Frasi

Frasi di «L'educazione dello stoico»

19 citazioni dal libro di Fernando Pessoa

Le frasi di «L'educazione dello stoico» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.

Citazioni da «L'educazione dello stoico»

Ho tutte le condizioni per essere felice, tranne la felicità. (p. 35)
Non è nell'individualismo che risiede il nostro male, ma nella qualità di quell'individualismo. (p. 41)
L'uomo moderno se è infelice è pessimista. (p. 41)
Non possiamo non sentire, come non possiamo non camminare. (p. 47)
L'astratto è sempre stato per me più impressionante che il concreto. (p. 51)
Lo scrupolo è la morte dell'azione. Pensare alla sensibilità altrui è essere sicuri di non agire. (p. 55)
Non insegnare nulla, poiché hai ancora tutto da imparare. (p. 55)
[...] tutto è aver speranze o è morte. (p. 59)
Il sogno, quando troppo vissuto, o familiare, diventa una nuova realtà; la tirannizza; smette di essere un rifugio. (p. 57)
Che cos'è la vita dell'umanità se non una evoluzione religiosa senza influenza sulla vita quotidiana? (p. 63)
Il piacere è per i cani, il lamento per le donne; l'uomo ha solamente, di suo proprio, l'onore o il silenzio. (p. 69)
La dignità dell'intelligenza sta nel riconoscere che essa è limitata e che l'universo ne è fuori. (p. 73)
Circoscrivo a me stesso la tragedia che è mia. La soffro, ma la soffro faccia a faccia, senza metafisica né sociologia. Mi confesso vinto dalla vita, tuttavia non mi confesso abbattuto da lei. (p. 75)
Ho raggiunto, credo, la pienezza dell'impiego della ragione. Ed è per questo che mi ucciderò. (p. 77)
Se il vinto è colui che muore e il vincitore chi uccide, con questo, confessandomi vinto, mi istituisco vincitore. (p. 77)
Il romantico riferisce ogni cosa a se stesso ed è incapace di pensare oggettivamente. Ciò che accade a lui accade all'universalità delle cose. Se lui è triste, il mondo non solo sembra, ma è, sbagliato. (p. 85)

Luciana Stegagno Picchio

Il barone di Teive, autore di questa Educazione dello stoico, esemplare autobiografia di un suicida, è forse il più pericoloso fra gli eteronimi di Fernando Pessoa. Contagioso. Invasivo. Non perché il suo pacato e inesorabile deduttivismo logico potrebbe far considerare questo manoscritto come un'istigazione al suicidio, ma per il senso di coinvolgente disagio che quest'opera non può non trasmettere a qualsiasi lettore.
La sazietà del nulla che porterà Teive al suicidio è annunciata nelle prime pagine del suo diario con il «sonno intimo di tutte le intenzioni», con quell'impulso «che spinge a coricarsi presto» e che ha infiniti riscontri nell'opera tutta di Pessoa.
Sorto tardivamente e improvvisamente, pare, nel 1928, nel teatrino interno del poeta, il Barone venne prontamente esorcizzato da Pessoa con l'annunciata realizzazione del suicidio e il rogo a lui attribuito di tutti i suoi scritti.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026