Frasi

Frasi di «La fine del mondo e il paese delle meraviglie»

21 citazioni dal libro di Haruki Murakami

Le frasi di «La fine del mondo e il paese delle meraviglie» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.

Il paese delle meraviglie

Le attività ripetitive sono il solo modo di riequilibrare le tendenze maldistribuite. (I; p. 5)
Perché ci sono tanti modi di essere grassi, come ci sono tanti modi di morire. (I; p. 11)
È perché si hanno delle aspettative che si resta delusi. (VII; p. 82)
L'immaginazione è libera come un uccello, vasta come il mare. Nessuno la può frenare. (XIII; p. 162)
Meno piacciamo alla gente, più accumuliamo pregiudizi. (XV; p. 183)
La maggior parte della gente non riesce a correggere i propri difetti. Le tendenze di ognuno di noi sono grossomodo definite prima dei venticinque anni, e in seguito, per quanti sforzi facciamo, non possiamo cambiare la nostra natura. Il problema vero è la reazione che il mondo esterno avrà alle nostre tendenze. Anche grazie al whisky, provai un forte senso di solidarietà con Rudin. Con i personaggi di Dostoevskij di solito questo non mi succede, ma con quelli di Turgenev sì. Provo simpatia per quasi tutti loro. Forse è perché anch'io ho un sacco di difetti. È naturale che fra simili ci si intenda. I personaggi di Dostoevskij, invece, hanno difetti che a volte non si possono nemmeno definire tali, ed è per questo che non riesco a identificarmi al cento per cento con loro. Nel caso di Tolstoj, poi, i difetti sono talmente grossi che diventano monumenti. (XV; p. 193)
– Perché beve tanto? – chiese lei.
– Forse perché ho paura, – risposi.
– Anch'io ho paura però non bevo.
– La tua paura e la mia sono di due generi diversi.
– Non capisco.
– Col passare degli anni aumentano le cose che non riusciamo più ad aggiustare, – dissi.
– Ci si stanca?
– Sì, ci si stanca. (XIX; p. 226)
Il vero genio si accontenta del proprio mondo. (la nipote dello scienziato: XXI; p. 253)
Se ha fiducia dimentica la paura. Pensi a delle cose piacevoli, alle persone che ha amato, alle lacrime che ha versato, a quando era bambino, ai suoi sogni per il futuro, a qualunque cosa. Vedrà che la paura passerà. (la nipote dello scienziato: XXI; p. 261)
Quando una persona decide di perseguire un risultato, le viene naturale considerare tre cose: quanto ha già conseguito? A che punto si trova? Cos'ha ancora da fare? Se questi tre parametri vengono meno, restano solo la paura, la mancanza di fiducia in sé e la spossatezza. (XXI; p. 262)
Stando a lungo al buio, il buio diventa la condizione normale, è la luce che finisce per sembrarci innaturale. (XXI; pp. 267-268)
In tal senso, se qualcuno avesse aperto la finestra, messo dentro la testa e mi avesse gridato: «La tua vita è un fallimento!» non avrei avuto nessuna prova per negarlo. (XXXIII; pp. 432-433)
È come un bambino alla finestra che sta a guardare la pioggia fuori. (l'impiegata dell'agenzia di autonoleggio: XXXIII; p. 440)
È un pozzo di saggezza quel libro. (il protagonista de Il paese delle meraviglie: XXXIX; p. 495)
Chiunque ci può entrare. E chiunque ne può uscire. Questo è il vantaggio di una visione limitata. Basta pulirsi bene le scarpe quando si entra e chiudere bene la porta quando si esce. (il protagonista de Il paese delle meraviglie: XXXIX; pp. 495-496)
Esiste anche questo al mondo, la tristezza di non poter piangere a calde lacrime. È una di quelle cose che non si può spiegare a nessuno, e anche se si potesse, nessuno la capirebbe. È una tristezza che non può prendere forma, si accumula quietamente nel cuore come la neve in una notte senza vento. (XXXIX; p. 499)

La fine del mondo

La gentilezza non è un sentimento. La gentilezza è una funzione indipendente. Una funzione superficiale, per la precisione. Una semplice abitudine, nulla a che fare con i sentimenti, con il cuore. Il cuore è qualcosa di più profondo, di più forte. E di più contraddittorio. (il Colonnello: XVI; p. 201)
Apri di più il tuo cuore, non sei prigioniero. Sei un uccello che vola nel cielo alla ricerca di sogni. (la bibliotecaria de La fine del mondo: XVIII; p. 217)
Quanta forza può avere, in realtà, un cuore che si è smarrito? (il protagonista de La fine del mondo: XXIV; p. 316)
Hai detto che in questa città non ci sono conflitti, non c'è odio, non c'è avidità. Il che è una cosa magnifica. Se ne avessi l'energia farei un bell'applauso. Me se non ci sono tutte queste brutte cose, significa che non c'è nemmeno il loro contrario. La gioia, la felicità, l'amore. Se c'è la delusione è perché c'è la speranza, se c'è la tristezza è perché c'è la sua controparte, la gioia. Non esiste da nessuna parte la felicità senza delusione. Questa è la natura di cui parlo io. E poi considera l'amore. Anche riguardo a quella ragazza della biblioteca di cui parli. È probabile che tu l'ami. Ma è un sentimento che non può avere sbocchi. Perché lei non ha un cuore. È una persona senza cuore è semplicemente un'illusione che cammina. Che senso ha riuscire ad avere una persona del genere? Desideri veramente una tale vita in eterno? Diventare anche tu un'illusione? Se adesso io muoio, tu diventerai uno di loro e non potrai andartene mai più da questa città. (l'ombra: XXXII; pp. 422-423)
Mi bastava abbandonare al vento il mio cuore, come gli uccelli.
Perché non potevo buttarlo via, mi dissi. A volte era pesante e cupo, era vero, ma succedeva anche che portato in volo dal vento riuscisse a vedere attraverso l'eternità. (XXXVI; p. 466)

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026