Frasi

Frasi di «La signora delle camelie»

34 citazioni dal libro di Alexandre Dumas

Le frasi di «La signora delle camelie» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.

Citazioni da «La signora delle camelie»

Guardavo tutti quegli oggetti, ognuno dei quali significava ai miei occhi un passo avanti della poverina sulla strada della prostituzione, e mi andavo dicendo che Dio era stato misericordioso verso di lei poiché non aveva permesso che giungesse al solito castigo, consentendole di morire nel pieno del suo lusso e della sua bellezza, prima di conoscere la vecchiaia, che è la prima morte delle cortigiane. Che c'è infatti di più triste della vecchiaia del vizio, specialmente nella donna? Essa non ha in sé nessuna dignità e non ispira interesse. (cap. 1)
Ero appena tornato da un viaggio. Era abbastanza naturale che non avessi saputo della morte di Marguerite come di una di quelle grandi notizie che gli amici si affrettano a comunicare a chi fa ritorno nella capitale delle novità. Marguerite era bella, ma se così tanto scalpore suscita la vita stravagante di quelle donne, altrettanto poco ne suscita la loro morte. Sono stelle che tramontano così come sorsero, senza fulgore. (cap. 2)
Ogni volta che si recitava una nuova commedia, si poteva essere sicuri di incontrarla, con tre cose che non la lasciavano mai, e che occupavano sempre il parapetto del suo palco di prima fila: il binocolo, un sacchetto di dolci e un mazzo di camelie. Per venticinque giorni del mese le camelie erano bianche, e per cinque erano rosse; non si è mai conosciuta la ragione di questo cambiamento di colore, che io racconto senza saperlo spiegare, e che era stato notato anche dai suoi amici e dai frequentatori abituali dei teatri dove si recava più spesso. Marguerite non era mai stata vista con altri fiori che camelie, tanto che dalla sua fioraia, madame Barjou, avevano finito col chiamarla "La signora dalle camelie", e il soprannome le era rimasto. (cap. 2)
Come avevano ragione gli antichi, che attribuivano lo stesso Dio ai mercanti e ai ladri! (cap. 3)
Si compiange il cieco che non ha mai visto la luce del sole, il sordo che non ha mai udito gli accordi della natura, il muto che non ha mai espresso la voce dei suoi sentimenti, e sotto un falso pretesto di pudore, non si vuol compiangere quella cecità del cuore, quella sordità dell'anima, quel mutismo della coscienza che rendono folle la povera afflitta e che la rendono, suo malgrado, incapace di vedere il bene, di udire il Signore e di parlare il linguaggio puro dell'amore e della fede. (cap. 3)
Sono semplicemente convinto di questo principio: per la donna che non è stata educata a distinguere dove sia il bene, Dio apre quasi sempre due vie che possono ricondurcela; queste vie sono il dolore e l'amore. (cap. 3)
Il cristianesimo è presente, con la sua meravigliosa parabola del figliol prodigo, per spronarci all'indulgenza e al perdono. Gesù era pieno d'amore per le anime ferite dalle passioni umane, e amava curarne le ferite estraendo dalle ferite stesse l'unguento che doveva guarirle. Così Egli disse a Maddalena: "Molto ti sarà perdonato perché molto hai amato". Sublime perdono che doveva suscitare una fede sublime. (cap. 3)
Gesù, Vangelo secondo Luca, 7, 47: «Le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha molto amato. Invece quello a cui si perdona poco, ama poco.»
Il male è solo vanità, abbiamo dunque la fierezza del bene, e soprattutto non disperiamo. (cap. 3)
Poiché in cielo si fa più festa per un peccatore pentito che per cento giusti senza peccato, cerchiamo dunque di dare gioia al cielo, che ci verrà resa maggiorata. (cap. 3)
[...] io sono di quelli che credono che il tutto stia nel poco. Il bambino è piccolo, ma racchiude l'uomo; il cervello è limitato, ma ospita il pensiero; l'occhio non è che un punto, ma abbraccia le miglia. (cap. 3)
Traduzione di Francesco Tarquini, Rusconi-Gente, Milano, 1990, p. 19.
[...] sono ammalata, di una di quelle malattie che non perdonano [...]. (Marguerite: cap. 4)
È sempre difficile consolare un dolore che non si conosce [...]. (cap. 4)
Le malattie come quella che aveva colpito Armand hanno il vantaggio di uccidere sul colpo o di lasciarsi vincere rapidamente. (cap. 7)
Quante strade e quante ragioni crea il cuore per arrivare a quello che vuole! (cap. 8)
Io non parlavo. La mia anima sembrava essersi riversata tutta nel mio cuore e il mio cuore nei miei occhi. (cap. 9)
"Oh, non vale davvero la pena che voi vi spaventiate", replicò con una certa amarezza; "guardate un po' se gli altri si occupano di me: il fatto è che sanno bene che con questa malattia non c'è niente da fare". (Marguerite: cap. 10)
Talvolta si è felici per un nonnulla, ed è crudele distruggere questa gioia quando, lasciandola vivere, si può rendere ancora più felice colui che la prova. (Armand: cap. 10)
Gli uomini, invece di essere soddisfatti quando si concede loro a lungo ciò che avrebbero a malapena sperato di avere una volta sola, chiedono conto alla loro amante del presente, del passato, e anche dell'avvenire. A mano a mano che si abituano a lei, vogliono dominarla, e diventano tanto più esigenti quanto più si concede loro tutto ciò che vogliono. (Marguerite: cap. 10)
Sono stanca, insomma, di veder sempre gente che viene a chiedermi la stessa cosa, che mi offre denaro e con questo crede di essere a posto. Se quelle che intraprendono il nostro vergognoso mestiere sapessero di che cosa si tratta, preferirebbero diventare cameriere. Ma no; l'ambizione di avere vestiti, carrozze, gioielli, ci travolge; si crede a quello che si sente dire, perché la prostituzione ha una sua fede, e a poco a poco ci si logora il cuore, il corpo, la bellezza; si è irritate come bestie feroci, disprezzate come paria, circondate solo da gente che prende sempre più di quanto non dia, e un bel giorno si crepa come cani, dopo aver rovinato gli altri e sé stesse. (Marguerite: cap. 11)
[...] quando Iddio concede l'amore a una cortigiana, quest'amore, che sembra a prima vista un perdono, diventa ben presto per lei una punizione. (cap. 12)
Un giovane passa un giorno per una strada, sfiora una donna, la guarda, si volta, prosegue. Egli non conosce quella donna, non ha nessuna parte ai piaceri di lei, ai suoi dolori, ai suoi amori; non esiste per lei e forse, se le rivolgesse la parola, essa si burlerebbe di lui, come Marguerite si era burlata di me. Passano le settimane, i mesi, gli anni, e d'improvviso, dopo che entrambi hanno seguito il loro destino in direzioni diverse, la logica del caso li mette di nuovo l'uno di fronte all'altra. Quella donna diventa l'amante di quell'uomo, e si innamora di lui. Come?, perché? le due vite diventano una sola, e appena questa intimità è nata, sembra loro che essa sia sempre esistita: e tutto quello che fino a quel momento è accaduto si cancella dal ricordo dei due amanti. Questo è strano, ammettiamolo. (cap. 12)
Si biasimano coloro che si riducono in rovina per le attrici e per le mantenute; ma quello che mi stupisce è che questi non facciano per quelle donne follie venti volte più grandi. (cap. 12)
[...] la vita è affascinante, mio caro, tutto dipende dalla lente attraverso la quale la si guarda. (Prudence: cap. 13)
[...] le risposte attese con impazienza arrivano spesso quando si è fuori di casa. (cap. 14)
Il gioco non può essere praticato che da giovani con grandi necessità, che mancano del denaro necessario a sostenere il loro tenore di vita; allora giocano, e naturalmente il risultato è questo: o vincono, e allora i perdenti pagano i cavalli e le amanti di questi signori, il che è molto sgradevole. Si contraggono debiti, le relazioni intrecciate intorno al tavolo verde finiscono con litigi nei quali si rimette a poco a poco l'onore e la vita; e quando si è onesti, ci si trova rovinati da onestissimi giovanotti che non hanno altro difetto che quello di non possedere duecentomila franchi di rendita. (cap. 16)
Si è sempre associato il pensiero della campagna a quello dell'amore, e a ragione: per la donna che si ama non esiste miglior cornice del cielo azzurro, dei profumi, della brezza della solitudine risplendente dei campi o dei boschi. Per quanto si ami una donna, per quanta fiducia si abbia in lei, per quanta certezza sul futuro possiate trarre dal suo passato, si è sempre più o meno gelosi. Se siete stato innamorato, innamorato veramente, avete dovuto sentire il bisogno di isolare dal mondo l'essere nel quale avreste voluto riversare tutta la vostra vita. Sembra che, per quanto indifferente possa essere a quanto la circonda, la donna amata perda profumo e unità al contatto degli uomini e delle cose. (cap. 16)
Voi sapete bene che cosa sia amare una donna, voi sapete bene come le giornate diventino brevi, e con quale amorosa pigrizia ci si lasci trascinare all'indomani. Voi non ignorate certo quell'oblio di ogni cosa, che nasce da un amore violento, fiducioso e condiviso. Qualsiasi essere nel creato, che non sia la donna amata, sembra inutile. Si rimpiange di aver già gettato particelle di cuore ad altre donne, e non si immagina neppure la possibilità di stringere una mano diversa da quella che si tiene fra le nostre. Il cervello non sopporta lavoro né ricordo, niente insomma di ciò che potrebbe distoglierlo dall'unico pensiero che continuamente gli si offre. Ogni giorno si scopre nella propria amante un incanto nuovo, una voluttà sconosciuta. La vita non è più nient'altro che il ripetuto soddisfacimento di un desiderio continuo, l'anima non è più che la vestale incaricata di alimentare il sacro fuoco dell'amore. (cap. 18)
Un padre ha sempre il diritto di distogliere il proprio figlio dalla cattiva strada per la quale lo vede incamminarsi. (padre di Armand: cap. 20)
Sentimenti interamente puri esistono solo nelle donne interamente caste. (padre di Armand: cap. 20)
L'amore vero rende sempre migliori, qualunque sia la donna che lo ispira. (Armand: cap. 20)
Quando la vita ha preso un'abitudine come quella dell'amore, sembra impossibile che questa abitudine si rompa senza spezzare nello stesso tempo tutte le altre molle della vita. (cap. 23)
Oggi sono ammalata, potrei morire di questa malattia, perché ho sempre avuto il presentimento di morire giovane. Mia madre è morta di una malattia di petto, e il modo nel quale ho finora vissuto non ha potuto che far peggiorare in me questa malattia, la sola eredità che essa mi abbia lasciato; [...]. (Marguerite: cap. 25)
Gli uomini che comprano l'amore esaminano la merce prima di acquistarla. (Marguerite: cap. 26)
Come lo spettacolo della vita e della felicità degli altri restituisce a quelli che, il giorno prima, nella solitudine della loro anima e nell'ombra della loro stanza di ammalati, si auguravano una rapida morte, il desiderio della vita! (Marguerite: cap. 26)

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026