Frasi

Frasi di «Vita di Galileo»

23 citazioni dal libro di Bertolt Brecht

Le frasi di «Vita di Galileo» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.

Citazioni da «Vita di Galileo»

La scienza conosce solo un comandamento: contribuire allo sviluppo scientifico.
Ciò che oggi scriviamo sulla lavagna, domani lo cancelleremo.
Cosa ha a che fare mia figlia con l'astronomia? Le fasi di Venere influiscono in qualche modo sulla curva delle sue chiappe?
Oggi, 10 gennaio 1610, l'umanità scrive nel suo diario: abolito il cielo!
La Bibbia dice che non gira, e i vecchi sapientoni ne danno mille prove. Domineddio l'agguanta per gli orecchi e le dice: sta' ferma! Eppur si muove.
Io credo nell'uomo, e questo vuol dire che credo alla sua ragione! Se non avessi questa fede, la mattina non mi sentirei la forza di levarmi dal letto. (III)
Troppo grande è il potere di seduzione che emana dalla prova pratica; i più cedono subito, e alla lunga tutti. (III)
La fiducia può esaurirsi, se si vuol troppo cimentarla. (VII)
Barberini: Siete sicuro, amico Galilei, che voi astronomi non vogliate semplicemente rendere più comoda l'astronomia? Pensate in termini di cerchi e di ellissi, di velocità uniformi e di movimenti semplici, cioè di cose conformi ai vostri cervelli. Ma se all'Onnipotente fosse piaciuto far muovere le stelle così? (traccia in aria col dito un'orbita complicatissima con un moto irregolare) Dove andrebbero a finire, allora, i vostri calcoli? Galileo: Se Dio avesse creato il mondo così, Eminenza, (traccia col dito lo stesso movimento) allora avrebbe creato cervelli fatti così (ripete il tracciato immaginario) perché potessimo credere che tali orbite fossero le più semplici possibili! Io ho fede nella ragione. (da Vita di Galileo, trad. Emilio Castellani, Einaudi 1994)
Sapete come si sviluppa la perla nell'ostrica? Un corpo estraneo insopportabile, per esempio un granello di sabbia, penetra dentro al guscio, e l'ostrica, per seppellire quel granello, secerne calce; e in questo processo rischia la morte. Allora, dico io, al diavolo la perla, purché l'ostrica resti sana! Le virtù non sono appannaggio unicamente della miseria, caro mio. Se i vostri genitori vivessero prosperi e felici, potrebbero sviluppare le virtù della prosperità e della felicità. [...] Bisogna dunque proprio mentire alla tua gente? (Galileo, a Fulgenzio: VIII)
Il frutto dell'albero della conoscenza. Ecco, lo azzanna subito. Sarà dannato in eterno, ma non può fare a meno di azzannarlo, sciagurato ghiottone! (Galileo, di Fulgenzio: VIII)
La verità riesce ad imporsi solo nella misura che noi la imponiamo; la vittoria della ragione non può essere che la vittoria di coloro che ragionano. (VIII)
Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente. (IX)
[Galileo:] No, no, no! La verità riesce a imporsi solo nella misura in cui noi la imponiamo; la vittoria della ragione non può essere che la vittoria di coloro che ragionano. Tu parli dei contadini dell'Agro come se fossero il muschio che alligna sulle loro capanne! A chi può mai passare per la mente che ciò che a loro interessa non vada d'accordo con la somma degli angoli di un triangolo? [...] A volte penso che mi lascerei chiudere in una prigione dieci tese sottoterra, dove non penetrasse un filo di luce, purchè in cambio potessi scoprire di che cosa la luce è fatta. E il peggio è che tutto quello che scopro devo gridarlo intorno: come un amante, come un ubriaco, come un traditore. È un vizio maledetto, mi trascinerà alla rovina. Quanto potrò resistere a parlare da solo coi muri? Questo è il problema. (Fulgenzio a Galileo, fine scena IX).
Una delle principali cause della miseria delle scienze sta, molto spesso, nella loro presunzione di essere ricche. Scopo della scienza non è tanto quello di aprire la porta all'infinito sapere, quanto quello di porre una barriera all'infinita ignoranza. (Galileo: IX)
Questi uomini mettono nel dubbio ogni cosa. Ma possiamo noi fondare la compagine umana sul dubbio anziché sulla fede? (XII)
Sventurata la terra che ha bisogno d'eroi. (XIII)
Saranno i fondamenti di una nuova fisica!
Nascondilo sotto il mantello.
E noi pensavamo che aveste disertato! Io sono stato, di tutti, quello che più vi ha dato addosso.
Non mi pare che ci sia nulla da ridire. Io ti ho insegnato la scienza e poi ho rinnegato la verità.
Ma questo cambia tutto! Tutto!
Davvero?
Avete nascosto la verità! Contro il nemico. Anche sul terreno dell'etica ci precedevate di secoli.
Spiegati, Andrea.
Noi ripetevamo all'uomo della strada: «Morirà ma non abiurerà». E voi siete tornato dicendoci: «Ho abiurato, ma vivrò». Noi allora: «Vi siete sporcate le mani». E voi: «Meglio sporche che vuote». (Andrea e Galileo dopo che questo gli consegna il manoscritto: XIV)
Non credo che la scienza possa proporsi altro scopo che quello di alleviare la fatica dell'esistenza umana. Se gli uomini di scienza non reagiscono all'intimidazione dei potenti egoisti e si limitano ad accumulare sapere per sapere, la scienza può rimanere fiaccata per sempre, ed ogni nuova macchina non sarà che fonte di nuovi triboli per l'uomo. E quando, coll'andar del tempo, avrete scoperto tutto lo scopribile, il vostro progresso non sarà che un progressivo allontanamento dall'umanità. (Galileo: XIV)
Quando ci si trova davanti un ostacolo, la linea più breve tra due punti può essere una linea curva. (XIV)

Citazioni su Vita di Galileo

Non c'è reazionario più implacabile dell'innovatore fallito, non c'è nemico degli elefanti selvatici più crudele dell'elefante addomesticato.
Le immagini del mattino e della notte traggono in inganno. I tempi felici non nascono così come un mattino succede a una notte d'inverno.
Il misfatto di Galileo può esser considerato il «peccato originale» delle scienze naturali moderne. Della moderna astronomia, che interessava profondamente una classe nuova, la borghesia, perché appoggiava le correnti sociali rivoluzionarie dell'epoca, egli fece una scienza specialistica strettamente limitata, la quale naturalmente proprio grazie alla sua «purezza», ossia alla sua indifferenza per il sistema di produzione, poté svilupparsi relativamente indisturbata. La bomba atomica, come fenomeno tecnico non meno che sociale, è il classico prodotto terminale delle sue conquiste scientifiche e del suo fallimento sociale.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026