Le frasi di «Musica per organi caldi» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.
Citazioni da «Musica per organi caldi»
L'uomo è la fogna dell'universo. (da Meno raffinato della locusta; p. 13)
Del resto, si muore tutti, è un dato statistico. Non era certo una novità. Il vero problema era l'attesa. (da Grida quando bruci; p. 16)
"La morte non puzza", disse la donna, "solo i vivi puzzano, quelli che stanno per morire puzzano, solo quelli in decomposizione puzzano. La morte non puzza." (da Donna incandescente; p. 45)
Ecco qual era il guaio di essere scrittore, il problema maggiore è dato dal tempo libero, troppo tempo libero. Dovevi stare ad aspettare l'ispirazione finché potevi scrivere e mentre aspettavi impazzivi bevevi e più bevevi più impazzivi. Non c'era proprio niente di bello nella vita di uno scrittore o di un bevitore. (da 410 chili; p. 57)
L'amore è una forma di pregiudizio. Ami ciò di cui hai bisogno, ami ciò che ti fa star bene, ami ciò che ti torna più utile. Come fai a dire di amare una persona, quando ce ne sono almeno diecimila al mondo che ameresti di più, se solo le incontrassi? Ma non le incontrerai mai. (da Colpi a vuoto; p. 75-76)
Sono felice di essere un cretino. Sono felice di essere un completo ignorante. Sono felice di non essere stato ammazzato. Quando mi guardo le mani e le vedo ancor attaccate ai polsi, mi reputo proprio fortunato. (da Vado, l'ammazzo e torno; p. 143)
Non dovevi essere alcolizzato per stare male, per essere annientato da una donna; ma potevi stare male e diventare alcolizzato. Magari, finché eri giovane, eri portato a pensare che la fortuna fosse dalla tua, e a volte poteva anche capitare. Ma le metodiche statistiche e le leggi remavano contro, tu non lo sapevi ma erano lì, sempre in agguato, anche quando credevi che tutto stesse andando alla grande. (da Ubriacona in interurbana; p. 162)
Il genio sta nell'abilità di esprimere concetti profondi in modo semplice. (da Ubriacona in interurbana; p. 166)
Tutti gli scrittori sono dei coglioni. Ecco perché sentono il bisogno di scrivere. (da Ragno; p. 175)
La mia sola ambizione è di non diventare nessuno; mi sembra la cosa più giusta. (da La morte del padre I; p. 178)
La morte era così noiosa. E questa era la cosa peggiore della morte. Che era di una noia mortale. Una volta che si presentava non avevi più scampo. Non potevi giocarci a tennis o trasformarla in una scatola di boeri. Se ne stava lì e basta, come una gomma bucata. La morte era stupida. (da La morte del padre I; p. 179)
"Non ti suscita niente la parola pietà?"
"Gli unici ai quali suscita qualcosa, sono quelli che ne hanno bisogno." (da Harry Ann Landers; p. 187)
"Tutto è noioso. Non c'è via d'uscita. Sai cosa si tatuavano prima i barboni sul braccio: 'NATO PER MORIRE'. Sarà scontato fino alla nausea, ma è saggezza popolare." (da Notte fredda; p. 202)
"Come si immagina Dio?" "Capelli bianchi, barba lunga e niente uccello."
"Voglio sapere perché siamo rimasti insieme tutti questi anni! Voglio sapere se ho sprecato la mia vita!"
"Tutti lo fanno, quasi tutti almeno."
Mai far capire a una donna quanto è importante, altrimenti non ti dà scampo.
Mai fidarsi di quelli che vanno in giro in tuta.
Non riesco a affrontare la vita, quando sono sobrio.
Il vero passo avanti è capire le donne e l'amore. O forse il passo avanti era saper uccidere con indifferenza.
Prendi nota di questo principio e avrai finito di patire: è raro che una femmina abbandoni la sua vittima senza averne un'altra a portata di mano.
"Il problema degli uomini che passano il tempo a ciondolare nei bar è che hanno un livello percettivo simile a quello del verme solitario."
"Da cosa lo deduci?"
"Dal fatto che sono prigionieri di un rituale."
"Che rituale?"
"Quello di far cattivo uso delle proprie energie."
Francine si girò verso di lui, che la circondò con un braccio.
Gli ubriachi delle tre di notte, in tutta l'America, stavano fissando un muro, dopo averci finalmente rinunciato. Non che fosse necessario essere ubriachi per soffrire, per farsi annientare da una donna, ma se uno soffriva poteva anche darsi che finisse ubriaco. Certo, capita a tutti, soprattutto ai giovani, di pensare di avere il mondo in pugno, e a volte è anche vero. Ma nell'attimo stesso in cui uno è convinto che tutto vada per il meglio, ci sono leggi statistiche che lavorano alle sue spalle, pronte a fregarlo. E una notte, un caldo giovedì d'estate, quell'uno diventa l'ubriaco e se ne sta da solo in una squallida camera d'affitto e poco importa se c'è già stato un mucchio di volte, non gli è di nessun aiuto, anzi, semmai è peggio perché quell'uno si era illuso di esserci uscito del tutto. E allora non gli resta che accendersi un'altra sigaretta e riempirsi ancora il bicchiere e mettersi a scrutare le pareti scrostate in cerca di labbra e di occhi. Era incomprensibile quello che gli uomini e le donne riuscivano a farsi.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026