Le frasi di «Una stanza tutta per sé» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.
Citazioni da «Una stanza tutta per sé»
Ahimè, una volta sull'erba, com'era piccolo, com'era insignificante questo mio pensiero; proprio uno di quei pesci che il buon pescatore butta di nuovo nell'acqua perché possano divenire più grossi e meritare un giorno la padella. Non voglio parlarvi adesso di quel pensiero, benché, se guardate attentamente, lo troverete da sole, nelle pagine seguenti.
Ma per quanto piccolo, possedeva tuttavia quella misteriosa qualità che hanno tutti i pensieri della sua specie: non appena immerso nella mente, immediatamente diventava molto eccitante e molto importante; guizzando e sommergendosi come un dardo, scintillando qua e là, creava attorno a sé un turbine tale di altre idee, che non si riusciva più a stare seduti. (cap. I)
Ancora mancava un'ora per la colazione, che cosa potevo fare? Passeggiare per i campi? Sedere accanto al fiume? Certo era un bel mattino d'autunno; le foglie rosse scendevano ondeggiando a terra; la prima possibilità mi attirava tanto quanto la seconda. Ma una musica mi raggiunse. Ci doveva essere una funzione o celebrazione religiosa. Quando passai davanti alla cappella, l'organo magnificamente si lamentava. In quell'aria serena, perfino il dolore del cristianesimo sembrava più il ricordo di un dolore che non il dolore stesso; perfino i gemiti del vecchio organo sembravano avvolgersi nella pace. (cap. I)
Avete un'idea di quanti libri si pubblicano sulle donne in un anno? Avete un'idea di quanti fra questi libri sono scritti da uomini? Sapete di essere, forse, l'animale più discusso dell'universo? (cap. II)
Per secoli le donne sono state gli specchi magici e deliziosi in cui si rifletteva la figura dell'uomo, raddoppiata. (cap. II)
Chi può misurare il fervore e la violenza del cuore di un poeta quando questo si trova prigioniero e intrappolato nel corpo di una donna? (cap. III)
D'altronde, fra cent'anni, pensavo, giunta sulla soglia della mia casa, le donne non saranno più il sesso protetto. Logicamente condivideranno tutte le attività e tutti i lavori che finora sono stati loro negati. La balia scaricherà il carbone. La fruttivendola guiderà una macchina. Ogni supposizione basata sui fatti osservati quando le donne costituivano il sesso protetto sarà ormai priva di senso; per esempio (poiché un plotone di soldati passava per la strada), l'idea che le donne e i religiosi e i giardinieri vivono più a lungo. Togliete quella protezione, esponete le donne agli stessi sforzi e alle stesse attività, lasciatele diventare soldati, marinai, camionisti e scaricatori di porto, e vi accorgerete che le donne muoiono assai più giovani e assai più presto degli uomini; finché questi dovranno dire "Oggi ho visto una donna" come in altri tempi si diceva "Oggi ho visto un aereo". Una volta che la femminilità abbia smesso di essere l'occupazione più protetta, chissà che cosa potrà accadere, pensavo, aprendo la porta. (cap. II)
È quando oziamo, quando sogniamo, che la verità sommersa, a volte, viene a galla. (cap. II)
I gruppi numerosi di persone non sono mai responsabili di quello che fanno. (cap. II)
La bellezza del mondo che dovrà così presto soccombere, ha due tagli, uno di gioia, l'altro di angoscia, che ci dividono il cuore. (cap. I)
La storia dell'opposizione degli uomini all'emancipazione delle donne è forse più interessante della storia stessa di quella emancipazione. (cap. III)
Non potete mettere alcun cancello, alcun catenaccio, alcun lucchetto alla libertà del mio pensiero. (cap. IV)
Non si può pensare bene, né amare bene, né dormire bene, se non si è pranzato bene. (cap. I)
Perché le donne [...] sono assai più interessanti per gli uomini di quanto gli uomini possano essere interessanti per le donne? (cap. II)
Una donna, se vuole scrivere romanzi, deve avere soldi e una stanza per sé, una stanza propria. (cap. I)
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026