Le frasi di «Una stagione all'inferno» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.
Citazioni da «Una stagione all'inferno»
La morte, raggiungila con tutti i tuoi appetiti, e il tuo egoismo e tutti i peccati capitali. (da «Un tempo, se ricordo bene...»; 1972)
Il malanno è stato il mio dio. (da «Un tempo, se ricordo bene...»; 1972)
Mi sono disteso nel fango. Mi sono asciugato al vento del delitto. E alla follia ho giocato qualche brutto tiro. (da «Un tempo, se ricordo bene...»; 1972)
Adesso sono maledetto, detesto la patria. Il meglio, è un sonno proprio da ubriaco, sul greto. (da Sangue cattivo; 1972)
I criminali sono disgustosi come i castrati: io, sono intatto, e per me fa lo stesso. (da Sangue cattivo; 1972)
I Galli erano scorticatori di bestie, bruciatori d'erbe: i più inabili del loro tempo. (da Sangue cattivo; 1972)
La mia razza non si è mai ribellata se non per predare: come i lupi con l'animale che non hanno ucciso. (da Sangue cattivo; 1972)
La vita è la farsa che dobbiamo recitare tutti. (da Sangue cattivo; 1972)
Non credo di essermi imbarcato per uno sposalizio, con Gesù Cristo per suocero. (da Sangue cattivo; 1972)
[...] la notte mi rotola dentro gli occhi [...] (da Cattivo sangue; 1978)
Soltanto l'amore divino concede le chiavi della scienza. (da Sangue cattivo; 1972)
Io capisco, e siccome non mi so spiegare senza parole pagane, vorrei tacere. (da Sangue cattivo; 1972)
Credo d'essere in inferno, dunque ci sono. (da Notte dell'inferno; 1972)
L'inferno non può intaccare i pagani. (da Notte dell'inferno; 1972)
La teologia è seria, certamente l'inferno sta in basso – e il cielo in alto. (da Notte dell'inferno; 1972)
L'amore è da reinventare, si sa. (da Vergine folle; 1978)
Sono nel profondo dell'abisso, e non so più pregare. (da Vergine folle; 1972)
La morale è la debolezza del cervello. (da Alchimia del Verbo; 1972)
Scrivevo silenzi, notti, segnavo l'inesprimibile. Fissavo vertigini. (da Alchimia del Verbo; 1972)
Adesso posso dire che l'arte è una sciocchezza. (da Minute per Una Stagione in Inferno; 1972)
Ho orrore di ogni mestiere. Padroni e operai, tutti bifolchi, ignobili. La mano per scrivere vale la mano per arare. — Che secolo di mani! — Io non avrò mai la mia mano. (da Cattivo sangue; 1995)
È la visione dei numeri. Noi andiamo verso lo Spirito. È certissimo, è oracolo, quel che dico. (da Cattivo sangue; 1995)
[...] non sono mai stato cristiano; sono della razza che cantava nel supplizio [...] (da Cattivo sangue; 1995)
Che zitella divento, se mi manca il coraggio di amare la morte! (da Cattivo sangue; 1995)
Mi abituai all'allucinazione semplice: vedevo molto chiaramente una moschea al posto di un'officina, una scuola di tamburi tenuta da angeli, calessi per le vie del cielo, un salotto in fondo al lago; i mostri, i misteri; un titolo di vaudeville faceva sorgere davanti a me i terrori. (da Alchimia del Verbo; 1995)
È tutto passato. Oggi so salutare la bellezza. (da Alchimia del Verbo; 1995)
[...] la scienza non va abbastanza svelta per noi! (da L'impossibile; 1978)
Ho il mio compito, ne sarò fiero come molti, mettendolo da parte. (da Il lampo; 1995)
Quando andremo oltre le spiagge estese e i monti, a salutare la nascita del nuovo lavoro, la saggezza novella, la fuga dei tiranni e dei demoni, la fine della superstizione, ad adorare — per primi! — Natale sulla terra! (da Mattino; 1995)
E all'aurora, armati di una ardente pazienza, entreremo nelle splendide città. (da Addio; 1995)
Bisogna essere assolutamente moderni. (da Addio; 1995)
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026