Le frasi di «Vita di Gesù» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.
Citazioni da «Vita di Gesù»
La più alta coscienza di Dio che sia mai esistita in seno all'umanità è stata quella di Gesù. (p. 43)
Il Dio di Gesù non è il despota parziale che ha scelto Israele per il suo popolo e lo protegge verso e contro tutti; è il Dio dell'umanità. (p. 43)
Nessuno mai è stato meno prete di Gesù, o più ostile alle forme, che mentre sembrano proteggere la religione, la soffocano. (p. 47)
[...] qualsiasi idea per riuscire deve fare sacrifici; dalla lotta della vita non si esce mai immacolati. (p. 48)
Concepire il bene non basta; bisogna farlo vittorioso fra gli uomini. (p. 48)
Nella morale come nell'arte, nulla è dire, tutto è fare. (p. 49)
L'idea che sta in un quadro di Raffaello è poca cosa; non conta che il quadro. (p. 49)
[...] la verità non diventa efficace che quando si trasfirma in sentimento, e non acquista tutto quanto il proprio valore, se nonsi avvera tra gli uomini in forma di fatto. (p. 49)
Uomini mediocremente morali hanno scritto eccellenti massime; invece uomini virtuosissimi nulla fecero per far durare la tradizione della virtù. (p. 49)
Tocca la palma a colui che in parole e in opere sia stato possente, abbia sentito il bene e a costo del proprio sangue lo abbia fatto trionfare. (p. 49)
Il regno di Dio sarà simile a una grande retata, che raccoglie il buono e il cattivo pesce, si ripone il buono nei vasi, e si butta il resto. (p. 58)
L'uomo intentissimo ai doveri della vita pubblica, non perdona a chi ponga qualche cosa al di sopra dele sue liti di partito. (p. 61)
L'ideale in fondo è sempre un'utopia. (p. 62)
Nelle nostre civiltà affaccendate, la memoria della libera vita di Galilea è rimasta come il profumo d'un altro mondo, come una rugiada dell'Hermon, grazie alla quale la siccità e la volgarità non hanno invaso tutto quanto il campo di Dio. (p. 82)
[...] chi prende l'umanità con le sue illusioni, e tenta con esse di influenzarla, non deve essere biasimato. (p. 110)
Bisogna profondamente distinguere le società come la nostra, in cui tutto accade nel pieno giorno della matura riflessione, dalle società ingenue, credule, in cui nacquero le credenza, che dominarono i secoli. (p. 111)
Non vi è grande fondazione che non riposi sopra una leggenda. Non vi è in tal caso che un colpevole: l'umanità, che vuol essere ingannata. (p. 111)
Le debolezze dello spirito umano non ingenerano che debolezza; le grandi cose hanno sempre le loro grandi cause nella natura dell'uomo, benché si producono spesso con un corteo di piccolezze, che per le menti superficiali ne offuscano la grandezza. (p. 116)
I miracoli per Gesù furono una violenza che gli fece il suo secolo, una concessione strappatagli da una necessità passeggera. Tanto ciò è vero che l'esorcista e il taumaturgo sono caduti; ma vivrà eternamente il riformatore religioso. (p. 117)
Se tutta la dottrina di Gesù fosse stata la fede a una prossima fine del mondo, ora dormirebbe certamente nell'oblio. (p. 121)
[...] l'insegnamento di Gesù non ha traccia di una morale applicata, o di un diritto canonico ben definito. Una sola volta si pronuncia chiaramente sul matrimonio, e vieta il divorzio. (p. 127)
A nessuno è lecito dire che ha orrore del sangue, quando lo faccia versare dai suoi servi. (p. 171)
Il talento dello storico sta nel fare un assieme vero con degli elementi che sono veri solo a metà.
Tutta la storia è incomprensibile senza il Cristo.
Uno vorrebbe fare di Gesù un saggio, un altro un filosofo, un altro un patriota, un altro un uomo dabbene, un altro un moralista, un altro un santo. Non fu nulla di tutto ciò. Fu un incantatore.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026