Frasi

Frasi di «Una stagione all'inferno»

31 citazioni dal libro di Arthur Rimbaud

Le frasi di «Una stagione all'inferno» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.

Citazioni da «Una stagione all'inferno»

La morte, raggiungila con tutti i tuoi appetiti, e il tuo egoismo e tutti i peccati capitali. (da «Un tempo, se ricordo bene...»; 1972)
Il malanno è stato il mio dio. (da «Un tempo, se ricordo bene...»; 1972)
Mi sono disteso nel fango. Mi sono asciugato al vento del delitto. E alla follia ho giocato qualche brutto tiro. (da «Un tempo, se ricordo bene...»; 1972)
Adesso sono maledetto, detesto la patria. Il meglio, è un sonno proprio da ubriaco, sul greto. (da Sangue cattivo; 1972)
I criminali sono disgustosi come i castrati: io, sono intatto, e per me fa lo stesso. (da Sangue cattivo; 1972)
I Galli erano scorticatori di bestie, bruciatori d'erbe: i più inabili del loro tempo. (da Sangue cattivo; 1972)
La mia razza non si è mai ribellata se non per predare: come i lupi con l'animale che non hanno ucciso. (da Sangue cattivo; 1972)
La vita è la farsa che dobbiamo recitare tutti. (da Sangue cattivo; 1972)
Non credo di essermi imbarcato per uno sposalizio, con Gesù Cristo per suocero. (da Sangue cattivo; 1972)
[...] la notte mi rotola dentro gli occhi [...] (da Cattivo sangue; 1978)
Soltanto l'amore divino concede le chiavi della scienza. (da Sangue cattivo; 1972)
Io capisco, e siccome non mi so spiegare senza parole pagane, vorrei tacere. (da Sangue cattivo; 1972)
Credo d'essere in inferno, dunque ci sono. (da Notte dell'inferno; 1972)
L'inferno non può intaccare i pagani. (da Notte dell'inferno; 1972)
La teologia è seria, certamente l'inferno sta in basso – e il cielo in alto. (da Notte dell'inferno; 1972)
L'amore è da reinventare, si sa. (da Vergine folle; 1978)
Sono nel profondo dell'abisso, e non so più pregare. (da Vergine folle; 1972)
La morale è la debolezza del cervello. (da Alchimia del Verbo; 1972)
Scrivevo silenzi, notti, segnavo l'inesprimibile. Fissavo vertigini. (da Alchimia del Verbo; 1972)
Adesso posso dire che l'arte è una sciocchezza. (da Minute per Una Stagione in Inferno; 1972)
Ho orrore di ogni mestiere. Padroni e operai, tutti bifolchi, ignobili. La mano per scrivere vale la mano per arare. — Che secolo di mani! — Io non avrò mai la mia mano. (da Cattivo sangue; 1995)
È la visione dei numeri. Noi andiamo verso lo Spirito. È certissimo, è oracolo, quel che dico. (da Cattivo sangue; 1995)
[...] non sono mai stato cristiano; sono della razza che cantava nel supplizio [...] (da Cattivo sangue; 1995)
Che zitella divento, se mi manca il coraggio di amare la morte! (da Cattivo sangue; 1995)
Mi abituai all'allucinazione semplice: vedevo molto chiaramente una moschea al posto di un'officina, una scuola di tamburi tenuta da angeli, calessi per le vie del cielo, un salotto in fondo al lago; i mostri, i misteri; un titolo di vaudeville faceva sorgere davanti a me i terrori. (da Alchimia del Verbo; 1995)
È tutto passato. Oggi so salutare la bellezza. (da Alchimia del Verbo; 1995)
[...] la scienza non va abbastanza svelta per noi! (da L'impossibile; 1978)
Ho il mio compito, ne sarò fiero come molti, mettendolo da parte. (da Il lampo; 1995)
Quando andremo oltre le spiagge estese e i monti, a salutare la nascita del nuovo lavoro, la saggezza novella, la fuga dei tiranni e dei demoni, la fine della superstizione, ad adorare — per primi! — Natale sulla terra! (da Mattino; 1995)
E all'aurora, armati di una ardente pazienza, entreremo nelle splendide città. (da Addio; 1995)
Bisogna essere assolutamente moderni. (da Addio; 1995)

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026