Frasi

Frasi di «Le chiavi del regno»

30 citazioni dal libro di A. J. Cronin

Le frasi di «Le chiavi del regno» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.

Citazioni da «Le chiavi del regno»

Cristo fu un uomo perfetto, ma Confucio aveva un più vivo senso di humor!
In luogo di predicar l'odio, perché non grida in ogni terra, con le lingue del suo Pontefice e di tutti i suoi preti: "Giù le armi. Non uccidere. Noi ti ordiniamo di non combattere?" Sì, ci sarebbero persecuzioni e condanne a morte. Ma avremmo dei martiri, non degli assassini.
"Potrete ritirarvi nell'asilo dei Vecchi Preti a Klinton. È un luogo ideale di riposo." Il vecchio sbottò in una risata; in una risata asciutta e breve. "Avrò tempo di riposarmi davvero quando sarò morto.
Un freddo sentimento di smarrimento al pensiero che gli uomini potessero odiarsi per il fatto di adorare con diverse parole il medesimo Dio.
Avvolse il passeggero nella coperta da viaggio, e procedette senza fare altre domande, da uomo che conosceva le virtù taumaturgiche del silenzio.
Solenne, sicuro come l'eternità. "Farete un discorso stasera?" domandò a Ned, con un tono che implicava che se Ned non teneva il discorso il mondo si sarebbe riempito di squallore.
Gli occhi umidi di sentimentalismo celta.
La casta luce della stanza metteva un accento fortissimo sul suo fisico attraente, dandogli quell'aria intatta e toccante che lo metteva così spesso in imbarazzo.
Naturalmente arrossii come uno sciocco, mentre il mio disgraziato carattere mi faceva scattare.
Ha profondità, ha fuoco: e l'una e l'altro nasconde dietro questi spiriti giocosi. Vedete, è temperamento di lottatore, non cederà mai; strana miscela di semplicità infantile e di spirito raziocinante.
"Siete troppo innocente voi" mi disse col sorriso triste che le era proprio, "per fare il prete. Farete un gran fiasco voi."
Aveva ridotto la religione a una formula, senza la più vaga idea di significati interiori, di quello che non ha sostanza, della necessità di certe intuizioni e visioni. Era insomma del tipo che non conosce alternative: "O fare questo, o all'inferno." Ignorava le sfumature.
Dico che non potete sopprimere la natura. Se lo tentate, essa si rivolterà contro di voi, e farà strazio di voi.
"Forse Santa Caterina da Siena non riceveva una mistica bevanda spirituale, che sostituiva tutto il cibo terreno? Quel vostro insopportabile dubitare! Vi meravigliate che io perda le staffe?" Francesco abbassò il capo. "San Tommaso dubitava. Presenti tutti i discepoli. A segno di posare le dita sul fianco piagato del Signore. Ma nessuno perse le staffe per questo." [...] Padre Fitzgerald impallidì.
Che cosa l'umanità non era pronta a fare per denaro? Anche a vendere la propria anima immortale.
La vacua atmosfera che regnava nel presbiterio continuava; quella specie di vuoto nel quale la gente perde i contorni, e si fa inconsistente.
Cristo aveva promesso sofferenza agli uomini.
L'inferno è lo stato di chi ha cessato di sperare.
Tutta la sofferenza umana è un atto di contrizione.
Nessuno che sia in buona fede può essere perduto. [...] E perché dunque a Dio non farebbe piacere vedersi davanti un agnostico rispettabile, e giudicarlo dal Suo alto seggio con una luce amichevole negli occhi, e dirgli "Come vedi sono qui, nonostante tutto quello che ti hanno fatto credere in contrario. Entra nel Regno che hai onestamente negato."
Mostrò i denti bianchi in un sorriso competente.
La pioggia cessò, e un sole acquoso brillò pallido sull'orfana terra.
Gli stornelli cantavano sulle gronde e la freschezza dell'alba ancora imperlava di rugiada i fili d'erba.
"Non dimenticare la massima di Lao Tze: Molte sono le religioni, la ragione è una, siamo tutti fratelli."
Noi, la Santa Chiesa cattolica – che dico, tutte le grandi Chiese della Cristianità – noi condoniamo la guerra mondiale. Di più, la santifichiamo, e mandiamo milioni dei nostri figli migliori al massacro, a farsi mutilare nell'anima e nel corpo... a uccidere e a distruggersi a vicenda, accompagnandoli con un sorriso ipocrita e una benedizione apostolica: muori per il tuo paese, e tutto ti sarà perdonato.
Voi missionari arrivate col vostro Vangelo e ripartite con le nostre terre.
Eppure si sarebbe dovuto megli riflettere alla lotta di una simile natura per dominarsi, alle sue invisibili vittorie... mentre non veniva da pensare che ai difetti visibili.
Uai li scrutò con una crudeltà profonda e meditativa; una crudeltà segreta, più avvertita che vista dietro la maschera del viso.
Un senso di terribile avvilimento, una cocente disperazione al pensiero che creature fatte a immagine e somiglianza di Dio potessero così godere, con quella stupida cerimonia, del sangue e delle lacrime di altre creature. Con uno sforzo soffocò il terrorizzante sussurro interiore che gli diceva che Dio non poteva plasmare uomini come quelli... che Dio non esisteva.
Non si ribellava mai: sempre quel suo sorriso quieto, mite, che esasperava.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026