Le frasi di «Il tempo che vorrei» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.
Citazioni da «Il tempo che vorrei»
Non stai vivendo se non sai di vivere. (p. 11)
Se nella vita da adulto lui è stato il mio mal di pancia, da bambino era il mio torcicollo. Perché facevo tutto con la testa rivolta verso di lui, verso un suo sguardo, una sua parola, una semplice risposta. (p. 11)
Magari in una storia di cinque anni si è stati innamorati e ci si è amati solamente per due, o tre, o quattro. Per questo la qualità di una storia non può essere misurata dalla durata. Non conta il quanto, ma il come. (p. 24)
Perché io sono sempre stato una persona distaccata. Non ho mai provato veramente l'amore, non facevo altro che immedesimarmi nelle emozioni altrui, come un attore fa con un personaggio. (p. 24)
Il mio amore era una recita. Sentita, ma comunque una recita. (p. 24)
Perché aveva ragione quando diceva che non sapevo amare. Che non ero capace di farlo. (p. 24)
"È la tua massima espressione d'amore. Infatti confondi le due cose. Quando ti adatti pensi che stai amando." Dovevo stare molto attento con lei, perché si accorgeva di tutto quello che io sentivo e facevo. (p. 25)
Vedevo la mia immagine sfumata e poco nitida riflessa nel vetro nero. Proprio come mi sentivo io. (p. 56)
[...] sappi che leggere mette in moto tutto dentro di te: fantasia, emozioni, sentimenti. È un'apertura dei sensi verso il mondo, è un vedere e riconoscere cose che ti appartengono e che rischiano di non essere viste. Ci fa riscoprire l'anima delle cose. Leggere significa trovare le parole giuste, quelle perfette per esprimere ciò a cui non riuscivi a dare una forma. Trovare una descrizione a ciò che tu facevi fatica a riassumere. «Nei libri le parole di altri risuonano come un'eco, perché c'erano già. [...]» (p. 90)
[...] sai perché molti uomini non lo fanno? Perché il sesso orale fatto a una donna è una prova di coraggio. Non è come quando loro lo fanno a noi, perché il pisello è lì, grande o piccolo, fine o grosso, duro o non duro... è lì, lo vedi e sai cos'è. Il cazzo si vede, la patata no. È un luogo misterioso, cavernoso e buio, sconosciuto anche alle stesse donne. Fai conto che noi per guardarcelo ce lo prendiamo in mano, loro per dare un'occhiata hanno bisogno di uno specchio. (p. 116)
Io dico che è una prova di coraggio perché quando siamo davanti a quel mistero, faccia a faccia, e la baciamo e ci infiliamo la lingua, non sappiamo bene dove la stiamo mettendo. Se ci pensi, per quanto ne sappiamo, potrebbe anche uscire una mano, prenderci la lingua e strapparla. Potrebbe uscire un pungiglione e ucciderci, potrebbe uscire qualsiasi cosa. (p. 117)
Non mi sentivo a mio agio nella mia vita, come se fosse un vestito bagnato. [...] Ho deciso di accettare il rischio, di fare il salto, di cambiare lavoro e lasciare il bar. Il senso della vita non lo capivo, però avevo capito che la vita stessa era l'unica occasione che avevo per scoprirlo. (p. 128)
È bello ed affascinante leggere, ma rileggere è ancora più potente per me. Quando rileggo l'interesse non è tanto verso la storia, che già conosco, ma per i mondi che avevo immaginato. Sono curioso di sapere se quelle immagini si ripropongono e si manifestano in me nello stesso modo, e soprattutto se sono ancora in grado di ospitarmi e lasciarsi abitare da me. Quando leggi un libro che ti piace le pagine un po' ti cambiano; quando rileggi, sei tu che cambi loro. (p. 129)
L'odio non si può fingere, l'amore sì. Anche se non per molto. Per assurdo l'amore che fingevo era la cosa più vera della mia vita. (p. 138)
E poi ricordati che tutti criticano l'ego, ma sono pronti ad applaudire chi si è distinto grazie a quello. (p. 149)
Spesso i simpatici sono insopportabili. (p. 150)
Ogni muro è una porta. (p. 150)
Ricordati che vivere è l'arte di diventare quelli che si è già. (p. 156)
Se non ti perdi, non trovi strade nuove. (p. 160)
Tu devi capire quali sono i tuoi limiti e per capirlo bisogna che ti spingi fino al confine. (p. 161)
Lei era diversa, lei era come me. (p. 170)
Erano le undici di una domenica mattina. Mi ero svegliato tardi e stavo bevendo un caffè guardando fuori dalla finestra. Mi piace soffiare nella tazza osservando la città: le regalo piccole nuvole mentre cerco di accendere tutti i miei sensi. La musica che ascolto la domenica mattina è quasi sempre la stessa. (p. 198)
E io volevo l'altra lei, quella che nascondeva, che forse aveva imparato a nascondere per non farsi giudicare da uomini stupidi e limitati. (p. 203)
La luce del giorno iniziava a farsi vedere. Il cielo era spettacolare. Le ombre create dai lampioni iniziavano a ritirarsi per lasciare spazio alle cose, alle forme, ai contorni chiari. Per qualche minuto da una parte il cielo era ancora buio e si vedevano le stelle, dall'altra spuntava un risveglio azzurro. Mi sentivo coinvolto emotivamente da quello sbadiglio del mattino. (p. 250)
Io ti sento. Ti sento sempre, anche quando non ci sei. (p. 293)
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026