Frasi
Frasi di Luigi Fiacchi
15 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Le citazioni di Luigi Fiacchi raccolte in un'unica pagina: 15 frasi, divise per libro e argomento.
Luigi Fiacchi (religioso, scrittore e filologo italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Luigi Fiacchi
La finzion del vizio / A vizio ver declina; A can, che lecca cenere, / Non gli fidar farina. (da Il fanciullo e il gatto, citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 599)
La favole e i sonetti
Che non si vanti de' grand' avi suoi / Chi poi non gli somiglia. (da Il Fumo e la Nuvola)
Date ai figli ogni pensiero, / Non al frivolo piacere. (da L'Usignuolo, e la Rondine)
L'arte più bella, in che il Dator Sovrano / Dei beni all'uomo è d'imitar concesso, / È di porger benefica la mano / All'infelice dalla sorte oppresso; / Ma chi mercé del beneficio prende / Sua natura a lui cangia, e vile il rende. (da L'Agnello e lo Spino)
L'utile sovente / I più schivi allettando ha persuaso. (da Il gatto e il pipistrello)
Mal fanno quegli avari / che accumulan denari, / e fa peggio di loro / chi mostra il suo tesoro [...]. (da La montagna delle miniere)
La Pecorella timida e smarrita / All'infuriar della tempesta rea, / Tra l'orror della selva aspra e romita / Senza il dove saper, qua e là correa, / Confondendo talor con lo spietato / Fragor de' tuoni il tremulo belato. // [...] Ma quando poi la Pecorella uscio / Fuori del troppo avviluppato ostello, / Con le punte lo Spino a lei rapio / Molti bei fiocchi del lanoso velie; / Così mercé del beneficio prese, / E l'usata pietà men bella rese. (da L'Agnello e lo Spino)
Meglio è morir, se conservar non lice / L'unico ben, che rendemi felice. (da I due susini)
[Sulle intenzioni] Potea, non volle, or che vorrìa, non puote. (da I due susini)
Quando vi si propone / Troppo grasso partito / Non correte all'invito; / Ché spesso poi si trova / Che lì gatta vi cova. (da L'uccello nel campo dei lacci)
Rinfacciare il peccato / Altrui mai non conviene; / Ma rinfacciarlo a chi ti fa del bene, / È da solenne ingrato. (da Il Pellegrino e il Platano)
Un giorno la Speranza / per ciaschedun mortale / fece un bel cannocchiale. / Questo, come è d'usanza, / dell'un de' lati suoi / ingrandisce l'oggetto oltremisura, / dall'altro lato poi / mostra piccola e lungi ogni figura. / Se l'uom dal primo lato il guardo gira, / il ben futuro mira; / guarda dall'altro lato, / e vede il ben passato. (da Il cannocchiale della speranza)
La favole e i sonetti – Sopra l'Apologo
Aristotele ci dice, che gli Oratori erano altri entimematici, altri paradigmatici o esemplari-, e con questo voleva significare che alcuni oratori persuadevano colla forza della ragione, servendosi degli entimemi, altri più popolari si contentavano di convincere colla somiglianzà degli esempi.
L'Apologo ebbe la sua nascita in Oriente, e può vantare una remotissima antichità. Il capitolo nono del sacro libro dei Giudici ne da un esempio ben luminoso nell'Apologo degli alberi che vogliono scegliersi un Re.
Le puerili instituzioni non corrotte da male avvisato consiglio, ma digerite secondo l'ordine della Natura, son quelle che danno la prima mossa al vigore dell'intelletto, e dirigono a lodevole scopo le inclinazioni del cuore. Una gran parte del popolo profitta dei vantaggi dei primi elementi, e ne ritrae quell'abito di ragionare che è necessario alla vita, e quella onestà di carattere, senza di cui non è bastantemente sicura la tranquillità degli stati. Non dee reputarsi pertanto di leggera importanza tutto ciò che riguarda la più estesa istruzione del popolo: e gli stessi spiriti più sublimi, che forniti di ali infaticabili si sollevano all'apice delle Matematiche e ne estendono anco i confini, ma con poco frutto talora della pubblica felicità, non dovrebbero riguardar con disprezzo le minute elementari cognizioni, che servono di salubre pascolo al tenero animo dei fanciulli.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026