Le frasi di «L'avventura di un povero cristiano» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.
Citazioni da «L'avventura di un povero cristiano»
A ogni uomo che ama la pulizia, un foglio di carta può sempre servire.
Gli uomini i quali una volta dicevano no alla società e andavano nei conventi, adesso il più sovente finiscono tra i fautori della rivoluzione sociale [...] Non esito ad attribuire ai ribelli il merito di una più vicina fedeltà a Cristo.
Lo vedi? Quando mai per le opere di misericordia c'è voluto un permesso speciale? (2006, p. 38)
Per condannare gli innocenti, quelli che hanno il potere trovano sempre qualche legge. Sono essi che le fanno, le leggi. (2006, p. 38)
L'ospitalità è un'opera di misericordia. (2006, p. 41)
Fra Clementino: [...] Devo dirvi, signora padrona...
Concetta: Non sono la vostra padrona, ma la vostra serva.
Fra Ludovico: Non vi sono padroni né servi nella casa del Padre, ma solo figli eguali e liberi. (2006, p. 42)
Purtroppo la veste da prete non ispira fiducia. (2006, p. 43)
Avete detto di aver celebrato poco fa la Santa Messa? E con tale sveltezza vi trasformate in sbirro? (2006, p. 45)
Voi preti ci fate rimpiangere Nerone e Diocleziano. Essere perseguitati da quei nemici dichiarati di Cristo doveva essere meno doloroso. (2006, p. 45)
Don Costantino: [...] Non è certo per amore di pompa che anche lui usa certi ornamenti rituali, ma per adeguarsi alla dignità della sua funzione [...].
Fra Ludovico: (al parroco). La croce di Cristo, se non sbaglio, era di legno, come pure lo sono la maggior parte dei crocifissi [...]. Non so se voi pensate che per questo essi siano privi di dignità.
Fra Berardo: (al parroco). Credete che se Cristo fosse andato in giro per la Palestina con la mitra o il triregno sulla testa, sarebbe stato più dignitoso?
Fra Ludovico: (al parroco). Strana idea vi siete fatti della dignità cristiana voi preti. (2006, p. 46)
È scandaloso che un cristiano ponga l'ubbidienza prima della verità. [...] Se, ad esempio, il capo della Chiesa predica l'odio e benedice le armi, cioè il contrario di quello che Cristo ha insegnato, i cristiani devono continuare a ubbidirgli? (2006, p. 47)
Fra Tommaso: Il dovere di disubbidire ai superiori che tradiscono è sacrosanto, è il più cristiano dei doveri. La coscienza è al di sopra dell'ubbidienza.
Don Costantino (appare esterrefatto): Vi rendete conto delle conseguenze di quello che dite?
Fra Ludovico: Ma come si può rifiutare un principio giusto solo per timore delle conseguenze? (2006, p. 49)
Le sue parole furono tradite [...] con l'appoggio del papa e dei vescovi. Nel concetto francescano della povertà essi vedevano un pericolo per i loro privilegi e quelli delle loro famiglie. (2006, p. 50)
Perché dovrebbe essere concesso ai frati e ai preti quello che Cristo non permise agli apostoli? (2006, p. 50)
Don Costantino: L'anarchia?
Fra Clementino (ridendo). Perché no? Un modo di vivere assieme, secondo la carità e non secondo le leggi. (2006, p. 51)
A udire questi due nomi, San Benedetto, San Francesco, uno sente piegarsi le ginocchia. I fondatori sono di solito delle aquile, i seguaci delle galline. [...] Sì, è vero, in ogni grande agglomerazione è inevitabile una certa tendenza al pollaio. (2006, p. 53)
È difficile che un buon cristiano possa estraniarsi dalla sorte dei suoi simili. Il fratello maggiore non può disinteressarsi dei fratelli minori. Anche Cristo andò nel deserto, ma per un tempo limitato. (2006, p. 55)
Cristo promise ai suoi: Quando vi troverete insieme, sarò con voi. Non disse: Quando sarete soli, o quando sarete lontani dal mondo. (2006, p. 56)
Nella loro maggioranza, gli uomini non sono in grado di seguire il vostro esempio spregiudicato e audace. Eppure anche le creature più deboli hanno diritto alla salvezza. Cristo è morto anche per loro. (2006, p. 56)
Se non mi sbaglio, questi nobili forestieri non appartengono alla frateria che predica la povertà in pubblico e che nel convento se la sciala. (2006, p. 57)
Se voi aveste la bontà di spiegarci cosa intendete per coscienza pulita, magnifico signore, è probabile che dareste un contributo originale alla storia dell'umorismo. (2006, p. 60)
Fra Ludovico. Scusate, a parte il resto, non si è mai visto che due persone riescano a imprigionarne quattro.
Baglivo. Cosa intendete? È una sfida? L'inizio di un'insubordinazione?
Fra Clementino. No, non abbiate paura, è una semplice equazione aritmetica. (2006, p. 61)
Ha confessato? Ma un uomo di legge come voi, signor baglivo, sa meglio di me che cosa un giudice esperto riesce a far dire a un imputato in catene. (2006, p. 64)
La speranza degli infelici rinasce sempre. (2006, p. 67)
Fra Angelo. Tu non credi ai miracoli?
Fra Ludovico. Sì, posso credervi quando riguardano innocenti pastorelle, e anche allora però con la dovuta prudenza. Ma il conclave è composto di cardinali, che sono uomini tutt'altro che ingenui, tutt'altro che innocenti, tutt'altro che disinteressati [...].
Fra Angelo (lo interrompe). Anche i cardinali, fra Ludovico, voglio dire, se preferisci, perfino i cardinali sono creature di Dio, a lui soggette.
Fra Ludovico. Però Cristo non dimostrò mai il minimo interesse verso di loro. (2006, p. 69)
Non so se ricordi quando nelle litanie dei santi aggiungevamo: dalla curia romana libera nos Domine. (2006, p. 78)
Fra Bartolomeo. Guarda se nella folla ci sia qualcuno che porta ancora pollastri, cacicavalli, prosciutti per i monsignori dell'ufficio delle suppliche.
Fra Angelo (si sporge dal balcone e osserva più attentamente). Non mi pare. Dopo la sfuriata del nostro Celestino, non credo che i monsignori...
Fra Bartolomeo. Ai supplicanti daranno l'indirizzo di casa. (2006, p. 78)
Il cristianesimo infatti non è un modo di dire, ma un modo di vivere. E non si può decentemente predicare il cristianesimo agli altri, se non si vive da cristiani. (2006, p. 83)
Fate il bene gratuitamente e non raccontatelo a nessuno. Tanto più che Dio in ogni caso vi vede e vi ricompenserà [...]. Ma anche se Dio non vi badasse [...] anche allora fare il bene è una buona cosa. (2006, pp. 83-84)
Segretario. L'abate ha dalla sua parte il cardinale...
Celestino V. Se sono io che devo decidere, preferirei sapere chi ha dalla sua parte la verità. (2006, p. 86)
Strano, veramente strano. Non immaginavo che potesse esistere un uomo come voi, assolutamente refrattario al senso del potere. [...] Ne sono assai preoccupato. È difficoltà grave che, già nel prossimo avvenire, potrà avere conseguenze disastrose per la Chiesa. (2006, p. 97)
Fra Bartolomeo. [...] La nuova chiesa di Santa Maria della Vittoria [...].
Celestino V. Santa Maria della Vittoria? Di quale vittoria si rende onore alla Madre di Cristo?
Fra Bartolomeo. Si riferisce certamente a quella di Carlo d'Angiò su Corradino di Svevia. [...].
Celestino V. La Madre di Cristo ha preso parte alla battaglia? È stata vista dalla parte dei francesi?
Fra Bartolomeo. Che scherziamo? Ma i francesi erano stati chiamati dal papa.
Celestino V. Non certo dalla Madre di Cristo. (2006, pp. 99-100)
D'altra parte, nessuno Stato sarebbe in grado di mantenere l'ordine pubblico se i sudditi cessassero di nutrire un sacro terrore dell'inferno, e questa funzione spetta ovviamente alla Chiesa. (2006, p. 101)
Sarebbe un orribile sacrilegio. Col segno della Croce e i nomi della Trinità, si può benedire il pane, la minestra, l'olio, l'acqua, il vino, se volete anche gli strumenti da lavoro [...] ma non le armi. Se avete un assoluto bisogno di un rito propiziatorio, cercatevi qualcuno che lo faccia in nome di Satana. (2006, p. 103)
Perché non ci opponemmo con maggiore energia alla sua accettazione del pontificato? È stato un delitto irreparabile sacrificare un cristiano come lui in questo ambiente miserabile di ambiziosi, d'intriganti e di canaglie. (2006, p. 106)
In parole povere far papa un uomo pio e disinteressato che non rubasse e lasciasse rubare quelli che, per tradizione di famiglia, per così dire, vi avevano diritto. (2006, p. 107)
Ma se considerate sul serio la povertà una condizione favorevole alla salute dell'anima, perché non rinunziate alle vostre ricchezze? L'anima non è il bene supremo? (2006, p. 111)
La dominazione assoluta [...] sta disgustando dal cristianesimo gli spiriti meglio disposti. (2006, p. 112)
Ero veramente stupido. (Pausa) Servirsi del potere? Che perniciosa illusione. È il potere che si serve di noi. (2006, p. 132)
Non puoi chiedere al cavallo di volare: se non vola, non gliene puoi far torto. (2006, p. 132)
La tentazione del potere è la più diabolica che possa essere tesa all'uomo, se Satana osò proporla perfino a Cristo. Con Lui non ci riuscì, ma riesce con i suoi vicari. (2006, p. 132)
Ogni tanto qualcuno lo riscoprirà e accetterà con animo sereno di andare allo sbaraglio. (2006, p. 133)
Non lasciate avvelenare il vostro cuore dall'odio verso i falsi cristiani che ci perseguitano. Quei disgraziati che fanno commercio di Cristo, meritano soltanto la nostra pietà. Malgrado l'oro che essi ammucchiano, sono dei poveretti da commiserare. Malgrado le armi, la servitù in livrea, le vesti di seta, il cerimoniale faraonico di cui si attorniano, quelli di essi che vi trovano piacere, sono degli incoscienti, gli altri, degli infelici. (2006, p. 134)
Luca. Ma come si può costringere qualcuno a qualcosa contro cui la sua anima si rifiuta?
Fra Ludovico. Santa ingenuità. Tu non sai che la parola anima fa sorridere chi non pensa che al potere. (2006, p. 139)
Baglivo. [...] Siete disposti ad affermarlo sul vostro onore?
Fra Angelo. Non abbiamo alcun impegno d'onore verso lo Stato che voi rappresentate. (2006, p. 141)
Non temiamo quelli che hanno il potere di offenderci nel corpo; ma quelli che distruggono l'anima. (2006, p. 142)
Baglivo. [...] Il papa Bonifazio, suo vecchio amico da una parte, e il re di Francia dall'altra.
Fra Angelo. V'è ancora un terzo prepotente che lo ricerca e lo vuole solo per sé.
Baglivo. Non mi risulta. Chi sarebbe?
Fra Angelo. Penso che da bambino pure voi ne avete sentito parlare, Domine Iddio. (2006, p. 142)
I miracoli, un papa dovrebbe saperlo, li compie unicamente Domine Iddio. Se l'Altissimo, quando gli pare, si serve dell'intercessione di Pier Celestino piuttosto che di quella di Bonifazio, è chiaro che se ne assume anche la responsabilità. Bonifazio dovrebbe sapere dunque presso chi lagnarsi. (2006, p. 143)
La radice di tutti i mali, per la Chiesa, è nella tentazione del potere. (2006, p. 159)
Santità, se voi vi affacciate a quella finestra, vedrete sulla scalinata della cattedrale una vecchietta cenciosa, una mendicante, un essere di nessun conto nella vita di questo mondo, che sta lì dalla mattina alla sera. Ma tra un milione di anni, o tra mille milioni di anni, la sua anima esisterà ancora, perché Dio l'ha creata immortale. Mentre il regno di Napoli, quello di Francia, quello d'Inghilterra, tutti gli altri regni, con i loro eserciti, i loro tribunali, le loro fanfare e il resto, saranno tornati nel nulla. (2006, p. 161)
Citazioni sull'opera
La Chiesa, com'è dipinta nel dramma e com'è incarnata in certi cardinali [...] è un partito essa stessa, che chiede ai suoi seguaci il prezzo altissimo dell'anima. (Claudio Marabini)
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026