abbia mai conosciuto.
Sono rimasto ubriaco per almeno una settimana, e allora pensai che mi avrebbe reso sobrio il fatto di sedermi in una biblioteca.
La notte, nel letto, lo perseguitavano le ambizioni più grottesche e fantastiche, il cervello gli tesseva un universo di sfarzo indicibile, mentre l'orologio ticchettava sul lavabo e la luna gli intrideva di luce umida gli abiti sparsi alla rinfusa sul pavimento. Ogni notte alimentava le sue fantasie finché la sonnolenza si abbatteva con un abbraccio dimentico su qualche scena vivace. Per un certo periodo queste fantasticherie gli procurarono uno sfogo all'immaginazione; erano un'intuizione confortante dell'irrealtà della realtà, una promessa che la roccaforte del mondo era saldamente basata sull'ala di una fiaba.
La verità è che Jay Gatsby di West Egg, Long Island, era scaturito da una concezione platonica di se stesso.
Daisy è tutto finito adesso. [...] Digli solo la verità, che non l'hai mai amato, e tutto sarà cancellato per sempre.
Non c'è fuoco né gelo tale da sfidare ciò che un uomo può accumulare nel proprio cuore.
Ci sono soltanto perseguitati e persecutori, affaccendati e stanchi. (2013; p. 57)
Il suo cuore batté sempre più forte quando il viso bianco di Daisy s'avvicinò al suo. Sapeva che baciando quella ragazza, e unendo per sempre quelle indicibili visioni al mortale respiro di lei, la sua mente non avrebbe più spaziato come quella di Dio. Perciò aspettò. Ascoltando ancora per un momento il diapason che aveva battuto su una stella. Poi la baciò. Al tocco delle sue labbra, Daisy sbocciò per lui come un fiore e l'incantesimo fu completo. (2013; p. 78)
Trent'anni – la promessa di un decennio di solitudine, una lista sempre meno numerosa di scapoli da conoscere, un entusiasmo sempre minore, capelli sempre più radi. (2013; p. 94)
Quando passammo sopra il ponte buio, il suo viso pallido s'abbandonò pigramente sulla mia spalla e la tremenda botta dei trent'anni si dissolse sotto la rassicurante pressione della sua mano. (2013; pp. 94-95)
Non erano mai stati più vicini nel loro mese d'amore, mai avevano comunicato così profondamente, di quando lei sfiorò le labbra silenziose contro la sua spalla o di quando lui le sfiorò la punta delle dita, delicatamente, come se lei dormisse. (2013; p. 104)
Esistono soltanto gli inseguiti, gli inseguitori, gli occupati, e gli stanchi.
La sua voce è piena di soldi.
[...] Mi disse con orgoglio che da quando era sposata il marito l'aveva fotografata centoventisette volte.
Da Il grande Gatsby, traduzione di Fernanda Pivano, Mondadori, Milano, 2012. ISBN 9788852030949

Citazioni su Il grande Gatsby

Il grande Gatsby.
Straordinario personaggio. Ricco. Chiacchierato. Invidiato. Solo. (Bruno Morchio)
La lettura favorita dei miei diciott'anni era stato Centauro di John Updike, ma a furia di rileggerlo il suo splendore iniziale si era a poco a poco appannato, e aveva finito col cedere la posizione in cima alla classifica al Grande Gatsby di Fitzgerald, che poi rimase il mio libro preferito ancora per molto molto tempo. Avevo preso l'abitudine, ogni volta che me ne veniva voglia, di prenderlo dallo scaffale, aprirne una pagina a caso e di leggere per un po' a partire da quel punto, e devo dire che mai, nemmeno una volta, mi deluse. Non c'era una sola pagina che presa a sé risultasse noiosa. Lo trovavo meraviglioso, e mi sarebbe piaciuto comunicare agli altri questo senso di meraviglia. (Haruki Murakami)

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026