Frasi

Frasi di «L'ospite»

34 citazioni dal libro di Stephenie Meyer

Le frasi di «L'ospite» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.

Citazioni da «L'ospite»

Anima: la forza invisibile che guida il corpo.
«Parli come se fossimo nel pieno di una guerra» «Sì, quella contro i resti della specie umana».
L'obiettivo è la quinta porta del quinto corridoio al quinto piano. Il suo messaggio è lì.
Non può essere così buio con questo caldo, o forse, non può essere così caldo con questo buio.
Sono passati millenni ma gli uomini non sono mai riusciti a capire l'amore. Quanto dipende dal corpo e quanto dalla mente? Quanto dal caso e quanto dal destino? Perché certe coppie perfette falliscono, e altri abbinamenti per quanto improbabili prosperano? Non ne so più di quanto ne sapessero loro. L'amore, semplicemente, è dove è. La mia ospite amava l'ospite di Curt, e l'amore non è morto nemmeno dopo che la mente ha cambiato proprietario. (Kathy)
Sterminate una specie intera e avete anche il coraggio di vantarvene. (Melanie)
Gli ospiti umani hanno bisogno di socializzare. Non sei abituata alla solitudine, cara. Hai condiviso i pensieri di un intero pianeta... (Kathy)
Lasciati coinvolgere dalla vita anziché da lei. [...] Non lasciare che sia lei a controllare le tue relazioni, Viandante. Non lasciare che sia lei a controllarti. (Kathy)
Non voglio un altro. Voglio Jared, non uno sconosciuto nel suo corpo! Il corpo non significa niente senza di lui. (Melanie)
Non puoi sapere quanto tempo rimane.
Non lasciarti catturare piccola. Segui le linee. Inizia dalla prima e segui le linee. Lo zio Jeb ti terrà un posto sicuro. (Zio Jeb)
Ventinove serpenti a sonagli spaventati da un solo topolino.
L'intuito mi dice che non conosciamo questo posto bene quanto credevamo.
Jared si chinò in avanti. Con un colpo rumoroso e secco il suo pugno colpì Kyle al volto. Gli occhi di Kyle si rovesciarono, e la bocca restò semiaperta. Per qualche secondo la stanza rimase in silenzio. «Ehm» disse Doc senza scomporsi. «Parlando da medico, non credo sia la terapia più corretta» «Ma io mi sento meglio» rispose Jared, impassibile.
Tra ragazze ci si deve aiutare.
Trovava la luce anche dentro un buco nero.
Tu sei quello intelligente e io quello bello, mi pare giusto. (Kyle)
«E se capitasse a te di venir infilato dentro un corpo umano e mandato allo sbaraglio su questo pianeta, per poi ritrovarti isolato dai membri della tua stessa razza? Se fossi una... persona talmente buona da cercare di salvare la vita di cui ti sei appropriato, da rischiare la vita per riportarla a casa? E se a quel punto ti ritrovassi circondato da umani violenti che ti odiano, ti feriscono e cercano di ucciderti, senza nessuna, nessuna pietà? E se malgrado tutto continuassi a fare del tuo meglio per salvare e guarire quegli sconosciuti? Non meriteresti anche tu una vita? Non penseresti di essertela guadagnata?» Jared non rispose. Sentii gli occhi gonfiarsi di lacrime. Davvero Ian aveva un'opinione così alta di me? Pensava davvero che mi fossi guadagnate il diritto di vivere laggiù?
Quel corpo e la persona che vi è prigioniera appartengono a me. Melanie sarà mia per sempre e io sarò per sempre suo. (Jared)
Non è il volto, ma le tue espressioni. Non è la voce, ma il modo di parlare. Non è come ti sta quel corpo, ma le cose che ci fai. Tu sei bella. (Ian)
E allora, non ti pare... che sia il caso di goderti il tempo che ti rimane? Di vivere finché sei viva? (Ian)
Cosa mi faceva preferire l'amore degli umani a quello della mia specie? La sua essenza esclusiva e capricciosa? Le anime offrivano amore e comprensione a qualunque altra. Avevo bisogno di una sfida più difficile? Questo amore era complicato, privo di regole fisse: lo si poteva offrire in cambio di nulla, come nel caso di Jamie, o conquistare con il tempo e la fatica, come per Ian, oppure era così inaccessibile da spezzarti il cuore, come nel caso di Jared. O forse, molto semplicemente, era migliore? Era una gamma di emozioni più ampia che consentiva agli umani di odiare con tanta furia, ma anche di amare con più passione, zelo e ardore? Non sapevo perché lo avessi desiderato così disperatamente, sapevo soltanto che, ora che lo possedevo, valeva tutti i rischi e la sofferenza che avevo affrontato. Era meglio di quanto immaginassi. Era tutto. (Wanda)
Talvolta l'evidenza cela il nascondiglio più intelligente.
Non potevo concederle di più, senza rinunciare alla mia vita. (Wanda)
«Tu. Non Mi Lascerai.» Non avevo mai visto i suoi occhi ardere in quel modo, come fiamme blu.
Spinsi le sue spalle e mi avvicinai a lui, fino a sfiorargli la bocca. Lui mi prese fra le braccia, stringendomi al petto. Le nostre labbra si congiunsero e si fusero come se non dovessero mai più dividersi, come se la separazione non fosse la cosa inevitabile che era, e sentii il sapore delle lacrime. Le sue e le mie. Qualcosa inizio a cambiare. Quando il corpo di Melanie toccava quello di Jared, c'era come una vampata di calore, una fiammata che correva sulla superficie del deserto e consumava tutto ciò che le si parava di fronte. Con Ian era diverso, molto diverso, perché Melanie certo non lo amava come me. Perciò, quando Ian mi toccava, era qualcosa di più profondo e lento del fuoco indomabile, più simile a una colata di lava. Troppo profonda per scaldarmi, ma inesorabile nel suo procedere e nello scuotere le fondamenta del mondo. (Wanda).
Avvicinò le labbra ai miei occhi, ma era troppo tardi. Era finita. «Non piangere, Wanda. Resterai con me.» «Otto vite.» sussurrai stretta a lui, con voce spezzata. «In otto vite non ho mai trovato nessuno in grado di trattenermi su un pianeta, nessuno da seguire fra i pianeti. Non ho mai trovato un compagno. Perché proprio adesso? Perché proprio tu? Appartieni a un'altra specie. Come puoi tu essere il mio compagno?»
Scoppiai a piangere, conscia che qualcosa era cambiato anche in lui, in quell'uomo tanto gentile da poterlo scambiare per un'anima, ma forte come soltanto un umano poteva essere...
Mi diede un altro bacio, più impetuoso e acceso di rabbia. La mano che mi teneva i capelli li strinse forte e distanziò il mio viso di qualche centimetro dal suo. «Bene o male?» domandò. «Bene.» «Sono d'accordo.» Mi baciò di nuovo. Le sue braccia mi stringevano così forte, e la sua bocca era così decisa, da mozzarmi il fiato e darmi le vertigini. A quel punto allentò la presa e mi avvicinò le labbra a un orecchio. «Andiamo.» «Dove? Dove andiamo?» Non sarei andata da nessuna parte, lo sapevo. Tuttavia, il cuore mi batteva forte al pensiero di fuggire, chissà dove, con Ian. Il mio Ian. Era mio, come Jared non lo sarebbe mai stato. Come questo corpo non sarebbe mai potuto essere suo.
«Grazie, Wanda. Sorella mia. Non ti dimenticherò mai.» (Melanie)
«Sei l'essere più nobile e puro che abbia mai conosciuto. L'universo sarà un luogo più buio, senza te.» (Doc parlando di Wanda)
«Ti ho tenuta in mano, Viandante. Ed eri bellissima.» (Ian)
Felice e Triste, Euforica e Afflitta, Decisa e Insicura, Amata e Rinnegata, Paziente e Rabbiosa, Tranquilla e Irrequieta, Integra e Vuota. Ero IO. Erano sensazioni mie, dalla prima all'ultima. (Wanda)
Conoscevo la metafora sproporzionata con cui gli umani descrivevano la tristezza: "cuore spezzato". Melanie stessa ricordava di averla usata. L'avevo sempre ritenuta un'iperbole, una convenzione. Perciò non mi aspettavo di provare dolore al petto. La nausea si, il respiro mozzato in gola sì, e anche le lacrime che mi bruciavano gli occhi. Ma cos'era lo squarcio che sentivo all'altezza del petto? Una reazione insensata e irrazionale.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026