Le frasi di «La caverna» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.
Citazioni da «La caverna»
Anche le idee sbagliate possono essere belle.
Autoritarie, paralizzanti, circolari, a volte ellittiche, le frasi a effetto, dette anche scherzosamente briciole d'oro, sono una piaga maligna, tra le peggiori che hanno infestato il mondo. Diciamo ai confusi, Conosci te stesso, come se conoscere se stessi non fosse la quinta e più difficile delle operazioni aritmetiche umane, diciamo agli abulici, Volere è potere, come se le realtà bestiali del mondo non si divertissero a invertire tutti i giorni la posizione relativa dei verbi, diciamo agli indecisi, Comincia dal principio, come se quel principio fosse il capo sempre visibile di un filo male arrotolato che bastasse tirare e continuare a tirare per giungere all'altro capo, quello della fine, e poi, tra il primo e il secondo, avessimo tra le mani una linea retta e continua dove non c'era stato bisogno di sciogliere nodi né di districare strozzature, cosa impossibile che accada nella vita dei gomitoli e, se ci è consentita un'altra frase ad effetto, nei gomitoli della vita.
Che ne sarà di noi se il Centro deciderà di non comprare più, per chi ci metteremo a fabbricare stoviglie se sono i gusti del centro a determinare i gusti di tutta la gente?
Chi pianta un albero non sa se ci finirà impiccato.
Due debolezze non fanno una debolezza maggiore, ma una forza nuova.
La differenza tra la parola dell'artigiano e un comandamento divino sta nel fatto che per quest'ultimo c'è stato bisogno di metterlo per iscritto, e malgrado ciò con gli incresciosi risultati che si conoscono.
Lì rimasero per più di due ore il cane e il suo padrone, ciascuno con i propri pensieri, ormai senza lacrime piante dall'uno e asciugate dall'altro, chissà, forse in attesa che la rotazione del mondo rimettesse tutte le cose ai loro posti, senza dimenticarne qualcuna che fino ad ora non è ancora riuscita a trovare il proprio.
La gioventù non sa quel che può, la maturità non può quel che sa.
Ogni persona è un silenzio.
Sapremmo assai di più della complessità della vita se ci fossimo applicati a studiare con determinazione le sue contraddizioni, invece di perdere tanto tempo con le identità e le coerenze, le quali hanno il dovere di spiegarsi da sole.
Se ti piantano un coltello in pancia, che almeno abbiano la decenza morale di mostrarti una faccia che sia adeguata all'azione assassina, una faccia che trasudi odio e ferocia, una faccia di furore demente, addirittura di freddezza disumana, ma, per amor di Dio, che non ti sorridano mentre ti stanno squarciando le budella.
Si dice che ogni persona è un'isola, e non è vero, ogni persona è un silenzio, questo sì, un silenzio, ciascuna con il proprio silenzio, ciascuna con il silenzio che è.
Una cosa è quello che porta il giorno, e cosa ben diversa è quello che noi, da soli, portiamo al giorno, La vigilia.
C'è chi passa la vita a leggere senza mai riuscire ad andare al di là della lettura, restano appiccicati alla pagina, non percepiscono che le parole sono soltanto delle pietre messe di traverso nella corrente di una fiume, sono lì solo per farci arrivare all'altra sponda, quella che conta è l'altra sponda.
È come se stessimo camminando nel buio, il passo successivo può servire tanto ad avanzare come a cadere... La vita non è molto diversa.
È il solito problema di sempre, se non parliamo siamo infelici, e se parliamo non ci comprendiamo.
Non è tutto a posto, nient'affatto, Perché, Perché mi avete rubato quello che più desideravo in quel momento, E cioè, Vedervi tornare, solo questo, vedervi tornare.
I silenzi, poveri loro, sono soltanto questo, silenzi.
Sembra che non sappiamo vivere in altra maniera, Forse non c'è un'altra maniera di vivere, O forse è troppo tardi perché che sia un'altra maniera.
Com'è difficile separarci da quello che abbiamo fatto, sia esso cosa o sogno, anche quando lo abbiamo già distrutto con le nostre stesse mani.
Capisco che ci sono cose che mi stanno sfuggendo di mano e altre che minacciano di farlo, il mio problema è distinguere fra quelle per cui vale la pena lottare e quelle che bisogna lasciar andare senza pena, O con pena, La pena maggiore, figlia mia, non è quella che si sente al momento, è quella che si sentirà dopo, quando non c'è più rimedio, Si dice che il tempo cura tutto, Non viviamo abbastanza per averne la prova, disse Cipriano Algor.
Il momento delle carezze rientrò nella stanza, domandò scusa se si era trattenuto fuori così a lungo, Non trovavo la strada, si giustificò, e, all'improvviso, come a volte accade ai momenti, divenne eterno.
Dovremmo essere preparati a questo disastro, si, preparati, ma quello che vorrei proprio sapere è come si fa a prepararsi.
Si osservò nello specchio, non si trovò nessuna ruga in più, Ce l'ho dentro, di sicuro, pensò.
Quante volte bisognerà rammentarvi che quello stesso amore che divora sta supplicando di essere divorato, è sempre stato così, sempre, ma ci sono occasioni in cui ce ne accorgiamo di più.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026