Le frasi di «Shadowhunters - Le origini» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.
Citazioni da «Shadowhunters - Le origini»
Se in tutto il mondo non c'è nessuno a cui importa di te, esisti davvero? (Tessa Gray)
[...] signorina Gray, lasciate che vi dia un consiglio: il bel giovanotto che sta cercando di salvarvi da un destino spaventoso non sbaglia mai. Nemmeno se dice che il cielo è viola e fatto di porcospini. (Will Herondale a Tessa Gray)
Bisogna sempre essere prudenti con i libri e con ciò che contengono. Perché le parole hanno il potere di cambiarci. (Tessa Gray)
A volte nell'assurdo c'è molto senso, a volerlo cercare. (Will Herondale)
Jem: Ricordi quando hai provato a convincermi a dare da mangiare un pasticcio di volatili ai germani reali del parco per vedere se riuscivi ad allevare una razza di anatre cannibali?
Will: E loro l'hanno mangiato. Piccole bestie assetate di sangue. Mai fidarsi di un'anatra.
Qualunque cosa tu sia fisicamente, maschio o femmina, forte o debole, malato o sano... tutte queste cose contano meno di ciò che è contenuto nel tuo cuore. Se hai l'anima di un guerriero, sei un guerriero. Qualunque sia il colore, la forma, il disegno che la nasconde, la fiamma all'interno della lampada rimane la stessa. Tu sei quella fiamma. (Jem Carstairs a Tessa Gray)
A volte le nostre vite possono cambiare tanto in fretta che il cambiamento va più veloce delle nostre menti e dei nostri cuori. È allora, credo – quando le nostre vite vengono alterate ma noi abbiamo ancora voglia di tornare a prima che tutto accadesse – è allora che proviamo il dolore più grande. Ma per esperienza posso dirti che ci si abitua. Si impara a vivere la propria nuova vita e non si riesce a immaginare, e neppure a ricordare davvero, com'erano prima le cose. (Jem Carstairs a Tessa Gray)
Forse Londra è solo l'ingresso all'Inferno, e noi siamo le anime dannate che rifiutano di varcarlo, temendo che quanto troveremo dall'altra parte sarà peggiore dell'orrore che già conosciamo. (Will Herondale)
Tutto ciò che è buono, onesto e vero... se lo tieni lontano abbastanza a lungo, lo perdi del tutto? Se nessuno ti vuole bene, esisti veramente? (Will Herondale)
Amare vuol dire perdonare. (Tessa Gray)
Bugie e segreti, Tessa, sono come un cancro dell'anima. Corrodono ciò che è buono e si lasciano alle spalle solo distruzione. (Harriet Moore a Tessa Gray)
– Comincio a chiedermi se tu non sia stato mandato qui per mettermi alla prova, Will Herondale.
– E da chi, da Dio?
– Dall'Enclave. Che potrebbe benissimo essere Dio. (Magnus Bane a Will Herondale)
Siamo legati a questo mondo con una catena d'oro, e non la spezziamo per paura di quello che c'è oltre il baratro. (Magnus Bane a Tessa Gray)
Io e te siamo uguali. Viviamo e respiriamo parole. Sono stati i libri a impedirmi di togliermi la vita dopo aver capito che non avrei mai potuto amare ed essere riamato da nessuno. Sono stati i libri a farmi sentire che forse non ero completamente solo. Erano capaci di essere onesti con me, e io con loro. ( Will Herondale a Tessa Gray)
Non commettere l'errore di credere che non ti ami perché si comporta come se non gli importasse di te, Cecily. Se proprio devi, affrontalo e chiedigli la verità, ma non commettere l'errore di allontanarti da lui perché lo credi una causa persa. Non strappartelo via dal cuore. Perché, in tal caso, te ne pentiresti. (Tessa Gray a Cecily Herondale su Will Herondale)
I buoni soffrono, i cattivi prosperano, e tutto ciò che è mortale passa. (Magnus Bane)
Noi vediamo il nostro io migliore negli occhi di coloro che ci amano. E c'è una bellezza che solo la brevità procura. (Jem Carstairs)
Woolsey: Si possono amare due figli. Ma nell'amore romantico si può dare il proprio cuore soltanto a un'altra persona. È questa la natura dell'eros, non è vero? Così ci dicono i romanzi, sebbene io non ne abbia una particolare esperienza.
Tessa: Col tempo ho imparato una cosa sui romanzi.
Woolsey: E cioè?
Tessa: Non sono la realtà.
Il cambiamento non è una perdita, Will. Non sempre. (Jem Carstairs a Will Herondale)
Ave atque vale, pensò Will. Salute e addio. Non aveva dato molto peso a quelle parole prima di allora, non aveva mai pensato al perché non fossero solo un addio ma anche un saluto. Ogni incontro implicava una separazione, e così sarebbe stato finché la vita fosse stata mortale. In ogni incontro c'era un po' del dolore della separazione, ma in ogni separazione c'era anche un po' della gioia dell'incontro.
La vita è piena di rischi. La morte è molto più semplice. (Jessamine Lovelace)
Incipit
York, 1847.
– Ho paura – disse la bambina seduta sul letto. – Nonno, puoi restare con me?
Aloysius Starkweather avvicinò una sedia al letto e si sedette, emettendo un verso gutturale che sarebbe dovuto sembrare di insofferenza. Ma lo era solo in parte. Al vecchio faceva piacere che la nipote nutrisse tanta fiducia in lui, che spesso era il solo in grado di tranquillizzarla. Nonostante la sua natura delicata, la bambina non era mai turbata dal burbero modo di fare del nonno.
– Non c'è nulla di cui avere paura, Adele. Vedrai.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026