Le frasi di «Trionfi» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.
Trionfo d'Amore
Così or quinci or quindi rimirando, / Vidi in una fiorita e verde piaggia / Gente che d'amor givan ragionando. / Ecco Dante e Beatrice; ecco Selvaggia; / Ecco Cin da Pistoja; Guitton d'Arezzo. / Che di non esser primo par ch'ira aggia. / Ecco i duo Guidi che già furo in prezzo; / Onesto Bolognese; e i Siciliani, / Che fur già primi, e quivi eran da sezzo. (IV, 35)
I' che gioir di tal vista non soglio / per lo secol noioso in ch'i' mi trovo, / voto d'ogni valor, pien d'ogni orgoglio, / l'abito in vista sì leggiadro e novo / mirai, alzando gli occhi gravi e stanchi, / ch'altro diletto che 'mparar non provo. (I, 16)
Tal biasma altrui che sè stesso condanna. (I, 118)
Stanco già di mirar, non sazio ancora. (II, 1)
Ben è 'l viver mortal, che sì n'aggrada, / Sogno d'infermi e fola di romanzi. (III, 65-66)
Tutti siam macchiati d'una pece. (III, 99)
S'Affrica pianse, Italia non ne rise. (IV, 83)
Ragion contra forza non ha loco. (IV, 111)
Trionfo del Tempo
Nel fuggir del sole / La ruina del mondo manifesta. (68-69)
Infinita è la schiera degli sciocchi. (87)
Passan vostri triunfi e vostre pompe, / Passan le signorie, passano i regni; / Ogni cosa mortal Tempo interrompe. (111-114)
Trionfo dell'Eternità
Passa il penser sì come sole in vetro, / anzi più assai, però che nulla il tene.
Trionfo della Morte
[...] degna / di poema chiarissimo e d'istoria. (I, 17-18; citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 542)
O ciechi, il tanto affaticar che giova? / Tutti torniamo a la grande madre antica, / e il nome nostro a pena si ritrova. (I, 88-89)
La morte è fin d'una pregione oscura / a l'anime gentili; a l'altre è noia, / ch'hanno posto nel fango ogni lor cura. (II, 35-37)
[...] che altro ch'un sospir breve è la morte? (II, 52)
Trionfo della Pudicizia
Pensier canuti in giovenil etate. (88)
Passammo al tempio poi di Pudicizia, / ch'accende in cor gentil oneste voglie, / non di gente plebeia ma di patrizia. (181-183)
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026