Le frasi di «La caduta» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.
Citazioni da «La caduta»
Sforzarsi di raggiungere quota meno ottocento, a rischio di trovarsi con la testa stretta nella gola di una roccia (un sifone, come dicono quegli incoscienti), mi sembrava una impresa da pervertiti o da traumatizzati.
Si, pochi sono stati più naturali di me. Il mio accordo con la vita era totale, aderivo a quello che essa era, dall'alto al basso, senza rifiutare nessuna delle sue ironie, delle sue grandezze e delle sue servitù.
Devo dirlo, a furia d'essere uomo con tanta pienezza e semplicità, mi trovavo un po' superuomo.
[...] mi trovavo a mio agio in tutto, ma nello stesso tempo non ero soddisfatto di niente.
Correvo così, sempre appagato e mai sazio, senza sapere dove fermarmi, fino al giorno, o meglio la sera, in cui la musica cessò, e le luci si spensero.
L'uomo è fatto così, caro signore, ha due facce: non può amare senza amarsi.
Ho conosciuto un uomo che ha dato vent'anni della propria vita ad una sventata, le ha sacrificato tutto, amicizie, lavoro, il decoro della propria vita, e una sera ammise di non averla mai amata. Si annoiava, ecco tutto, si annoiava come la maggior parte della gente.
La vita diventava meno facile: quando il corpo è triste, il cuore langue.
Caro compatriota, devo umilmente confessarlo. Sono sempre stato pieno di vanità da scoppiare. Io, io, io, ecco il ritornello della mia cara vita, riecheggiante in tutto quel che dicevo.
Gradualmente ho visto più chiaro, ho imparato un po' di quello che sapevo. Fino allora ero sempre stato aiutato da uno stupefacente potere di dimenticare. Dimenticavo tutto, e in primo luogo le mie risoluzioni. In fondo, non v'era niente che contasse.
Bisogna che accada qualcosa, è questa la spiegazione della maggior parte degli impegni che gli uomini assumono.
Mi rispose, secondo le regole della cortesia parigina, che andassi in malora.
La verità è che ogni uomo intelligente, lei m'insegna, sogna di essere un gangster e di regnare sulla società con la sola violenza.
In seguito a un concorso di circostanze, è vero, ma le circostanze ci sono sempre.
Lei sa che cos'è il fascino: un modo di sentirsi rispondere di sì senza aver fatto chiaramente nessuna domanda.
Le amavo, secondo l'espressione consacrata, il che significa che non ne ho mai amata nessuna.
[...] e quasi tutte le donne che ho conosciute, le ho stimate migliori di me. Tuttavia, collocandole così in alto, le ho utilizzate più spesso di quanto le abbia servite.
Le donne infatti hanno una cosa in comune con Bonaparte: pensano sempre di riuscire dove gli altri sono falliti.
Ahimè, dopo una certa età ognuno è responsabile della sua faccia.
C'è sempre qualche ragione per l'uccisione d'un uomo. È invece impossibile giustificare che viva.
Ha notato che soltanto la morte ci ridesta i sentimenti? Ma lo sa perché siamo sempre più giusti e generosi con i morti? È semplice. Verso di loro non ci sono obblighi. [...] Se un obbligo ci fosse, sarebbe quello della memoria, e noi abbiamo la memoria corta. No, nei nostri amici amiamo il morto fresco, il morto doloroso, la nostra emozione, noi stessi insomma.
Il vero amore è eccezionale, due o tre volte in un secolo all'incirca. Per il resto, vanità o noia.
Insomma, per diventare famosi, basta ammazzare la portinaia.
Io ho imparato ad accontentarmi della simpatia. La simpatia... un sentimento da presidente del consiglio: si ottiene a buon mercato dopo le catastrofi. L'amicizia è una cosa meno semplice.
Mi creda per certe persone almeno, non prendere quello che non si desidera è la cosa più difficile del mondo.
Per essere felici non ci si deve occupare troppo del prossimo. (1983, p. 51)
Quando saremo tutti colpevoli, ci sarà la democrazia. (2001)
Quando non si ha carattere bisogna pur darsi un metodo.
Quanti delitti commessi semplicemente perché il loro autore non poteva sopportare di essere in colpa!
Tra me e me dicevo che anche la morte del corpo a giudicare da quello che avevo visto, era in sé una punizione sufficiente, assolveva tutto.
Una persona che conoscevo divideva gli esseri umani in tre categorie: quelli che preferiscono non avere niente da nascondere piuttosto che essere obbligati a mentire, quelli che preferiscono mentire che non aver niente da nascondere e gli ultimi quelli che amano sia mentire sia nascondere. (Bompiani, 1980, p. 75)
Una sola frase basterà a descrivere l'uomo moderno: egli fornicava e leggeva i giornali.
La verità come la luce acceca. La menzogna, invece, è un bel crepuscolo, che mette in valore tutti gli oggetti.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026