Le frasi di «La breve seconda vita di Bree Tanner» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.
Citazioni da «La breve seconda vita di Bree Tanner»
L'opinione degli altri non m'interessava più. Perché avrebbe dovuto? Come diceva Riley, ormai ero una dea. Più forte, più veloce, migliore. Nient'altro contava.
Questo era quanto Riley ci aveva detto di fare: cacciare gli scarti. Scegliere gli umani di cui nessuno avrebbe sentito la mancanza, quelli che non avevano una casa né una famiglia a cui tornare, quelli di cui nessuno avrebbe mai denunciato la scomparsa. Aveva scelto noi allo stesso modo. Prede e dèi: tutti scarti.
Spensi il cervello: era ora di andare a caccia. Respirai profondamente e fui attirata dall'odore del sangue di quegli umani, giù in strada. Non erano gli unici umani nei dintorni, solo i più vicini. Chi cacciare era la vera decisione da prendere prima di lanciarsi sulle tracce della preda. Ma ormai era troppo tardi per poter scegliere.
Ci fissammo nell'oscurità per un minuto. Il suo volto era liscio e disteso. Con chiunque altro, Kevin, Kristie o uno di quelli, sarebbe stato terrificante: lo spazio ristretto, la vicinanza forzata. Il suo odore che mi arrivava da ogni direzione. Avrebbe potuto significare una morte rapida e dolorosa in qualunque momento. Diego invece era così tranquillo. Diverso da tutti gli altri.
Pensavo che al mondo non ci fosse niente di più duro da sopportare della fame. Ancora non avevo scoperto che la sete è peggio.
Se vogliamo scoprire perché siamo qui – perché Riley ci ha condotto da lei e perché lei sta creando così tanti di noi – dobbiamo cercare di capire il più possibile. (Diego)
Toccare un'altra persona dopo una vita intera – perché gli ultimi tre mesi erano tutta la mia vita – passata a evitare ogni contatto era così strano da rasentare lo shock. Un po' come infilare le dita in una presa di corrente e scoprire che era piacevole.
Stai facendo la raccolta Punti Idiozia? (Diego, rivolto a Raoul)
Eravamo stati creati per uno scopo ben preciso, proprio come immaginavamo. E avevamo un nemico. O meglio, la nostra creatrice l'aveva, ma faceva qualche differenza?
Ritengo che sappiate chi siamo, quindi sapete anche che non potete coglierci di sorpresa, né nascondervi. Né opporvi. E nemmeno fuggire. (Jane, rivolta a Victoria)
Il tempo è un lusso che non ci appartiene. Non possiamo permetterci di sprecare un altro minuto in sciocchezze. Vi ho lasciato fare ciò che volevate, ma stanotte dobbiamo metterci un punto. Abbiamo un nemico. Forse alcuni di voi sono abbastanza intelligenti da aver capito che, se esistiamo noi, esistono anche altri vampiri. Altri vampiri più vecchi, più intelligenti... più temibili. Altri vampiri che vogliono il nostro sangue! [...] Chiunque facciate fuori potrebbe essere quello che vi avrebbe salvato la vita. Ogni membro del clan che uccidete è un regalo ai vostri nemici. Ecco, state dicendo loro, fatemi fuori!(Riley)
«Vi porterò da lei. E vi terrò mentre vi strappa le gambe e poi lentamente, lentamente, vi brucia le dita, le orecchie, le labbra, la lingua e ogni altra appendice superflua, una alla volta».
A tutti era capitato almeno una volta di perdere un arto, e tutti eravamo passati dal fuoco quando eravamo diventati vampiri, perciò potevamo immaginare come ci saremmo sentiti, ma non era la minaccia in sé ad apparire tanto terrificanti. Ciò che faceva paura era il volto di Riley mentre lo diceva. Non era contorto dall'ira come quando si arrabbiava; era un viso calmo e freddo, sereno e bellissimo, gli angoli della bocca arricciati in un lieve sorriso.
Rievocai il viso di Riley, l'espressione fredda e composta che aveva quando minacciava di punire chi non si comportava bene. Risentii la sua descrizione macabra e stranamente dettagliata. Di colpo capii che aveva descritto la morte di Diego. Quella notte avevo intuito che qualcosa era cambiato in Riley. L'assassinio di Diego l'aveva trasformato, indurito. Credevo soltanto a una delle cose che aveva raccontato: pensava davvero che Diego fosse il migliore tra tutti noi. Gli si era persino affezionato. Eppure era rimasto a guardare mentre la nostra creatrice lo uccideva.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026