Le frasi di «Il libro dei capi» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.
Citazioni da «Il libro dei capi»
Qualcuno ha detto che ciò che manca ai giovani è un ambiente. Ebbene, noi abbiamo un ambiente da proporre loro nello Scautismo e nel Guidismo, ed è quello che Dio ha messo a disposizione di tutti: l'aria aperta, la felicità, l'essere utili agli altri. (prefazione, p. 17)
Si seguono volentieri dei suggerimenti quando se ne comprende lo scopo. (prefazione, p. 18)
Anche nel peggior carattere c'è il 5% di buono. Il gioco consiste nel trovarlo e quindi nello svilupparlo fino ad una proporzione dell'80% o 90%. (p. 21)
[...] È necessario muoversi: restare fermi non serve a nulla. Dobbiamo scegliere tra le due cose, andare avanti o restare inerti. Andiamo avanti, dunque, e col sorriso sulle labbra. (p. 22)
[...] È solamente guardando agli obiettivi fondamentali del Movimento , o agli effetti che avranno tra dieci anni le misure adottate oggi, che si possono vedere nelle loro giuste proporzioni le singole decisioni di oggi. (p. 23)
La prima cosa per riuscire nell'educazione è di sapere qualcosa sui ragazzi in genere, e poi sul vostro ragazzo in particolare. (p. 26)
Dobbiamo ricordarci che per natura il ragazzo possiede il senso del comico e che, anche se talora può peccare per superficialità, sarà sempre in grado di apprezzare una battuta spiritosa e di vedere il lato buffo delle cose. (p. 26)
In genere il ragazzo ha un'estrema fiducia nelle sue forze. Per questo non ama sentirsi trattare da bambino e sentirsi dire ciò che deve fare e come farlo. Preferisce di gran lunga tentare da sé, anche se ciò può condurlo a commettere errori marchiani. (p. 27)
Quando un ragazzo scopre che qualcuno s'interessa di lui, gli risponde seguendolo ovunque lo conduca. (p. 27)
[...] Il primo passo verso il successo è di conoscere il ragazzo; ma il secondo è di conoscere la sua casa. È solo conoscendo l'ambiente in cui vive al di fuori delle attività scout che si può sapere che lavoro conviene fare su di lui. (p. 30)
L'antidoto principale contro un cattivo ambiente consiste, naturalmente, nel sostituirlo con uno buono. (p. 32)
I ragazzi son capaci di vedere l'avventura in una comune pozzanghera di acqua sporca. (p. 42)
Un altro sistema con cui il Capo può scoprire attività che interessano i ragazzi è quello di risparmiare il proprio cervello servendosi delle orecchie. (p. 42)
La Legge scout è fatta in modo da rappresentare una guida per le sue azioni, non un sistema di sanzioni per i suoi errori. Essa si limita infatti ad esporre il buon comportamento che ci si attende da uno Scout. (p. 46)
La pattuglia è una scuola di carattere per l'individuo. (p. 48)
dare responsabilità al ragazzo, in quanto questo è di gran lunga il miglior mezzo per formarne il carattere. (p. 48)
Un'uniforme perfetta, corretta anche nei particolari, può sembrare cosa di poca importanza; eppure ha il suo valore nello sviluppo di una certa dignità personale, ed ha un significato enorme per quanto riguarda la considerazione di cui il Movimento gode presso gli estranei, i quali giudicano da ciò che vedono. (p. 49)
Il carattere non si insegna a suon di addestramento militare. Il germe è già nel ragazzo: si tratta solo di tirarlo fuori e di svilupparlo. (pp. 54-55)
Il carattere è, per lo più, il risultato della cultura o dell'ambiente sociale. (p. 55)
È qui dunque lo scopo più importante della formazione scout: educare. Non istruire, si badi bene, ma educare; cioè spingere il ragazzo ad apprendere da sé, di sua spontanea volontà, ciò che gli serve per formarsi una propria personalità. (p. 55)
Non si ottiene disciplina punendo un ragazzo per una cattiva abitudine, ma sostituendo quest'ultima con un'occupazione migliore, che assorba la sua attenzione e gradualmente lo conduca a dimenticare e abbandonare la precedente. (p. 59)
Nessun insegnamento vale quanto l'esempio. (p. 60)
L'affidare delle responsabilità è la chiave del successo con i ragazzi, specie coi più turbolenti e difficili. (p. 60)
Il pronto soccorso o la pompieristica, la costruzione di carrette o di ponti ecc. servono a sviluppare l'abilità manuale e l'ingegno poiché il ragazzo, pur lavorando in cooperazione con altri, è responsabile della sua parte di lavoro. (p. 61)
Il campo è la più grande occasione per il Capo per osservare le caratteristiche della personalità di ciascuno dei suoi ragazzi, rendersene conto e quindi prendere le misure necessarie per svilupparle; i ragazzi stessi dal canto loro acquistano le doti che formano il carattere, insite nella vita di un campo. È al campo che qualità come la disciplina, l'ingegnosità, l'arte di sapersela cavare in ogni circostanza, la fiducia in se stessi, l'abilità manuale, la tecnica pionieristica, la tecnica del pilotaggio di una barca, lo spirito di squadra, la conoscenza della natura ecc. possono tutte essere assimilate dai ragazzi sotto la guida allegra e simpatica di un Capo che li sappia comprendere. Una settimana di questa vita vale sei mesi di istruzione teorica in sede, per utile che quest'ultima possa essere. (pp. 62-63)
Fate comprendere al ragazzo il concetto che a lui è stato dato un corpo meraviglioso, da custodire e sviluppare come opera e tempio di Dio; un corpo che fisicamente è in grado di compiere un buon lavoro ed azioni coraggiose, se è guidato dal senso del dovere e da uno spirito cavalleresco, in una parola da un animo moralmente elevato.
È così che si genera il rispetto di se stessi. (p. 71)
Gli hobbies sono gli antidoti contro i giochetti di Satana. (p. 93)
Desideriamo che tutti i nostri ragazzi progrediscano in sana allegria, non subendo l'imposizione esterna di un'istruzione formale, ma invece arricchendo dall'interno la propria personalità. (p. 94)
Se un uomo non riesce a dire ciò che vuole ai ragazzi attenti in dieci minuti merita di essere messo al muro! (pp. 145-146)
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026