Le frasi di «Sabotaggio d'amore» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.
Citazioni da «Sabotaggio d'amore»
Avevo letto solo due libri: la Bibbia e i racconti delle Mille e una notte. Quelle cattive letture mi avevano inoculato un sentimentalismo mediorientale di cui mi vergognavo già all'epoca. Quei due libri bisognerebbe censurarli. (p. 118)
Che una cosa incantevole, felpata, dolce, ondeggiante, leggera quanto la neve si possa trasformare così presto nel suo contrario – un ammasso grigio, vischioso, denso, pesante, ruvido – è una porcata da cui non riesco a riprendermi. (p. 98)
E io stavo ferma quanto lei, e tenevo gli occhi fissi nei suoi: era come se stessimo giocando a chi avrebbe battuto le palpebre per prima. Ma il vero braccio di ferro di quello sguardo si svolgeva molto più in profondità. (p. 117)
Grazie al nemico la vita, questo sinistro accidente, si trasforma in epopea. (p. 16)
Gli italiani erano il meglio o il peggio: fra loro c'erano tanti vigliacchi quanti coraggiosi. (p. 19)
Gli adulti non possono fare ai bambini regalo più bello che dimenticarli. (p. 37)
Ho sempre saputo che l'età adulta non contava: dalla pubertà in poi l'esistenza è solo un epilogo. (p. 26)
L'Iliade dà a volte l'illusione di essere la giustapposizione di più rivalità elette: ogni eroe trova nel campo avverso il suo nemico designato, mitico, quello che lo tallonerà finché non l'abbia distrutto, e viceversa. Ma questa non è la guerra: è l'amore, con tutto l'orgoglio e l'individualismo che presuppone. (p. 113)
La Cina è come un'abile cortigiana capace di far dimenticare le innumerevoli imperfezioni del suo corpo senza neppure nasconderle e di far innamorare tutti i suoi amanti. (p. 11)
Le teorie servono a irritare i benpensanti, a sedurre gli esteti e a far ridere gli altri. L'essenza delle verità perturbanti è di sfuggire all'analisi. (p. 25)
Ma la vera bellezza deve lasciare insoddisfatti: deve lasciare all'anima una parte del suo desiderio. (p. 24)
Mi domando cosa può essere il comunismo. Ho cinque anni e sono troppo consapevole della mia dignità per chiedere agli adulti che significa. Dopotutto non ho avuto bisogno di loro per imparare a parlare. Se avessi dovuto domandare a loro ogni volta il significato delle parole, sarei ancora ai primi balbettii. Ho capito da sola che cane voleva dire cane, e cattivo cattivo: non vedo perché mi dovrebbero aiutare per capire una parola nuova. (p. 12)
Non potevo sapere che io e lei appartenevamo a due specie diverse. Elena era di quelle che amano di più quando sono trattati male. Per me era il contrario: più mi sentivo amata, più amavo. (p. 102)
Penso che avesse bisogno di essere amata. Di amare no: non era nella sua natura. A ciascuno la sua specialità. (p. 112)
Perché ridi? Con voce sobria, altera e divertita lei rispose: Perché sei stupida. Così fu accolta la mia prima dichiarazione d'amore. (p. 40)
Piangeva con arte consumata: appena un po' in modo che non fosse antiestetico, e con gli occhi aperti, in modo da non occultare il suo sguardo magnifico e da mettere in evidenza la lenta genesi di ogni singola lacrima. (p. 117)
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026