Le frasi di «Storia di Gil Blas di Santillana» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.
Citazioni da «Storia di Gil Blas di Santillana»
Qui sta chiusa l'anima del dottor Pietro García. (Gil Blas a chi legge; 1885, vol. I, p. 1)
[...] ognuno desidera appropriarsi della roba altrui; è un istinto comune a tutti, soltanto il modo di appagarlo è diverso. (I, IV; 2000)
Io conosco i grandi: non valutano affatto lo zelo e l'affezione di un uomo onesto; non si preoccupano che delle persone che son loro necessarie. (I, XV; 2000)
Il mestiere di servitore è faticoso, è vero, per uno stolido, ma per un giovane che abbia dello spirito, è il più bel mestiere del mondo. Un giovane di gran talento, il quale si mette a servire, non fa il suo servizio materialmente come un balordo; anzi egli entra in una casa più per comandare che per servire. Comincia dallo studiare il carattere del suo padrone; procura di andargli a genio, adattandosi a' suoi difetti: in tal guisa guadagna la sua fiducia e lo mena poi pel naso. (Fabrizio: I, XVII; 1885, vol. I, p. 86)
[...] quel dottore è così sbrigativo, che non lascia tempo ai suoi ammalati di chiamare il notaio. (II, II; 2000)
Le feci osservare che [...] una donna manierosa e gentile poteva farsi amare senza l'ajuto della bellezza, e che all'opposto una bella persona senza affabilità e cortesia diventava un oggetto di disprezzo. (Marco Obregon: II, VII; 1885, vol. I, p. 133)
L'amore è un disordine mentale che ci trascina verso un determinato oggetto e ci incatena ad esso nostro malgrado: è una malattia che ci viene come la rabbia viene agli animali. (II, VII; 2000)
[...] se ella non fa morire gli innocenti, nondimeno osserva sì male, rispetto a loro, le leggi dell'ospitalità, che è sempre una cattiva cosa il soggiornare in casa sua. (Gil Blas: III, I; 1885, vol. I, p. 160)
[...] alla maldicenza non manca mai materia: la stessa virtù gliene somministra gli argomenti. (Gil Blas: III, I; 1885, vol. I, p. 160)
[...] se volessi dare a' miei vizi il nome di virtù, chiamerei la mia pigrizia una indolenza filosofica [...]. (Don Bernardo: III, I; 1885, vol. I, p. 167)
[...] è soltanto parlando a casaccio che un'infinità di persone pretendono di esser considerate menti elette. Vuoi esser brillante? Basta che ti abbandoni alla tua vivacità, e arrischi di dire la prima cosa che ti viene alla mente: la tua sventatezza verrà presa per nobile ardimento. Se poi ti capitasse di dire cento spropositi, purché ti salti fuori un motto di spirito, le tue stupidaggini verranno dimenticate, mentre la tua battuta verrà ricordata, e il tuo merito sarà tenuto in grande considerazione. (III, IV; 2000).
[...] un adulatore può tutto arrischiare con le persone altolocate che accettano le più sfacciate adulazioni! (IV, VII; 2000)
[...] uno di quegli uomini contegnosi, che vogliono passare per grandi geni, con silenzi che vorrebbero essere pieni di significato [...]. (IV, VIII; 2000)
Del resto, non credo di essere il primo confidente che abbia tradito il suo padrone in materia amorosa. (V, I; 2000)
[...] addio, signor Gil Blas, vi auguro ogni prosperità ed un poco più di buon gusto. (Arcivescovo: VII, IV; 1885, vol. I, p. 413)
[...] l'interesse sa operare della metamorfosi tanto quanto l'amore. (VII, VII; 2000)
Una donna scusa anche le cattive azioni commesse per la sua bellezza. (VII, VII; 2000)
Il piacere di discorrere è una delle più vive passioni delle donne. (; 1885, vol. II, p. 6)
Il miracolo colpisce l'immaginazione, e, una volta che questo avviene, il ragionamento non serve più. (VII, IX; 2000)
[...] vivo contento e beato, perché penso di esserlo. (VII, XIII; 2000)
"Buon giorno, dissi nell'entrare, al signor Fabrizio, il fiore, o per dir meglio il fungo della nobiltà asturiana." (Gil Blas: ; 1885, vol. II, p. 40)
Quando siamo sani ci facciamo beffe ordinariamente de' medici, ma quando siamo ammalati, ci sottomettiamo facilmente alle loro prescrizioni. (Gil Blas: ; 1885, vol. II, p. 52)
Dopo aver tante volte provato che la fortuna non mi aveva sì tosto rovesciato che subito mi rialzava, non avrei dovuto considerare lo stato infelice in cui mi trovava, se non come una occasione prossima di prosperità. (Gil Blas: ; 1885, vol. II, p. 56)
La grazia di un sovrano si rassomiglia al possesso d'una donna che si ama. È un bene, di cui uno è geloso, e non può risolversi a dividerlo con un rivale, per quanto sia a lui congiunto di sangue o di amicizia. (Duca di Lerma: ; 1885, vol. II, p. 72)
Si forma spesso uno stretto legame fra due persone, che siano oppresse da una cattiva sorte. (Gil Blas: ; 1885, vol. II, p. 144)
La voluttà non consiste nella squisitezza de' cibi ma essa è tutta in noi, e ciò tanto è vero, che i miei pasti più deliziosi non sono già quelli, nei quali vedo regnare la delicatezza e l'abbondanza. La frugalità è una sorgente di delizie maravigliosa per la salute. (Gil Blas: ; 1885, vol. II, p. 171)
Trovai il porto. Addio, speranza, addio, fortuna; abbastanza mi avete ingannato, ora ingannate altri. (IX, X)
Date un'occhiata ai medici più accreditati: hanno eglino forse questi rimorsi? No certamente, anzi seguono la loro professione con tranquillità, addossando alla natura i funesti accidenti, e facendosi onore d'ogni fortunato successo. (Scipione: ; 1885, vol. II, p. 181)
Non è mai saggio mettere in cantina l'ubriaco che ha smesso di bere. (X, VII; 2000)
Il cattivo esempio produce talvolta de' buonissimi effetti. (Scipione: ; 1885, vol. II, p. 260)
Non basta che il cameriere piaccia al padrone, occorre anche che il padrone piaccia al cameriere; altrimenti stanno male insieme. (XII, IV; 2000)
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026