Le frasi di «La presenza di Orfeo» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.
Citazioni da «La presenza di Orfeo»
Mi hai suscitato dalle scarse origini / con richiami di musica divina, / mi hai resa divergenza di dolore, / spazio per la tua vita di ricerca / per abitarmi il tempo di un errore... (Lettere)
Sarai alle soglie piano e divinante / di un mistero assoluto di silenzio, / ignorando i miei limiti di un tempo, / godrai il possesso della sola essenza. (La presenza di Orfeo)
Così, nelle tue braccia ordinatrici / io mi riverso, minima ed immensa; / dato sereno, dato irrefrenabile, / attività perenne di sviluppo. (La presenza di Orfeo)
Ardo di mille musiche diverse / ma dove è tempo di un incontro nuovo, / resiste il "poter essere" di te. (Lirica)
Quando si ha in noi il ricordo del passato / e l'ansia del futuro, / Cristo, la morte beve / da noi l'eterno suo sostentamento... (La sosta)
Amo i colori, tempi di un anelito / inquieto, irresolvibile, vitale, / spiegazione umilissima e sovrana / dei cosmici "perché" del mio respiro. (Colori)
Dalla tua adolescenza / fatta di lunghi brividi ai capelli / e d'usignoli infitti alle tue palme, / sgorgava la vertigine di un giglio / esalante profumo di domanda. (S. Teresa del Bambino Gesù)
E, dopo, rose, rose di stupore, / placide nevicate d'innocenza, / variare d'onde al largo dei tuoi occhi. (S. Teresa del Bambino Gesù)
Lasciando adesso che le vene crescano / in intrichi di rami melodiosi / inneggianti al destino che trascelse / te fra gli eletti a cingermi di luce... (Lasciando adesso che le vene crescano)
Non è ancora per me giunto il momento / di riposare queste membra stanche / sull'iniziale della fissità! (Il pericolo)
La notte: quante mai disconoscenze / mi spinsero ad urlare questo frutto / di dannata certezza, / quante dalle mie braccia dolorose / angosce risollevo / ad affogare in turbini sanguigni! (La notte)
Ti vedo, Estasi ripida dell'oro, / flusso di gemma alzata all'agonia; / il Tuo Unico Senso / occhieggia misterioso e ineluttabile / dietro cieca persiana. (Estasi di san Luigi Gonzaga)
E forse staccherò dalle radici / la rimossa speranza dell'amore, / ricorderò che frutto d'ogni / limite umano è assenza di memoria, / tutta mi affonderò nel divenire... (Sarò sola?)
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026