Le frasi di «Maggie Cassidy» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.
Citazioni da «Maggie Cassidy»
Non rilevava altro che una risata ansiosa che fiammeggiava ubriaca di gioventù negli occhi ravvicinati, nella lunga mascella, nella lunga bocca in attesa. (p. 12)
Il suo interesse nei confronti di tutti era così assolutamente illimitato che era come l'impulso irrefrenabile di un ubriaco di correre e ricominciare da zero, sfiancare il mondo, baciare le fondamenta del mondo. (pp. 13-14)
Cantò Jack o diamonds in quel modo che aveva appena imparato, triste, incredibilmente triste come un numero di cani ammaestrati, o come gli uomini che cantano, sospesi nell'aria e distrutti e profetici nella neve della notte. (p. 16)
Che finché vivrò queste catene mi trascineranno verso oceani di lacrime amare che bagnano già i miei piedi. (p. 21)
Nessuna idea nel 1939 che il mondo sarebbe impazzito. (p. 25)
Quelle stelle che nel Nord, nelle notti chiare, sono lacrime ghiacciate tra miliardi di altre, la via lattea di gennaio come caramelle d'argento, veli di gelo nell'immobilità, che lampeggiano, pulsando al ritmo lento del tempo e del sangue dell'universo. (p. 25)
Le scale sul retro erano così fragili, polverose, strane, come per lo sgretolarsi dell'intonaco, un giorno le avrebbe ricordate nei sogni tristi di ruggine e malinconia. (p. 25)
Ah, ragazzi, che cavolo combinate? – sono quasi le dieci e state ancora perdendo tempo per la strada quando dovreste crescere. (p. 26)
La vidi, in piedi nella folla, perduta, scontenta, tenebrosa, spiacevolmente strana. [...] Maggie Cassidy [...] dolce, mora, bella come una pesca – indistinta come un grande sogno triste. (p. 33)
La mia anima cominciò ad affondare in lei per la prima volta, in maniera profonda, inebriante, perdutamente; come annegare nella pozione di una strega, celtica, magica, luminosa, come una stella. (p. 34)
Gli occhi ancora di colomba sul volto d'amore scomparso da tempo e adesso volto della vita. (p. 37)
Il latte il sabato mattina presto quando tutto è così azzurro e dolce. (p. 37)
E di notte il fiume scorre, pallide stelle sull'acqua sacra, alcune affondano come veli, altre sembrano pesci, la grande luna che una volta era rosea adesso è alta come latte fiammeggiante e agita il suo candido riflesso verticale e profondo nella corrente scura del letto del fiume che crea una massa turbinosa. Come in un triste sogno, alla luce del lampione, sulle buche sporche del terreno non asfaltato. (p. 38)
Le macchie gettano bagliori sui piccoli bagnanti bianchi, cavallini di Picasso della notte, densi e tragici, dalla tristezza giunge la mia anima cercando quello che c'era e che è scomparso, perduto, in fondo a un sentiero – la tristezza dell'amore. Maggie, la ragazza che ho amato. (p. 38)
Lo sciabordio ululante e il sussurro e l'adorato mistero sulla riva; buio, sempre buio, le furbe labbra invisibili del fiume che mormorano baci, che mangiano la notte, che rubano la sabbia, furtive. (p. 38)
Nei frutteti dalle foglie fruscianti, nell'ondeggiare del granoturco, nella notte che diffonde il dolce fruscio di mille foglie, notte di sospiri, di canzoni e sussurri. Mille cose su e giù per la via, profonde, graziose, pericolose, che respirano, pulsano come stelle. (p. 38)
Le stelle arricciate che non hanno nessuna luna come altare, nessuna voce, ma giù per il greve spazio tragico formano ghirigori celesti. (p. 39)
Freddi mattini di roseo e nevoso sole di gennaio con lo sbuffo fragrante di fumo nero da tutti i comignoli delle case. (p. 41)
Ero giunto dall'oscurità del grande mondo, in barca, in autobus, in aereo, in treno, fermo, la mia ombra immensa che attraversava i campi, e il bagliore ardente delle locomotive dietro di me mi rendeva onnipotente sulla terra della notte, come Dio. (p. 44)
Vedo il suo viso intento a pensare a me, vicino al fiume, i begli occhi in cerca del famoso pensiero perfetto di me che lei amava. (p. 47)
Lo trovavo bello come il sole perché le sue guance rosee, i denti bianchi e gli occhi sognanti da donna, da angelo forse, mi colpivano il cuore; i bambini si amano come gli amanti, non badiamo ai loro piccoli drammi nel corso della nostra vita di adulti. (p. 48)
Dio mi parlò dal crocifisso: "[...] bambino mio, ti trovi nel mondo del mistero e del dolore che non puoi comprendere – lo so, angelo – è per il tuo bene, ti salveremo, perché la tua anima è importante come quella di chiunque altro al mondo – ma devi soffrire per questo, in verità, figlio mio, devi morire nel dolore, con urla, terrore, disperazione". (p. 49)
Vicino ai ragazzini con i capelli a spazzola che non avrebbero avuto la minima idea dell'oscurità esistente sulla terra se non avessero visto quell'uomo triste attraversare la notte per farsi la sua settimana di quaranta ore di lavoro. (p. 53)
Tutta l'America e i suoi tristi sospiri mi sostenevano nella notte. (p. 54)
Me ne stavo lì come una creatura preziosa, ad ascoltare. (p. 68)
Nell'oscurità invernale, la profondità dell'azzurro penetrante da Baghdad araba del pungente e bel crepuscolo invernale di gennaio – di solito mi straziava il cuore, una stella morbida come una pugnalata stava nel mezzo di quell'azzurro più magico, pulsava come l'amore. (p. 75)
Massachusetts Street, piccola, misera, vecchia, piena del mio amore. (p. 81)
I miliardi di stelle invernali incombevano nel cielo come perle gelate soli gelati uniti insieme e intercambiabili in un unico ricco universo di luce temporalesca, pulsavano, pulsavano, come grandi cuori in un nero vuoto incomprensibile.
Alle quali ciò nonostante offrii tutte le canzoni e i sospiri e le parole del mio ritorno a casa, come se potessero sentirmi, sapere, interessarsi. (p. 87)
La femminile carezza d'aprile dolce perduta confusa pensosa pulsante come un cuore simile a un folle fiume alla terra profonda – il fiume meditativo nei suoi insondabili pensieri primaverili – il cuore fertile e arricchito che fluiva oscuro – irlandese come la torba, scuro come la notte di Kilkenny, magico come un elfo, le labbra rosse come il mattino rosso rubino del Mare d'Irlanda sulla costa orientale come l'avevo visto io, promettente come i tetti di paglia e le verdi distese erbose che mi facevano venire le lacrime agli occhi per il desiderio di essere anch'io irlandese e di perdermi e di affondare in lei per sempre – di essere il fratello, il marito, l'amante, lo stupratore, il padrone, l'amico, il padre, il figlio, il baciatore, l'entusiasta, il corteggiatore, l'adoratore, quello che l'afferra, che la sorprende furtivo, il compagno di letto, il frenatore di treni in una casa rossa di culle rosse e gioiosi bucati la domenica mattina nel lieto cortile squallido. (p. 87)
Negli anni della nostra perduta e intorpidita infanzia se ne era stato seduto nei pomeriggi pigri sulla soglia di una casa popolare [...], le sue orecchie anziane avevano sentito le generazioni andare e venire. (p. 91)
Però ci pensi che un uomo può consumarsi la vita lavorando e basta. (p. 93)
E sugli occhi un velo misterioso, denso di lacrime, che spuntavano dalla terra segreta della sua anima e sempre oscure, sconosciute, create da sé come non c'è ragione per l'esistenza di un fiume. (p. 96)
Quando si è giovani si ha voglia di piangere, quando si è vecchi si ha voglia di morire. (p. 97)
Non sopporto di perdere tempo giorno dopo giorno senza sapere cosa fare di me. (p. 107)
Sono seduto qui nell'immobile eternità. (p. 108)
Non mi tolse gli occhi di dosso; era innamorata di qualcosa, probabilmente di me, probabilmente dell'amore. (p. 113)
Riuscivo a vedere [...] le mie idee, sensazioni. Ero diventato un poeta. Ero estaticamente folle nella mia innocenza. Conoscevo gioie non per nome ma perché mi attraversavano il petto che raggrumava il sangue caldo e scomparivano senza avere conosciuto nome, ignote [...]. Basta con gli eccessi di Rimbaud! Piansi ricordando il bel volto della vita quella notte. (p. 119)
Fa' che il mio teschio, il mio naso, si fondano; fa' di me un'unica cosa consapevole. (p. 108)
Il sabato sera è affollato e tragico in tutta l'America. (p. 126)
I grandi alberi possenti con i loro artigli sotto i marciapiedi trafiggono il cielo tanto in alto che sono come argento perduto Lassù, la gente cammina tra i lampioni oltrepassando massicce basi di tronchi di qualcosa di vivo e non dedicano a ciò mai nemmeno un pensiero. (p. 127)
Ho a stento spazio nel mio cuore piovoso per vedere e udire quello che devo – sono perduto. (p. 129)
La musica è così bella che mi sento venire meno nell'ascoltarla lì in piedi a pensare perduto alla mia tragedia notturna del sabato – Intorno a me tutti i vaghi angeli azzurri dell'idillio stanno volando con i puntini luminosi, la musica spezza il cuore e anela a giovani cuori vicini, labbra di ragazze adolescenti, impossibili e perdute ragazze del coro dell'eternità che ballano lentamente nella nostra testa al suono del folle e disgraziato tamburino dell'amore e della speranza. (pp. 130-131)
Mattino è quando il viso rilassato dal sonno dei bambini di Dio deve essere sistemato, strofinato e svegliato... (p. 132)
Camminai per le tristi strade del tempo umano. (p. 135)
Pensai – cercando qualcosa da dire – e non c'è niente da dire – o se lo dicessi – cadrebbe come uno strano albero umido dalla bocca – come il disegno di vene nere nella terra della tomba di suo zio e di tutti gli zii – indicibile – inottenibile – separazione. [...] Amore adulto rovinato da un cuore poco adulto. (p. 138)
Volgendo gli occhi su di me come un ubriaco, facendomi ubriacare, passando la sua palma fredda sulla mia guancia in un'improvvisa carezza così tenera che i venti di maggio avrebbero capito e i venti di marzo avrebbero aspettato. (p. 139)
Sembrerò un assurdo bambino il cui grigio sogno di vanità non può essere infranto neanche dall'amore. (p. 144)
Il mio petto mi dà fitte di dolore dolce e trascendente nel vederlo, nel vedere lui, la neve, la notte. (p. 145)
Un ondeggiare di visi nella mia eternità. (p. 149)
La felicità svanirà, amara brontolona, e non preoccuparti se non torna più indietro a questo mondo fottuto. Ma che cavolo? Se va bene a Dio allora non c'è niente di male. [...] Non illuderti, Jack, c'è ancora della gente buona al mondo. (p. 158)
Dai, Jacky, sorridi, non sorride mai questo ragazzo qui, per la miseria [...]. Perché non sorridi fai preoccupare la tua famiglia che ti ha dato la vita e non sa come fare per ripagarti per quello che nella migliore delle ipotesi è un mondo abbastanza triste lo ammetto. (p. 160)
In piedi come passanti che all'improvviso si mettono a baciarsi per poi riprendere la posizione di passanti. (p. 166)
La primavera di flauto correva nei corridoi e nei vicoli rituali della mia mente sacra nella santa vita e mi faceva svegliare e risorgere alla mia attività di essere e diventare un uomo. (p. 172)
Qualcosa di eterno rimuginava nei tristi comignoli rossi delle fabbriche. (p. 174)
Ah, perdio, figlio mio, è una cosa terribile non essere capace di aiutarti ma capisci, vero?, che Dio ci ha lasciati da soli nella nostra pelle a passarcela bene o male. (p. 179)
Guardavo nel cielo morbido e la luna stava sorgendo pallida e cullata nel blu della terra. (p. 184)
Il vuoto dell'universo circonda il viandante solitario. (p. 185)
Nella tragica metropolitana traballante di gente sepolta nell'aria nera della notte. (p. 191)
Un nuovo barile indistinto si stava riempiendo e tutto sarebbe annegato lì dentro. (p. 194)
Con un gemito che veniva dalla gola, che pulsava, e la baciai e volevo divorarla ogni singolo centimetro della sua misteriosa carne ogni parte di quel suo cuore increspato e cavo che le mie dita non avevano ancora nemmeno conosciuto, la sua avida preziosità, l'unico e inimitabile altare delle sue gambe, della pancia, del cuore, i capelli scuri, lei inconsapevole di tutto questo, maledetta, scellerata, gli occhi indifferenti, bellissima. (p. 211)
La dolce forma del suo corpo mi fece venire voglia di piangere. (p. 212)
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026