Le frasi di «La Celestina» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.
Citazioni da «La Celestina»
[...] Perseverare nel male non è costanza; al mio paese la chiamano piuttosto pertinacia od ostinazione. (Sempronio: atto I)
[...] son poveri non quelli che hanno poco, ma quelli che molto desiderano. (Pàrmeno: atto I)
[...] certo è sbagliato non credere mai, ma è colpa ben più grave credere a tutto. (Pàrmeno: atto I)
[...] il maestro non deve inquietarsi per la pochezza del discepolo, altrimenti la scienza, comunicabile per natura, rare volte e in pochi luoghi potrebbe essere somministrata. (Pàrmeno: atto I)
Niente è più sicuro di una dolce povertà. (Pàrmeno: atto I)
[...] la luce altrui non potrà mai farti più chiaro se tu a tua volta non ne irradi. (Sempronio: atto II)
[...] è assai meglio usare delle ricchezze che non possederle. (Sempronio: atto II)
Non sai forse che presumersi saggio è il primo gradino della follia? (Calisto: atto II)
A tutto può il denaro: manda in frantumi la roccia più dura e a piede asciutto ti fa guadare i fiumi. (Celestina: atto III)
Il male e il bene, la prosperità e l'avversa fortuna, la gioia e la pena, tutto, insomma, perde, col tempo, la forza del suo travolgente inizio. (Sempronio: atto III)
Non ricchi fan le ricchezze, ma preoccupati, piuttosto. (Celestina: atto IV)
[...] è sconfitto solo chi si crede tale [...]. (Melibea: atto IV)
[...] se il gusto della vendetta non dura che un istante, quello della misericordia persiste per sempre. (Celestina: atto IV)
[...] chi per salire non va tanto per il sottile, cade in men che non si dica! (Sempronio: atto V)
[...] non è una sciocchezza rifiutarsi di amare e sperare d'essere amato? Non è una follia ripagar amicizia con l'odio? (Celestina: atto VII)
[...] chi accumula molto, muore come chi vive in povertà [...]. (Elicia: atto VII)
[...] il piacere è proprio dei giovani. (Celestina: atto VII)
[...] Non è tutto bianco, signore, quel che non somiglia al nero [...]. (Sempronio a Calisto: atto VIII)
È un fuoco soffocato, una piacevole piaga, un gustoso veleno, una dolce amarezza, una dilettevole malattia, un lieto tormento, una ferita dolce e crudele, una morte soave. (Celestina, parlando dell'amore: atto X)
Il piacere che ci si tiene per sé non è vero piacere. (Pàrmeno: atto X)
[...] è errore tanto domandare quando si conosce già la risposta, che rispondere quando la s'ignora. (Sempronio: atto XII)
[...] è minor errore prosciogliere i colpevoli che condannare gli innocenti. (Calisto: atto XIV)
Guardati signore dal distruggere quel che tutti i tesori del mondo non potrebbero restaurare. (Melibea a Calisto: atto XIV)
Quando una porta si chiude, di solito la fortuna ne apre un'altra.
[...] quando il cuore è schiacciato dal peso della passione, le orecchie son sorde al richiamo della ragione e, in tali frangenti, anche le più accorate parole in luogo d'ammansire accrescono il furore. (Melibea: atto XX)
[...] iniqua è quella legge che non è eguale per tutti. (Pleberio: atto XXI)
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026