Frasi

Frasi di «L'arte di amare»

32 citazioni dal libro di Erich Fromm

Le frasi di «L'arte di amare» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.

Citazioni da «L'arte di amare»

Se due persone che erano estranee lasciano improvvisamente cadere la parete che le divideva, e si sentono vicine, unite, questo attimo di unione è una delle emozioni più eccitanti della vita. È ancora più meravigliosa e miracolosa per chi è vissuto solo, isolato, senza affetti. Il miracolo di questa intimità improvvisa è spesso facilitato se coincide, o se inizia, con l'attrazione sessuale. Tuttavia, questo tipo di amore è per la sua stessa natura un amore non duraturo. Via via che due soggetti diventano ben affiatati, la loro intimità perde sempre più il carattere miracoloso, finché il loro antagonismo, i loro screzi, la reciproca sopportazione uccidono ciò che resta dell'eccitamento iniziale. Eppure, all'inizio, essi non lo sanno; scambiano l'intensità dell'infatuazione, il folle amore che li lega, per la prova dell'intensità del loro sentimento, mentre potrebbe solo provare l'intensità della loro solitudine. (p. 16)
Quando un uomo nasce, viene sbalzato da una situazione ben definita, chiara come l'istinto, in una situazione incerta, e indefinita. Vi è certezza solo per ciò che riguarda il passato; per ciò che riguarda il futuro, solo la morte è certa. (2016, p. 27)
Dare è la più alta espressione di potenza. Nello stesso atto di dare, io provo la mia forza, la mia ricchezza, il mio potere. Questa sensazione di vitalità e di potenza mi riempie di gioia. Mi sento traboccante di vita e di felicità. Dare dà più gioia che ricevere, non perché è privazione, ma perché in quell'atto mi sento vivo. (pp. 34-35)
"Innamorarsi", l'imprevista caduta delle barriere che esistevano fino a quel momento fra due estranei.
In ogni attività creativa, colui che crea si fonde con la propria materia, che rappresenta il mondo che lo circonda. Sia che il contadino coltivi il grano o il pittore dipinga un quadro, in ogni tipo di lavoro creativo, l'artefice e il suo oggetto diventano un'unica cosa: l'uomo si unisce col mondo nel processo di creazione.
L'amore è un potere attivo dell'uomo; un potere che annulla le pareti che lo separano dai suoi simili, che gli fa superare il senso d'isolamento e di separazione, e tuttavia gli permette di essere sé stesso e di conservare la propria integrità. Sembra un paradosso, ma nell'amore due esseri diventano uno, e tuttavia restano due. (p. 32)
Rispetto non è timore né terrore; esso denota, nel vero senso della parola (respicere = guardare), la capacità di vedere una persona com'è, di conoscerne la vera individualità. Rispetto significa desiderare che l'altra persona cresca e si sviluppi per quello che è. (2016, p. 42)
Mentre la vita, nel suo aspetto strettamente biologico, è un mistero, l'uomo nel suo aspetto umano, è un abisso insondabile, sia per se stesso sia per tutti i suoi simili. (2016, p. 43)
L'amore infantile segue il principio: amo perché sono amato. L'amore maturo segue il principio: sono amato perché amo. L'amore immaturo dice: ti amo perché ho bisogno di te. L'amore maturo dice: ho bisogno di te perché ti amo. (2016, p. 53)
Amare la propria carne e il proprio sangue non è una conquista. L'animale ama i suoi piccoli e li cura. Il debole ama il suo padrone poiché la sua vita dipende da lui; il bambino ama i suoi genitori poiché ha bisogno di loro. Solo l'amore disinteressato è un sentimento maturo, completo. È significativo, nel Vecchio Testamento, il fatto che l'oggetto d'amore dell'uomo sia il povero, lo straniero, la vedova e l'orfano, ed eventualmente, anche il nemico, l'egiziano e l'edomita. Con la compassione per il debole, l'uomo comincia a sviluppare l'amore per il fratello; e nel suo amore per se stesso, ama anche colui che ha bisogno di aiuto, l'essere umano fragile e insicuro. La compassione implica la comprensione e la fraternità. «Voi conoscete lo straniero», dice il Vecchio Testamento, «perché eravate nella terra d'Egitto... di conseguenza amate gli stranieri». (pp. 65-66)
Eric Fromm, L'arte di amare, Il Saggiatore, traduzione di Marilena Damiani, Febbraio 1979, Firenze, 14° edizione
Il bisogno di trascendenza è uno dei più fondamentali bisogni dell'uomo, radicato nel suo egocentrismo, nel suo ruolo di creatura che non sa rassegnarsi all'idea di essere un dado lanciato fuori dal bicchiere. Ha bisogno di sentirsi il Creatore, colui che trascende il ruolo passivo di creatura. [...] La madre supera se stessa nel bambino, il suo amore per lui le dà lo scopo, il senso della vita. (In questa incapacità del maschio a soddisfare il suo bisogno di trascendenza portando il peso dei figli, sta il suo bisogno di superare se stesso creando cose e e idee). (p. 69)
Il desiderio sessuale può essere stimolato dall'ansia della solitudine, dal desiderio di conquistare o di essere conquistato, dalla vanità, dalla volontà di ferire e persino di distruggere, così come può essere stimolato dall'amore. [...] Se il desiderio di unione fisica non è stimolato dall'amore, se l'amore erotico non è anche amore fraterno, non porta mai alla fusione se non in un senso orgiastico e fittizio. L'attrazione sessuale crea, sul momento, un'illusione d'unione, eppure senza amore questa "unione" lascia due esseri estranei e divisi come prima. [...] La tenerezza è senza dubbio, come credeva Freud, una sublimazione dell'istinto sessuale. È la conseguenza dell'amore fraterno, ed esiste sia nelle forme psichiche d'amore che in quelle fisiche. (p. 72)
È molto frequente trovare due persone "innamorate" che non sentono amore per nessun altro. Il loro amore è infatti un egotismo a due; sono due esseri che si annullano a vicenda, che risolvono il problema della separazione fondendosi tra loro. Credono così di superare la solitudine; eppure staccandosi dal resto della specie, restano separati tra di loro e perfino da loro stessi; la loro unione è un'illusione. L'amore erotico esclude l'amore per gli altri solo nel senso di fusione erotica ma non di amore fraterno. (p. 73)
Il concetto biblico «ama il prossimo tuo come te stesso» significa che il rispetto per la propria integrità, l'amore e la comprensione di se stessi non possono essere scissi dal rispetto, dalla comprensione e dall'amore per un altro essere umano. (p. 77)
Ho dichiarato che il nostro bisogno di amare si basa sul senso della separazione e sul conseguente bisogno di superare l'ansia della separazione. La forma religiosa di amore, che è chiamata amore per Dio, psicologicamente parlando non è diversa. Nasce dal bisogno di superare la separazione e di raggiungere l'unione. [...] Dio rappresenta il più alto valore e il più desiderabile dei beni. Di conseguenza, il significato più specifico di Dio dipende da ciò che è il bene più desiderabile per una persona; in ultima analisi dal carattere del soggetto che adora Dio. (p. 81)
Secondo le decisive scoperte di Backhofen e Morgan, a metà del diciannovesimo secolo, vi sono pochi dubbi che sia esistita una fase matriarcale della religione. [...] L'amore materno è incondizionato, protettivo, illimitato; poiché è incondizionato, non può essere controllato o conquistato. [...] La caratteristica dell'amore paterno è che il padre fa delle richieste, stabilisce principi e leggi, e che il suo amore per il figlio dipende dall'obbedienza di quest'ultimo alle sue richieste. Egli ama di più il figlio che più gli rassomiglia, che è il più obbediente e il più adatto a diventare il suo successore, l'erede dei suoi beni. Lo sviluppo della società patriarcale va di pari passo con lo sviluppo della proprietà privata. (p. 83)
L'amore materno non può essere conquistato: o c'è o non c'è; tutto ciò che posso è aver fede (come dice il salmista: «Tu fammi aver fede nel seno di mia madre»). (p. 85)
Se pensiamo alla civiltà indiana, egiziana o greca, o a quella giudaico-cristiana o a quella islamitica, siamo in pieno mondo patriarcale, coi suoi dei maschi, sui quali regna un dio principale, o in cui tutti gli dei sono eliminati ad eccezione di Uno, il Dio.[...] Nella religione ebraica, gli aspetti materni di Dio sono introdotti di nuovo specialmente nelle varie correnti del misticismo. Nella religione cattolica la madre è simbolizzata dalla Chiesa e dalla Vergine. [...] La dottrina cattolica del lavoro ben fatto fa parte del quadro patriarcale: posso procurarmi l'amore paterno con l'obbedienza e l'adempimento dei suoi ordini. (p. 84-85)
Lutero stabilisce, come suo maggior principio, che niente che l'uomo faccia possa meritargli l'amore di Dio. L'amore di Dio è la grazia, la tendenza religiosa ad aver fede in questa grazia, a rendersi piccoli e indifesi. [..] La dottrina luterana, ad onta del suo carattere patriarcale, porta con sé molti elementi matriarcali. [...] Ma è caratteristica della fede di Lutero che la figura della madre sia stata eliminata dal quadro e sostituita da quella del padre; all'incertezza di essere amato dalla madre si sostituisce la speranza in un amore paterno incondizionato. (p. 85)
L'uomo moderno crede di perdere qualcosa – il tempo – quando non fa le cose in fretta; eppure non sa che cosa fare del tempo che guadagna, tranne che ammazzarlo. (p. 117)
Paradossalmente, la capacità di stare soli è la condizione prima per la capacità d'amare. (p. 119)
Amare qualcuno non è solo un forte sentimento, è una scelta, una promessa, un impegno.
Chi ama davvero ama il mondo intero, non soltanto un individuo particolare.
Chiunque abbia possibilità di studiare l'effetto di una madre dotata di genuino amore per se stessa, può vedere che non c'è niente di più utile che dare a un bambino l'esperienza di ciò che è amore, gioia, felicità, che solo può ricevere il bambino amato da una madre che ama se stessa.
Il capitalismo moderno necessita di uomini che senza difficoltà cooperino in vasto numero; che vogliano consumare sempre di più; i cui gusti siano standardizzati e possano essere facilmente previsti e influenzati.
Citato in Dizionario delle citazioni, a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X
L'unico modo per conoscere profondamente un essere è l'atto di amore; questo atto supera il pensiero, supera le parole. È il tuffo ardito nell'esperienza dell'unione.
La felicità dell'uomo moderno consiste nell'emozione di guardare vetrine di negozi, di acquistare tutto ciò che può permettersi, sia in contanti che a rate.
La maggior parte della gente ritiene che amore significhi «essere amati», anziché amare.
Le relazioni umane sono per lui [il conformista] essenzialmente quelle di automi alienati, ognuno dei quali basa la propria sicurezza tenendosi vicino al gregge e non divergendo nel pensiero, nei sentimenti o nell'azione.
Senza amore, l'umanità non sopravvivrebbe un solo giorno.
Tutti noi siamo Uno, eppure ognuno di noi è un'entità unica, separata. Nei nostri rapporti col prossimo si ripete lo stesso paradosso. In quanto Uno, possiamo amare tutti nello stesso modo, nel senso di amore fraterno. Ma in quanto esseri distinti, l'amore erotico esige prerogative strettamente individuali, che esistono tra determinate persone, e non certo tra tutte.
Solo colui che ha fede in se stesso è in grado di essere fedele agli altri.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026