Le frasi di «Le 120 giornate di Sodoma» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.
Citazioni da «Le 120 giornate di Sodoma»
Ogni giorno ci si alzerà alle dieci del mattino. In quel momento, i quattro fottitori che non sono stati di servizio durante la notte verranno a far visita agli amici e ognuno accompagnerà un ragazzino; passeranno successivamente da una camera all'altra. (p. 61, 1986)
Il duca di Blangis, cinquant'anni, fatto come un satiro, dotato di un membro mostruoso e di una forza prodigiosa. Si può considerarlo ricettacolo di ogni crimine […]. Il Vescovo di… è suo fratello; più esile e delicato del duca, brutta bocca. È un birbante, astuto, fedele della seguace della sodomia attiva e passiva […]. Il presidente de Curval, sessant'anni. È un uomo grande, secco, esile, gli occhi affossati e spenti, bocca malsana, l'immagine ambulante della dissolutezza e del libertinaggio […]. Durcet, finanziere, cinquantatré anni, grande amico e compagno di scuola del duca. È piccolo, basso, e tarchiato. […]. È sagomato come una donna e ne ha tutti i gusti […]. (p. 71, 1986)
Duclos, interruppe il presidente, non siete stata avvertita che nei vostri racconti sono indispensabili i particolari più ampi e più estesi? che possiamo giudicare quanto la passione descritta ha relativamente ai costumi e al carattere dell'uomo solo se non ne mascherate alcuna circostanza? (p. 85, 1986)
Il sette di novembre, risoluzione della prima settimana, dal mattino si procederà al matrimonio di Michette e Giton, e i due sposi, ai quali l'età non permette di congiungersi, come agli altri seguenti tre imenei, saranno separati dalla sera stesa. (p. 110, 1986)
L'indomani, siccome gli esempi del giorno prima incutevano timore, non si riuscì a trovare nessuno in colpa. Le lezioni continuarono sui fottitori, e siccome non capitò nulla di nuovo fino al caffè, parleremo della giornata solo a partire da quel momento. (p. 149, 1986)
Più procediamo, più possiamo chiarire al nostro lettore certi fatti che in principio siamo stati obbligati a tener velati. Ora per esempio, possiamo dirgli qual era lo scopo delle visite al mattino nelle camere dei fanciulli […]. (p. 163, 1986)
Quel giorno fu dato modo di accorgersi che il tempo veniva a favorire ulteriormente i progetti infami dei libertini e a sottrarli ancor più delle loro stesse precauzioni agli occhi dell'intero universo. (p. 191, 1986)
Il più forte trova sempre giustissimo ciò che il più debole trova ingiusto, cambiando l'uno e l'altro di posto, ambedue cambiavano parimenti modo di pensare.
La devozione è una vera malattia dell'anima; si ha un bel fare, è impossibile correggerla. Più facilmente s'impregna nell'anima degl'infelici, perché li consola, offre chimere per consolarli dei loro mali, per cui è più difficile estirparla in costoro che negli altri. (p. 251, 1986)
Non s'immagina neppure quanto colui che ha stabilito che l'assassinio è un crimine abbia limitato ogni sua voluttà; si è privato di cento piaceri, uno più delizioso dell'altro, osando adottare l'odiosa chimera di un pregiudizio (Curval)
(Taluni) sicurissimi di pentirsi dei piaceri che assaporano, se li concedono fremendo, in modo da diventare contemporaneamente virtuosi nel crimine e criminali nella virtù.
Tutti i principi morali universali sono oziose fantasie. (da Le 120 giornate di Sodoma)
Un uomo, per essere veramente felice in questo mondo, non solo deve darsi a tutti i vizi ma mai permettersi alcuna virtù, e non solo è necessario fare sempre il male, ma anche non fare mai il bene.
Vi era di realmente giusto soltanto quel che faceva piacere e di ingiusto quel che dava dolore.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026