Le frasi di «Un posto chiamato qui» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.
Citazioni da «Un posto chiamato qui»
A volte, la gente può svanire proprio davanti ai nostri occhi. A volte, la gente ci scopre all'improvviso, anche se ci ha sempre avuto davanti. A volte, se non prestiamo abbastanza attenzione, capita che non riusciamo più a vedere noi stessi
Per quanto cerchi di tenere d'occhio qualcosa, per quanto non lo perdi mai di vista, non lo puoi controllare. A volte le cose e le persone semplicemente se ne vanno.
Ho scoperto che i tanti squilibri delle nostre singole vite formano un generale equilibrio a un livello superiore. Per quanto io trovi ingiusto qualcosa, mi basta allargare lo sguardo per vedere che ha un suo perché... niente è gratis; tutto ha un prezzo per qualcuno, e nella maggior parte dei casi per noi stessi.
Forse fu per questo che accadde proprio a me. Forse fu perché avevo passato così tanti anni a ribaltare la mia vita e a cercare qualsiasi cosa. Dimenticai di cercare me stessa; ad un certo punto dimenticai di domandarmi chi fossi e dove fossi.
A volte, se non prestiamo abbastanza attenzione, capita che non riusciamo più a vedere noi stessi.
Ho imparato una cosa che vale la pena di dire; c'è un'enorme differenza nella mia vita rispetto al passato, un indizio fondamentale. Per la prima volta voglio tornare a casa. Un tempismo davvero pessimo nel capirlo.
Non volevo mai niente di nuovo; dall'età di dieci anni ero convinta che non si potesse rimpiazzare quel che era andato perso.
Purtroppo cercando le risposte a tutte le difficili domande della mia vita, finivo per perdere di vista le più ovvie, quelle che avevo proprio davanti agli occhi.
Le cose non hanno nessun altro posto dove andare, perciò rimangono Qui.
I ricordi sono l'unico contatto che abbiamo. Possiamo abbracciarli, baciarli, ridere e piangere assieme a loro ogni volta che vogliamo. Sono molto preziosi.
"Tesoro", sorrise, "a volte le cose semplicemente si perdono."
"E dove vanno a finire quando si perdono?"
"Non vanno da nessuna parte", replicò sempre sorridendo. "Rimangono là dove sono cadute o dove le abbiamo lasciate. Se non le troviamo, è solo perché non stiamo guardando nel posto giusto."
Non parlammo nemmeno una volta di come mi trattava allora. Strano? Allora non sembrava. Non era importante. E non parlammo mai nemmeno del posto dove ci trovavamo. Strano anche questo? Forse, ma ancora una volta non era importante. Non c'era il passato e non c'erano luoghi; solo il presente. Questo momento, adesso.
L'aver constato che era lì per me era già sufficiente, così come a lui probabilmente bastava sapere che mi trovavo nei paraggi. A volte è solo di questo che abbiamo bisogno: di sapere.
Una foto: un secondo catturato in una vita di istanti.
La cosa positiva del nostro incontro fu la conferma che eravamo inestricabilmente legati l'uno all'altra, come se ci fosse un cordone ombelicale invisibile che ci univa e ci nutriva a vicenda, aiutandoci a crescere, a darci vita.
"Questa settimana pensi di riuscire ad alzarti dai gradini ed entrare? Comincio ad essere stanco di osservarti da lontano."
"Strano, stavo giusto pensando che a volte è più facile guardare le cose da una certa distanza."
"Sì, ma è impossibile sentirle."
Certe volte nei momenti peggiori della vita ci sono due cose che puoi fare:
1. crollare, perdere la speranza e rifiutarti di andare avanti, rimanendo steso con la faccia a terra a pestare i pugni e scalciare;
2. ridere.
C'è solo una cosa più frustrante del non riuscire a trovare qualcuno, ed è non essere trovati. La cosa che vorrei di più è che qualcuno mi trovasse.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026