Frasi

Frasi di «Perturbamento»

21 citazioni dal libro di Thomas Bernhard

Le frasi di «Perturbamento» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.

Citazioni da «Perturbamento»

Cerco di distrarmi da me stesso, ma ormai ci riesco solo sporadicamente.
Ci sono degli uomini [...] che si accontentano della vita nel suo stato grezzo e non si preoccupano di lavorarla, gli basta la materia grezza.
Ciascuno di noi è completamente isolato in se stesso, anche se tra noi il legame è strettissimo.
La vita intera non è altro che un tentativo ininterrotto di ritrovarci.
Di fronte a certi interrogativi ci sembra di trovarci di fronte a una fossa aperta che venga rapidamente riempita di terra.
Effettivamente mio padre incontra sempre più gente proprio per essere sempre più solo.
Gli uomini camminano insieme, parlano insieme, dormono insieme, ma non si conoscono. Se gli uomini si conoscessero non camminerebbero insieme, non parlerebbero insieme, non dormirebbero insieme.
Hai utilizzato bene il tuo corpo? penso. Il tuo intelletto? Hai utilizzato bene la tua vita? penso. Se cominci a porti questi problemi, sei spacciato.
I poeti [...] utilizzano quella verità che ai filosofi non può servire.
Il mondo è la scuola della morte. «Dapprima il mondo è la scuola elementare della morte, poi la scuola media della morte, poi, per pochissimi, [...] è luniversità della morte».
L'amore è un'assurdità che in natura non c'è.
La maggior parte della gente è in liquidazione fin dalla nascita.
La mia vita è fatta di tentativi per non essere scoperto.
La salvezza è là dove noi non andiamo, perché non saremmo capaci di tornare indietro.
La verità è tradizione, non è la verità.
La vita ha l'alito sempre più cattivo.
Noi ci costringiamo a non percepire il nostro abisso. Eppure, per tutta la vita, non facciamo altro che guardare giù, al nostro abisso fisico e psichico, pur senza percepirlo.
Ognuno di noi ha dei periodi piuttosto lunghi in cui in verità non esiste, e fa soltanto finta di esistere.
Quello che c'è di essenziale in una persona viene alla luce soltanto quando dobbiamo considerarla perduta per noi, disse mio padre, nel momento in cui, ormai, questa persona può soltanto dirci addio. Ad un tratto, in tutto ciò che in essa è ormai soltanto preparazione alla morte definitiva, questa persona può essere riconosciuta nella sua verità.
Tutta la nostra vita non è che un avvicinarsi ai limiti estremi della vita stessa.
Tutte le strade sono strade tracciate dall'uomo.
Tutti quei talenti stampati a morte [...] In ogni libro scopriamo con orrore un uomo che gli stampatori hanno stampato a morte, che gli editori hanno pubblicato a morte, che i lettori hanno letto a morte.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026