Frasi

Frasi di «Io uccido»

74 citazioni dal libro di Giorgio Faletti

Le frasi di «Io uccido» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.

Citazioni da «Io uccido»

"Anche in questo siamo uguali.
L'unica cosa che ci fa differenti è che tu, quando hai finito di parlare con loro, hai la possibilità di sentirti stanco.
Puoi andare a casa e spegnere la tua mente e ogni sua malattia.
Io no.
Io di notte non posso dormire, perché il mio male non riposa mai."
"E allora tu che cosa fai, di notte, per curare il tuo male?"
"Io uccido..." (pp.29-30)
Ecco cosa siamo, nient'altro che dei piccoli dinosauri. E la nostra pazzia prima o poi sarà la causa della nostra fine. (p.170)
Il silenzio di Cooper era quello di chi ha una domanda che gli urla dentro e ha paura anche solo a sussurrarla.
Promesse e scommesse. Non mantenute le prime, perse le seconde. (p.12)
Promesse e scommesse. A volte qualcuna era mantenuta, a volte qualcuna era vinta. C'era di meglio al mondo, ma era già qualche cosa. (p.20)
Nella vita ci sono cose che ti cerchi e altre che ti vengono a cercare. Non le hai scelte e nemmeno le vorresti, ma arrivano e dopo non sei più uguale. A quel punto le soluzioni sono due: o scappi cercando di lasciartele alle spalle o ti fermi e le affronti. Qualsiasi soluzione tu scelga ti cambia, e tu hai solo la possibilità di scegliere se in bene o in male.
Tutti siamo chiusi in una prigione. La mia me la sono costruita da solo, ma non per questo è più facile uscirne. (p.29)
C'era sicuramente qualcuno che si chiedeva come trovare il tempo per venirsi a comperare quella giacca, mentre qualcun altro si chiedeva come trovare il denaro. Erano il bianco e il nero, due categorie estreme, in mezzo alle quali si stendeva una serie impressionante di sfumature di grigio. Molti a vivere con l'unico scopo di buttare fumo negli occhi, altri cercando di buttarlo via.
Jean-Loup pensò che le priorità della vita, tutto sommato, sono abbastanza semplici e ripetitive, e in pochi posti al mondo come quello era possibile quantificarle. La caccia al denaro al primo posto. Alcuni ce l'hanno e tutti gli altri lo vogliono. Semplice. Un luogo comune diviene tale per la dose di verità che cela al suo interno. Forse il denaro non dà la felicità, ma aspettando che la felicità arrivi è un bel modo per passare il tempo. (p.13)
Nel mondo dei ciechi, un solo occhio può essere una valida qualifica per diventare re.
Ho sofferto per sopportare una percentuale del fumo delle tue sigarette. Per avere una percentuale del mio denaro dovrai soffrire perlomeno altrettanto. (p.26)
Per il mondo siamo tutti e due una voce senza volto, da ascoltare con gli occhi chiusi, immaginando. Là fuori è pieno di gente occupata solo a procurarsi una faccia da mostrare con orgoglio, a costruirsene una che sia diversa da tutte le altre, senza nessuna preoccupazione all'infuori di quella. È il momento di uscire e andare a vedere cosa c'è dietro... (p.29)
La paura la conosceva bene, era una compagnia abituale per un pilota di Formula Uno. (p.39)
Per tanto tempo l'aveva lucidata e battuta la sua paura, dimenticata ogni volta che allacciava il casco che saliva in macchina e stringeva le cinture di sicurezza, aspettando il soffio potente dell'adrenalina che si scarica nelle vene. (p.39)
Adesso era diverso, adesso aveva paura della paura. Quella che sostituisce il ragionamento all'istinto, che ti fa staccare il piede dall'acceleratore un attimo prima del necessario e che un attimo prima del necessario ti fa cercare il pedale del freno. Quella che di colpo ti rende muto e parla soltanto attraverso un cronometro, mentre spiega quanto sia veloce un secondo per un uomo comune e quanto sia lento invece per un pilota. (pp.39-40)
"Il titolo più clemente sui giornali è Jochen Welder a Montecarlo perde la gara e perde la faccia." (p.40)
Per gli anni che ancora doveva vivere, quello che vide sarebbe tornato ogni notte nei suoi sogni, trasformandoli in incubi.
"Non è solo il commento a quello che ha fatto. Significa che lo farà ancora." (p.75)
"Ci sarà un'altra notte. E poi molte altre notti ancora. E mille volti di uomini in cui spegnere il sorriso come la candela dentro a una stupida zucca vuota". (p.74)
Il mondo intero stava scontando la sua follia. (p.93)
E in mezzo a tutto questo non c'era da sorprendersi se ogni tanto veniva fuori qualcuno che, da solo, scriveva col sangue il suo destino.
Non poteva mettere fine alla pazzia del mondo. Poteva solo mettere fine alla propria, e sperare che chi poteva ancora farlo seguisse il suo esempio.
Piccoli sogni, ma che quando si spezzavano diventavano lo stesso di un grande dolore. (p.94)
"Ci sarà musica e ci saranno delle persone che porteranno qui la loro vita, che non sempre procede al ritmo della musica che vorremmo ascoltare..." (p.110)
"Noi siamo qui, siamo pronti se possiamo servire a qualcosa. Per chi ci ha messo il cuore e altrettanto cuore non ha trovato, per chi si è sbagliato e ci ha messo troppo sale, per chi non avrà pace finché non riuscirà a scoprire in quale maledetto barattolo hanno nascosto lo zucchero, per chi rischia di annegare nella piccola alluvione delle sue lacrime. Siamo qui con voi e, nonostante tutto, come voi siamo vivi. Aspettiamo la vostra voce. Aspettatevi la nostra risposta." (p.110)
"Dopo un po', si prova solo a dimenticare". (p.117)
"Sono le undici e quarantacinque. Una notte è appena iniziata. Siamo qui con la musica che volete sentire e le parole che volete ascoltare. Nessuno vi giudica ma tutti vi ascoltano." (p.117)
"Ma c'è solo un modo per rimediare al male, ed è combatterlo con lo stesso male." (p.119)
"Ho chiesto aiuto, ma l'unico che ho avuto è quello che mi ha ucciso. Dillo ai cani. Dillo a tutti. Non ci sarà pietà perché non c'è pietà, non ci sarà perdono perché non c'è perdono, non ci sarà pace perché non c'è pace. Solo un osso per i tuoi cani..." (p.119)
"La musica non tradisce, la musica è la meta del viaggio. La musica è il viaggio stesso." (p.120)
Essi non erano che spruzzi di colori su un muro bianco, volti e parole da dimenticare con la stessa disinvoltura con cui cercavano di farsi notare.
Quelle scene lo avevano sempre fatto sorridere. Il filo rosso o il filo verde. La vita di milioni di persone dipendeva dal fatto che l'eroe della storia fosse daltonico o meno.
Visi così aperti e così facili da leggere che prima ancora di iniziare già si leggeva la parola "fine".
Nella vita, ci sono piaceri che raramente si possono dividere con qualcuno.
Quando la luce abbandona i suoi occhi, non si capisce se stia guardando l'inferno o il paradiso. (p.153)
Tutti gli enigmi sono semplici, dopo che sai la risposta.
Nei suoi occhi passò l'ombra di una pena che non sarebbe finita mai.
Lei si comporta come se tutti gli uomini avessero un prezzo. A essere franco anche io la penso come lei. C'è un prezzo per tutto. Semplicemente lei non è riuscito a capire il mio.
Solo gli uomini piccoli non cambiano idea.
Quel monosillabo, pronunciato a mezza voce, sembrò il primo tic di un orologio che si rimetteva in moto.
Mi spiace solo che adesso avrai pochissimo tempo per capire l'errore che hai fatto.
In quel momento avrebbe voluto avere mille dita, per poterle tenere incrociate tutte assieme.
Loro sì che erano due facce della stessa medaglia. Chi era testa e chi era croce non aveva nessuna importanza. Fra di loro non c'erano problemi.
La vita non era stata tenera, con nessuno dei due. Avevano avuto il coraggio di rimettersi in gioco, ognuno a suo modo.
Adesso, grazie a un particolare scoperto quasi per caso, in quella stanza grigia, sospesa per aria come un aquilone in balia del vento, volteggiava una piccola speranza colorata.
Non c'è spazio per i sogni, non c'è mai stato, non ci sarà mai.
Niente è per sempre.
Non è vero che il destino è ineluttabile. Non è vero che si può essere solo spettatori dell'avvicendarsi del tempo e degli avvenimenti.
Lui può cambiare, lui deve cambiare quell'ingiustizia eterna, lui può mettere riparo alle cose sbagliate che il fato distribuisce a piene mani in quel groviglio di serpi che è la vita degli uomini.
L'oscurità significa buio. Buio significa notte. E la notte significa che la caccia deve continuare.
Il re non ha domande, solo risposte. Il re non ha curiosità, solo certezze.
Gli piaceva quel gioco, anche se aveva capito che non era tanto un gioco.
La luna è di tutti e ognuno di noi ha il diritto di ululare.
Io ho fatto la domanda, la risposta è vostra. La vita è fatta di questo, amico mio, Domande e risposte. Nient'altro che domande e risposte. Ogni uomo si trascina dietro le sue domande, a partire da quelle che ha scritte dentro fin dalla nascita.
Non ci sono tesori, non ci sono isole né mappe, solo l'illusione finché dura. E a volte la fine dell'illusione è una voce che mormora due semplici parole:.. "io uccido"...
L'uomo pensa che le storie si ripetono all'infinito. A volte paiono concludersi e invece no, sono solo i protagonisti che si avvicendano. Gli attori cambiano ma i ruoli rimangono sempre gli stessi.
Vorrebbe spiegare, ma non può farlo. Il suo compito non è terminato. Lui è uno e nessuno e il suo compito non terminerà mai.
Si chiede quale sarà, fra tanti, l'uomo che per primo verrà ad annunciargli che finalmente tutto è finito.
Se aveva visto giusto, quella storia si sarebbe conclusa esattamente dove era cominciata. Fine della caccia alle ombre senza volto. Adesso era il tempo della caccia agli uomini che, come tali, un volto e un nome ce li avevano.
"No, non ora, sciocco ragazzo, non ora. Non mi dire che la tua stupida bontà ci ha perduti."
Quando aveva tirato il grilletto, il suo unico rimpianto era stato quello di poterlo uccidere una volta sola.
"Rimani seduto e ascolta la musica. La musica non tradisce. La musica è il viaggio e la meta del viaggio stesso. La musica è il principio e la fine di tutto."
"Se queste sono le regole del gioco, lo so giocare anche io."
"Non mi serve qualcuno che cerchi di parlare con me. Mi serve qualcuno che mi ascolti."
"Niente è cambiato. Io sono uno e nessuno e nulla mi potrà fermare. Per questo è inutile parlare con me. Tutto è come prima. La luna e i cani. I cani e la luna. Solo la musica non ci sarà più. Io sono ancora qui e tu sai benissimo cosa faccio. Io uccido.."
Però in un mondo di uomini, succedevano cose umane."
Ci si abitua a tutto, al peggio come al meglio.
"È stato come scoprire di colpo che c'è un altro mondo, oltre, un mondo dove le cose succedono non solo agli altri ma anche a noi."
"La cosa grottesca, invece, è che dovremo fare i salti mortali, magari qualcuno ci rimetterà anche la pelle, per cercare di tirarti fuori da una prigione e infilarti in una prigione analoga, finché morte non vi separi.."
Non si condanna per aver commesso un errore. era certo fin dall'inizio che prima o poi ne avrebbe commesso uno. È la legge del caso applicata alla vita effimera degli esseri umani, e qualcuno, tanto tempo prima, gli ha insegnato che gli errori si pagano.
"Questa è la vera pazzia, la capacità di nutrirsi di sé stessa per generare solo e sempre altra pazzia."
"So leggere la parola fine quando la vedo scritta."
"Di fronte a certi avvenimenti, l'unica cosa che il mondo desidera è dimenticare in fretta. A qualcuno spetta il compito di ricordare, perché non succedano di nuovo."
C'è solo da accettare quello che accade e continuerà ad accadere, nello stesso modo in cui lui accetta senza reazione di essere rinchiuso in quel bianco finché lui stesso non arriverà a farne parte.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026