Le frasi di «L'istituto» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.
Citazioni da «L'istituto»
Da piccole cose nascono grandi eventi (p. 8)
L'onestà era comunque la politica migliore, se non altro perché le menzogne [...] finivano quasi sempre per ritorcersi contro chi le aveva raccontate. (p. 13)
Leggeva legal thriller di John Grisham e la serie intera del Trono di Spade. Era un grandissimo fan di Tyrion Lannister. Tim sapeva che c'era una serie tv basata sui libri di Martin, ma non sentiva alcun bisogno di guardarla: la sua immaginazione produceva da sola tutti i draghi che aveva bisogno. (p. 28)
La vita che crediamo di vivere non è reale. È solo un teatrino di ombre cinesi, e per quanto mi riguarda sarò ben lieto quando le luci si spegneranno. Al buio, le ombre spariscono. (p. 31)
Tra mezzanotte e le quattro del mattino tutti dovrebbero parlare liberamente. (p. 31)
«Figliolo, come fai a sapere queste cose?» Luke si strinse nelle spalle «Wikipedia, tanto per cominciare. Poi rintraccio le fonti principali citate negli articoli di Wikipedia» (p. 51)
La vita era fondamentalmente un lungo test di ammissione, solo che invece di quattro o cinque alternative possibili, ne avevi decine. Incluso stronzate come ogni tanto e forse sì o forse no. (p. 56)
Ecco cosa siamo noi: un branco di pellerossa abbastanza ingenui da credere a qualunque cosa sembri buona e che somigli a un... lieto fine del cazzo! (p. 90)
Luke scopri di ammirarlo ugualmente. Non aveva accettato la situazione. «Ascoltate, gente! Potete farmi il culo quanto volete, e potete portarmi nella Seconda Casa, ma continuerò a lottare a ogni passo! Nick Wilholm non si vende per quattro perline e una coperta pulciosa!» (p. 91)
Pensò all'autore di satire, Giovenale , il quale sosteneva che bastasse dare alla gente pane e spettacoli circensi perché tutti fossero felici e non causassero guai. Probabilmente lo stesso poteva valere per l'alcol e le sigarette. (p. 93)
Se devi combattere, scegli quando farlo. (p. 100)
C'erano sempre soluzioni per tutto, e l'apprendimento consisteva proprio nello scoprirle. (p. 114)
Meglio – e più sicuro – convincersi che quella donna fosse esattamente come l'aveva immaginata, a meno che e finché non si fosse dimostrata diversamente. Era una brutta situazione, su questo non c'erano dubbi, e ingannare se stesso rischiava di essere il peggiore errore che potesse commettere. (p. 116)
Quando qualcuno diceva «fidati di me», di solito stava mentendo. (p. 120)
Era bello avere uno scopo, nella vita. Ti aiutava a superare i momenti peggiori. (p. 145)
Metti i tuoi desideri su un piatto e la merda sull'altro, e vedrai da che parte pende la bilancia. (p. 222)
L'inferno vi attende. Sarò lì ad aspettarvi. (p. 290)
Pensò all'entropia. La tendenza a procedere per inerzia quando le cose vanno bene. La tendenza a dare le cose per scontate. (p. 294)
Benché non credesse esattamente in Dio, considerando le prove della sua esistenza meno convincenti del loro contrario, pregò ugualmente. (p. 350)
C'era una spugna imbevuta di dolore nella sua testa, da cui lei cercava di tenersi lontana il più possibile. Nascondersi dal dolore era una reazione sensata, almeno finché funzionava. Il problema era che la spugna avrebbe continuato a gonfiarsi fino a quando non ci fosse più stato un posto dove nascondersi, e l'avrebbe inchiodata contro le pareti del suo stesso cranio, come una mosca contro il muro. A quel punto, lei non ci sarebbe più stata. (p. 377)
«I più grandi segreti del nostro governo sono stati sbandierati in Internet grazie a una specie di sistema illegale che si chiama...»
«WikiLeaks. So di cosa si tratta.» (p. 382)
«Beep Beep, Beep Beep, il coyote ti è ADDOSSO! Beep Beep, se non scappi ti spolpa fino all'OSSO!» (p. 389)
Perché quella era una partita a scacchi, e non bastava sapere la mossa successiva, o quella dopo ancora. Bisognava essere tre mosse avanti, era questa la regola. E disporre di tre alternative per ogni mossa, a seconda della reazione dell'avversario.
[..] quello che facevi per te stesso era ciò che ti dava potere (p. 394)
Prima schiudi appena i pugni. Quelli che si trovano in fondo alla tue braccia, ma anche quellli che hai nella testa. Concediti davvero la possibilità di vivere felice e contento. (p. 556)
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026