Le frasi di «Lezioni spirituali per giovani samurai» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.
Incipit
Generalmente s'inizia a dedicarsi all'arte dopo aver vissuto. Ho l'impressione che a me sia accaduto il contrario, che io mi stia dedicando alla vita dopo avere iniziato la mia attività artistica.
Citazioni da «Lezioni spirituali per giovani samurai»
Lo dimostra con efficacia ciò che accadde all'Università di Tokyo, quando un gruppo di studenti del club di ginnastica fece irruzione brandendo spade giapponesi, e venne subito disarmato e sopraffatto. Sembra incredibile che costoro si siano lasciati togliere le spade senza neppure scalfire gli avversari. Probabilmente le avevano snudate non per uccidere, ma soltanto per minacciare. Questo è un obbiettivo estraneo alla natura delle spade giapponesi, e quando un'arma viene usata per uno scopo diverso da quello per cui è stata forgiata, perde istintivamente la sua forza. (introduzione alla filosofia dell'azione)
Ma più potere acquisiamo, più ci separiamo dalla nostra forza fisica.
Non sappiamo sino a qual punto sia sincera la nostra riluttanza a compiere certe azioni.
Viviamo in una società angusta, tentando di non entrare in conflitto tra noi, di armonizzare i nostri egoistici interessi per vivere piacevolmente. E tuttavia nel nostro animo vive una segreta insofferenza per questo tipo di morale, soprattutto nei periodi in cui la pace dura da lungo tempo a causa di un governo democratico.
Più un'azione è giusta e solitaria e più è attenta all'opinione popolare.
Avrebbero allora capito che non esiste azione più efficace del terrorismo, che si propone risultati molto più radicali e si basa sul sacrificio individuale. Ma è impossibile ad un essere umano concepire un vantaggio individuale che oltrepassi i limiti della propria morte.
Penso che l'essenza di un'azione pura consista nel raggiungere lo scopo dopo aver sfiorato l'abisso dello scacco.
La vita è una danza nel cratere di un vulcano: erutterà, ma non sappiamo quando.
Il valore di un uomo si rivela nell'istante in cui la vita si confronta con la morte.
La vita umana è strutturata in modo tale che soltanto guardando in faccia la morte possiamo comprendere la nostra autentica forza e il grado del nostro attaccamento alla vita. [...] Una vita a cui basti trovarsi faccia a faccia con la morte per esserne sfregiata e spezzata, forse non è altro che un fragile vetro.
Non posso continuare a nutrire speranze per il Giappone del futuro. Ogni giorno si acuisce in me la certezza che, se nulla cambierà, il "Giappone" è destinato a scomparire. Al suo posto rimarrà, in un lembo dell'Asia estremo-orientale, un grande Paese produttore, inorganico, vuoto, neutrale e neutro, prospero e cauto. Con quanti ritengono che questo sia tollerabile, io non intendo parlare.
Proclama
Abbiamo visto come il Giappone del dopoguerra per seguire l'infatuazione della prosperità economica, abbia dimenticato i grandi fondamenti della nazione; lo abbiamo visto perdere lo spirito nazionale e correre verso il futuro, senza correggere il presente; lo abbiamo visto piombare nell'ipocrisia e precipitare nel vuoto spirituale.
Abbiamo assistito stringendo i denti, al gioco della politica interna a dissimulare le contraddizioni, mentre sprofondava nell'ipocrisia e nella bramosia di potere. Abbiamo assistito alla difesa dei particolarismi e degli interessi personali. Abbiamo visto affidare a Paesi stranieri i piani riguardanti i prossimi cento anni della Nazione; abbiamo visto l'umiliazione della disfatta nascosta per non essere cancellata, e gli stessi nostri connazionali profanare la storia e le tradizioni del Giappone. Abbiamo sognato di vedere i veri Giapponesi e lo spirito dei veri samurai sopravvivere nel Jieitai. Tuttavia è chiaro che secondo la legge il Jieitai è incostituzionale e che la difesa, problema fondamentale per un paese, è stata dimenticata con opportunistiche interpretazioni legali.Proprio in questa circostanza, perché c'è un esercito che non porta questo nome, è da ricercare la causa fondamentale della degenerazione morale e del decadimento spirituale dei giapponesi.
Ci siamo convinti che il Giappone dormiente si sveglierà solo quando il Jieitai si sveglierà. Siamo assolutamente certi che dobbiamo adoperarci al massimo, pur nei limiti delle nostre umili energie, come cittadini di questa Nazione, per far sì che un giorno, con un emendamento alla Costituzione, il Jieitai assurga al suo significato originale di nucleo su cui costruire un esercito, e poi diventi un autentico esercito nazionale. Quattro anni fa, entrai come volontario nello Jieitai, avendo ben chiaro questo proposito. L'anno dopo, fondai la Tate-no Kai. Alla base di questa Associazione sta la risoluzione di sacrificare la vita, per far destare il Jieitai, per farlo diventare un esercito nazionale, un esercito con una propria dignità. Se un emendamento alla Costituzione in tal senso è ormai impossibile, la sola e unica possibilità è un'azione che mobiliti l'ordine pubblico. Noi intendiamo offrire la vita per diventare l'avanguardia di questa mobilitazione, ci proponiamo di diventare una piccola pietra su cui fondare l'esercito nazionale. L'esercito protegge la Nazione, la polizia difende la struttura politica.
Quando giunge il momento in cui le forze di polizia non riescono più a difendere la struttura politica, la Nazione si sente protetta grazie all'azione delle forze armate e queste riacquistano il loro valore originario. Tale principio fondamentale, consiste esclusivamente nel "difendere la storia, la cultura e le tradizioni del Giappone fondate sull'Imperatore". Noi, pur essendo pochi, ci siamo addestrati e ci siamo offerti volontari per rettificare i principi fondamentali della Nazione che sono stati travisati e distorti.Cosa è accaduto il 21 ottobre dell 44° anno dell'era Showa (1969)? Una dimostrazione, l'ultima prima del viaggio in America del Primo Ministro, è stata soffocata dalle forze schiacciati della polizia. Questo giorno resti impresso nella vostra memoria! Il 21 ottobre del 44° anno dell'era Showa è stato per il Jieitai il giorno della tragedia.
È giorno il giorno in cui questa organizzazione, che da vent'anni, sin dalla sua fondazione, attendeva ansiosamente un emendamento alla Costituzione, ha visto tradire in maniera definitiva ogni sua speranza. In quel giorno l'emendamento alla Costituzione è stato escluso dal programma politico. In quel giorno il Jiminto (Partito Liberale Democratico) ed il Kyosanto (Partito Comunista), che insistono sull'importanza della politica parlamentare, hanno spazzato via ogni possibilità di ricorrere a metodi non parlamentari.Così, come conseguenza logica, il Jieitai, che fino ad allora era considerato un figlio illegittimo della Costituzione, da quel giorno fu riconosciuto come "Esercito di Protezione della Costituzione". Può esistere un paradosso più grande di questo? Da quel giorno noi abbiamo cominciato ad osservare attentamente il Jieitai. Se nel Jieitai, come avevamo sognato, sopravviveva lo spirito del samurai, come potevano i suoi membri tollerare questa situazione? Se siete uomini la vostra, fierezza virile, come può permettere tutto questo?Quando, continuando a sopportare, si oltrepassa anche l'ultima linea, che si dovrebbe difendere, è da uomo, da samurai, ribellarsi assolutamente.
Voi dite che non potete fare niente senza ordine. Ma, ahimè, i compiti che vi sono stati assegnati, non provengono dal Giappone.Si dice che il controllo civile sia la principale caratteristica di un esercito democratico. Ma in Inghilterra e in America, il controllo civile riguarda solo l'amministrazione finanziaria dell'esercito. Non consiste, come in Giappone, nell'essere soggiogati e maneggiati dai politici, che mutano col mutare delle stagioni, e nell'essere strumentalizzati da interessi di partito. Il Jieitai si è lasciato sedurre dalle lusinghe dei politici e percorre un sentiero che lo conduce all'autoinganno e all'autodissacrazione più profonda. Si è forse corrotto il suo spirito? Dov'è finito lo spirito dei samurai!? Il Jieitai è diventato un enorme arsenale privo di anima.Dove vuole andare?
E della restituzione di Okinawa che ne dite? E della responsabilità della difesa del territorio nazionale? È evidente che l'America non desideri che un esercito giapponese veramente autonomo difenda il territorio del nostro paese. Se il Jieitai non riacquisterà la propria autonomia entro due anni, rimarrà per sempre, come afferma la sinistra, mercenario dell'America. Abbiamo aspettato quattro anni. L'ultimo anno con ansia. Ora non possiamo più aspettare! Non possiamo più aspettare qualcuno che continua a rinnegare se stesso.Tuttavia aspetterò ancora trenta minuti. Gli ultimi trenta minuti! Insorgeremo insieme e moriremo insieme per la giusta causa.
Dobbiamo morire per restituire al Giappone il suo vero volto! È bene avere così cara la vita da lasciare morire lo spirito? Che esercito è mai questo che non ha valori più nobili della vita? Ora testimonieremo l'esistenza di un valore superiore all'attaccamento alla vita. Questo valore non è la libertà! Non è la democrazia! È il Giappone! È il Giappone, il Paese della storia e delle tradizioni che amiamo. (prima del suicidio, il 25 novembre 1970)
Non c'è nessuno tra voi che desideri morire per sbattere il proprio corpo contro quella Costituzione che ha evirato il Giappone? Se c'è, che sorga e muoia con noi! Abbiamo intrapreso questa azione spinti dall'ardente desiderio che voi, che avete uno spirito puro, possiate tornare ad essere veri uomini, veri samurai!
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026