Ritratto di Luigi Alamanni
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Frasi

Frasi di Luigi Alamanni

15 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Una raccolta di 15 citazioni di Luigi Alamanni, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.

Luigi Alamanni (poeta italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Luigi Alamanni

L'Aquila grifagna / che per più divorar due becchi porta. (da Versi e prose di Luigi Alamanni, per cura di Pietro Raffaelli, vol. I, Firenze, 1859, p. XXVIII)
Ma nell'egloga Admeto Secondo la frase è: L'uccel di Giove / Che per più divorar due bocche porta. Citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 330.
Le cose vietate fan crescere la voglia. (da Flora)
[...] né cosa è più che s'assimigli a Dio / che contro a gli offensor mostrarsi pio. (da Girone il cortese, X, CXIX, Comin da Trino di Monferrato, Venezia, 1549, p. 77)

Della coltivazione – Citazioni

L'aspra necessità, l'usanza e 'l tempo / partorir di dì in dì l'astuzia e l'arte [...]. (III, 863; p. 223)
Chi vuol troppo abbracciar, nïente stringe. (IV, 422; p. 265)
[...] assai frutto maggior riporta il poco / quando ben culto sia, che 'l molto inculto [...]. (IV, 427; p. 265)
[...] matrigna talor, talvolta madre / vien la luce del dì nell'opre umane [...]. (VI, 97; p. 310)

Versi e prose

S'io potessi ad altrui narrare in rima / La dolce vista che mi desti, Amore, / Nel benedetto giorno allor che il core / Gelato e freddo mi scaldasti in prima; // Forse tal è che falsamente stima / Tutto il tuo regno sol pianto e dolore, / Che per me sciolto dal comune errore / Della sua vita ti porrebbe in cima. (da Sonetto – All'amore spererebbe conforto dai versi, p. 1)
Amor mi scorge, e con lui Cintia e Flora, / Questa a man destra, e quella al manco lato / Là 've altro tosco piè non presse ancora, / Dietro a chi più di tutti alto ed ornato / Cantò per Delia, ed a chi scrisse il nome, / Ch'or la seconda volta fia lodato. Mostrinmi essi il cammin ch'io prendo, e come / Loro il mostrò Callimaco e Fileta, / Primi a cui già quest'edra ornasse chiome. (da Elegia – Due belle, Cintia e Flora, del pari lo accendono. AL SENATORE RENATO TRIULZIO DI MILANO, p. 2)
Godi dunque per te l'alma bellezza / Delle tue Muse, e mie sien quelle sole / Che han l'alma lieta in doppia fiamma avvezza. / Or ricevine al monte, ove si cole / Il nome tuo, fra gli altri spirti chiari; / Si che a qual per amor s'allegra o duole / Siano i miei detti ancor talvolta cari. (da Elegia – Due belle, Cintia e Flora, del pari lo accendono. AL SENATORE RENATO TRIULZIO DI MILANO, p. 4)
Oggi sen va per le campagne Flora ; / Vienne, sacrato Pan, per farle onore, / Ch'altra si bella non vedesti ancora. / Né tu prender di ciò sdegno o dolore, / Vaga Siringa, chè a lei dánno il vanto / Le nove Muse, le tre Grazie, e l'Ore. Ma tu, cornuto Dio, se miri alquanto / Fiso costei, per nuova maraviglia / La tua zampogna ti cadrà da canto. (da Elegia – Flora in campagna, p. 4)
O misero colui che l'alma allaccia / Ne' suoi caldi desil, che sempre poi / Per lui s'arrossa, imbianca, arde ed agghiaccia. (da Elegia – Narra la crudeltà d'Amore, e lo prega a lasciarlo in pace, p. 10)
Com'è duro, ad altrui mostrando fuore / Sereno il volto, aver tristizia e noia, / E ne' sembianti riso, e pianto al core! (da Elegia – Protesta l'amore alla sua donna quantunque crudele, p. 10)
Ché dunque indarno la mia lingua intende / A dolersi di lei, quantunque ognora / Sol di false lusinghe il core incende? / Come vorrei per fin che vien l'aurora, / Cintia, con voi restar la notte intera, / Né poi partirmi tutto 'l giorno ancora! (da Elegia – Protesta l'amore alla sua donna quantunque crudele, p. 11)

Dicono di Luigi Alamanni

Poeta nobile e leggiadro era certo Luigi Alamanni: e pure, con tutte le eleganze che ha sparse a man piena qua e là nella Coltivazione, pochi leggono i sei libri de' suoi versi sciolti: se ne togli que' nostri che per entro vi cercano tante maniere peregrine e gentili di bel parlare.
Salvatore Betti

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026