Frasi

Frasi di «Quaderni in ottavo»

16 citazioni dal libro di Franz Kafka

Le frasi di «Quaderni in ottavo» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.

Citazioni da «Quaderni in ottavo»

18 ottobre 1917. Paura della notte. Paura della non-notte. (da III quaderno; 1988)
La disgrazia di Don Chisciotte non è la sua fantasia, è Sancho Pancia. (da III quaderno; 1988)
La storia degli uomini è un attimo fra due passi di un viandante. (da III quaderno; 2010)
Conosci te stesso non significa: Ossèrvati. Ossèrvati è la parola del serpente. Significa: Fàtti padrone delle tue azioni. Ma tu lo sei già, sei padrone delle tue azioni. Questa frase, pertanto, significa: Ignòrati! Distruggiti! Dunque una cosa cattiva. E solo chi si china profondamente ne ode anche il messaggio buono, che dice: "Per fare di te stesso quello che sei". (da III quaderno; 2010)
L'unica capace di giudicare è la parte in causa, ma essa, come tale, non può giudicare. Perciò nel mondo non esiste la vera possibilità di giudizio, ma solo un riflesso. (da III quaderno; 2010)
Credere significa liberare in se stessi l'indistruttibile, o meglio: liberarsi, o meglio ancora: essere. (da III quaderno; 2010)
L'ozio è il padre di tutti i vizi, ed è il coronamento di tutte le virtù. (da III quaderno; 1988)
8 dicembre. A letto, costipazione, dolori alla schiena, serata nervosa, gatto in camera, dissidio interiore. (da III quaderno; 1988)
Non tutti possono vedere la verità, ma possono esserla. (da III quaderno; 2010)
Esamina te stesso a contatto con l'umanità. Essa fa dubitare chi è scettico, fa credere chi è credente. (da III quaderno; 2010)
Il suicida è un carcerato che, nel cortile della prigione, vede una forca, crede erroneamente che sia destinata a lui, evade nottetempo dalla sua cella, scende giù e s'impicca da sé. (da III quaderno; 2010)
Noi abbiamo lume di conoscenza. Chi si dà molto da fare per acquistarla fa sospettare di volerla invece respingere. (da III quaderno; 2010)
A ogni uomo, in questo mondo, vengono proposte due domande di fede, la prima circa la credibilità di questa vita, la seconda circa la credibilità del suo fine. A entrambe queste domande il semplice fatto della vita di ciascuno di noi risponde con un «sì» così forte ed esplicito, che potrebbe sorgere il dubbio se le domande siano state intese a dovere. Ad ogni modo, ora bisogna che ognuno vada conquistando pian piano questo suo «sì» fondamentale, perché, molto al di sotto della sua superficie, le risposte, aggredite da una tempesta di domande, sono confuse ed evasive. (da IV quaderno; 1988)
Dove ci spinge il desiderio? ottenere questo? perdere quello? [...] dove ci spinge il desiderio? ci spinge via di casa. (da IV quaderno; 1988)
La via che arriva al prossimo è, per me, lunghissima. (da IV quaderno; 1988)
Era una sera di tempesta, vidi il piccolo spirito strisciar fuori dai cespugli.
Il portone si chiuse, mi trovai dinanzi a lui, faccia a faccia. (da VIII quaderno; 1988)

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026