Frasi

Frasi di «Il richiamo della foresta»

13 citazioni dal libro di Jack London

Le frasi di «Il richiamo della foresta» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.

Citazioni da «Il richiamo della foresta»

Una volta per tutte aveva capito che davanti a un uomo con un bastone non aveva possibilità. Aveva imparato la lezione e non la dimenticò per tutta la vita. (cap. I; 2011, p. 62)
Da lì in avanti tra i due fu guerra. Spitz, il cane leader e il capo riconosciuto della muta, sentiva la minaccia che questo strano cane delle Terre del Sud rappresentava per la propria supremazia. Per lui Buck era davvero strano [...]. (cap. III; 2011, p. 85)
Con l'aurora boreale che fiammeggiava fredda in alto, o le stelle saltellanti nella danza del gelo, e la terra intorpidita e gelata sotto il suo manto di neve, il canto degli huskies pareva la sfida della vita; soltanto, era espressa in tono minore, con lunghi lamenti e mezzi singhiozzi, ed era piuttosto la supplica della vita, l'articolato travaglio dell'esistenza. Era un vecchio canto, vecchio quanto la stessa razza ‒ uno dei primi canti del mondo più giovane, quando i canti erano tristi. (cap. III, 1924)
C'è un'estasi che caratterizza il culmine della vita e oltre la quale la vita non può innalzarsi. E il paradosso di vivere è tale che questa estasi arriva quando si è sommamente vivi e viene come un totale oblio dell'essere vivi. Questa estasi, questo dimenticarsi di vivere, viene all'artista fuori di sé colto da una vampata di passione; viene durante la battaglia campale al soldato pazzo di guerra quando rifiuta la tregua; e venne a Buck alla testa del branco mentre faceva risuonare il vecchio grido del lupo, teso a inseguire il cibo ancora vivo che fuggiva rapido davanti a lui sotto la luna. Stava scandagliando le profondità della sua natura e di parti della sua natura ancora più profonde di lui, le stesse che risalivano nel grembo del Tempo. (cap. III; 2011, p. 91)
Era più vecchio dei giorni che aveva vissuto e dei respiri che aveva esalato. Collegava il presente al passato, e l'eternità alle sue spalle gli palpitava dentro come un potente ritmo al quale ondeggiava come le mareggiate e le stagioni. Al fuoco di John Thornton sedeva un cane dall'ampio torace con la zanna bianca e il pelo lungo; ma alle spalle lo pressavano e lo stimolavano le ombre di ogni genere di cane, mezzi lupi e lupi selvaggi, i quali assaporavano il gusto della carne che mangiava, bramavano la sua acqua, annusavano il vento con lui e con lui stavano in ascolto; e quando dormiva gli parlavano dei suoni della vita nella foresta, dettandone gli stati d'animo e guidandone le azioni, coricati al suo fianco a sognare con lui e anche oltre, facendosi materia stessa dei suoi sogni. (cap. VI; 2011, p. 129)
Thornton si inginocchiò di fianco a Buck. Gli prese la testa tra le mani e gli mise contro la guancia. Non lo sballottò scherzosamente come al solito; non gli mormorò dolci imprecazioni d'amore; ma nell'orecchio gli sussurrò: "Come quando mi vuoi bene, Buck. Come quando mi vuoi bene". Questo sussurrò. Buck guaì per trattenere l'entusiasmo. (cap. VI; 2011, p. 137)
E molto simili alle visioni dell'uomo peloso c'era il richiamo che anche ora risuonava nel cuore della foresta. Questo lo riempiva di grande agitazione e strani desideri. Gli faceva sentire una felicità dolce, elusiva, ed era consapevole di provare struggimenti e stimoli selvaggi per una cosa che non conosceva. A volte inseguiva il richiamo sin dentro la foresta, per cercarlo come qualcosa di tangibile, e abbaiava secondo lo stato d'animo, piano o spavaldo. Poi infilava il naso nel muschio fresco del legno o nel terreno scuro dove cresceva l'erba alta e annusava con gioia gli odori della terra grassa; oppure stava per ore accucciato come se si nascondesse dietro i tronchi ricoperti di funghi o gli alberi caduti, dove teneva occhi e orecchie spalancati davanti a tutto ciò che si muoveva e risuonava intorno a lui. Poteva essere che restando così disteso sperasse di sorprendere il richiamo che non riusciva a capire. Ma non sapeva perché faceva tutte queste cose. Era spinto a farle, e non ci ragionava affatto. (cap. VII; 2011, pp. 143-144)

Citazioni su Il richiamo della foresta

Ci tengo a evidenziare che Jack London è "il più grande scrittore americano nel mondo" e che il Richiamo della foresta è "il più grande romanzo del mondo". Notate che ho detto "romanzo del MONDO" – non "degli Stati Uniti". (Earle Labor)
È la proiezione el Sé mitologico del lettore [...] un'allegoria della redenzione umana. (Earle Labor)
London rivela la propria fede nell'evoluzionismo biologico e nell'onnipotenza dell'ambiente; ma, nonostante la tesi, il libro è tutto vivo: vivo è Buck, vivi son gli altri cani, con i loro eroismi, le loro ferocie, le loro ambizioni. Non meraviglia che, nell'America del suo tempo, il libro avesse grande fortuna, richiamando gli uomini industrializzati e meccanicizzati all'acre profumo selvaggio dell'istinto, alla verità primordiale della natura e della vita. (Ada Gobetti)

Davide Sapienza

Il Richiamo della foresta andò ad aprire un sarcofago nel quale l'America aveva seppellito le proprie origini, il proprio destino, un sarcofago che già altri scrittori avevano aperto (Herman Melville ed Edgar Allan Poe, per esempio) e che London esplorò fino a penentrare la psiche americana e a restituirne l'immagine riflessa.
London scrive colto da un'energia sconosciuta e che ha preferito sempre lasciar scorrere nei sotterranei del'inconscio. Quando rialza la testa si ritrova con una creatura "imprevista", un testo lungo otto volte tanto quello che aveva in mente (trentaduemila parole). Poco importerebbe riferire di questi dati se non stessimo parlando di uno dei libri più potenti e popolari pubblicati nel ventesimo secolo. Jack compie ventisette anni il 12 gennaio 1903 e senza saperlo ha affidato a The Call of the Wild anche il racconto della propria vita.
Questo libro è Storia Universale, Odissea, un Antico Testamento della Wilderness, l'Esodo da una situazione di sottomissione a una miracolosa liberazione non senza la componente tragica.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026