Ritratto di Maksim Gor'kij
Herman Mishkin · Public domain

Frasi

Frasi di Maksim Gor'kij

56 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Una raccolta di 56 citazioni di Maksim Gor'kij, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.

Maksim Gor'kij (scrittore e drammaturgo russo). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Maksim Gor'kij

A Genova, sul piazzale davanti alla stazione, s'era raccolta una folla densa [...]
Sovrastava la folla, dall'alto piedistallo, la figura di Colombo, il sognatore che ha molto patito per le cose in cui credeva e che ha vinto proprio perché credeva. Guardava la folla, come se, con le labbra di marmo, dicesse: «Vince solo chi crede». [...]
Il massiccio edificio marmoreo della stazione stava come un semicerchio, le ali aperte, quasi volesse abbracciare la gente. Giungevano dal porto il greve respiro dei piroscafi, il sordo lavorio dell'elica nell'acqua, il tintinnio delle catene, fischi e grida. Sulla piazza tutto era quieto, si soffocava, il sole bruciante inondava ogni cosa.
Da Fiabe italiane, traduzione di Lionello Costantini, Osna Grossmann e Agostino Villa, Editori Riuniti, 1965, p. 43
Chi sa capire tutto è molto infelice.
Da Il mestiere delle lettere
Del bel cherubino ricciuto rimanevano soltanto gli occhi chiarissimi, ma anche quelli sembravano sbiaditi, come per effetto di un sole troppo violento. Il loro sguardo irrquieto scorreva sui volti della gente con espressione mutevole, ora arrogante e strafottente, ora invece incerta, smarrita e diffidente. Ebbi l'impressione che ce l'avesse con la gente in generale. E si vedeva che beveva. [...] Le sue mani erano irrequiete e snodate ai polsi come quelle di un tamburino. E inoltre era angosciato, distratto.
Citato in Elvira Watala, Wiktor Woroszylski, Vita di Sergej Esenin, traduzione dal polacco di Vera Petrella, Vallecchi Editore Firenze, 1980.
Ho sentito recitare Esenin e ne sono stato commosso fino alle lacrime... Possedeva una tale intensità di sentimento e una così perfetta e coinvolgente maniera di porgere... che si trasfigurava. Alla fine non fui nemmeno capace di esprimergli il mio grazie perché avevo un nodo in gola che mi impediva di parlare. In quel momento non ho potuto fare a meno di pensare che Esenin più che un uomo era uno strumento musicale creato dalla natura esclusivamente per la poesia, per esprimere amore a tutto ciò che vive e respira, e implorare misericordia per la fragilità degli uomini.
Citato in Sergej Aleksandrovic Esenin, Russia e altre poesie, Baldini Castoldi Dalai, 2007, pp. 27-28.
I lager come le Solovki sono indispensabili. (in visita alle Solovki, 20 giugno 1929)
L'isola dorme nell'austero silenzio: dorme pure anche il mare, come morto. Pare che dall'alto una mano potente abbia scaraventato in esso questo bruno e strano scoglio, uccidendone la vita. Guardandola dal mare, e proprio dove l'arco dorato della via Lattea tocca l'acqua nera, l'isola si mostra come una fenomenale bestia, dalla fronte mostruosa, la quale curvata l'irsuto dorso, lambisce con la gola enorme il mare, bevendone silenziosamente l'acqua liscia e piana come l'olio.
Da Di notte, in Eroica, vol. I, fasc. II, 1913, citato in Angelo Tamborra, Esuli russi in Italia dal 1905 al 1917, , Rubbettino, Soveria Mannelli, 20022
La carrozza del passato non porta lontano.
L'uomo più complesso del XIX secolo.
Citato in Lev Tolstoj, Contro la caccia e il mangiar carne, a cura di Gino Ditali, Isonomia editrice, Este, 1994, p. 7. ISBN 8885944116
Nei Paesi fascisti, l'omosessualità, rovina dei giovani, fiorisce impunemente; nel Paese dove il proletariato ha audacemente conquistato il potere, l'omosessualità è stata dichiarata crimine sociale e severamente punita. Eliminate gli omosessuali e il fascismo scomparirà.
Citato in Gian Antonio Stella, E il ministro Calderoli fece il macho, Corriere della Sera, 15 gennaio 2006.
Non sono in grado di esprimere in poche parole le mie impressioni. Non vorrei, e sarebbe vergognoso [!] ricadere in stereotipati elogi della stupefacente energia di uomini, i quali, essendo attenti e indefessi guardiani della rivoluzione sanno essere, insieme, creatori straordinariamente arditi della cultura.
Dalla nota lasciata dallo scrittore il 22 giugno 1929 sul Libro dei visitatori delle isole Solovki. Citato in A. Solzenicyn, Arcipelago Gulag 1918-1956. Saggio di inchiesta narrativa. III-IV, traduzione di M. Olsùfieva,
Per un vecchio, la patria è dappertutto dove fa caldo.
[...] se ingrandissi alcune migliaia di volte una comune pulce vedresti l'animale più spaventoso della terra, che nessuno sarebbe abbastanza forte da dominare [...] Ma le smorfie più mostruose della storia producono simili ingrandimenti anche nel mondo reale. Stalin è una pulce che la propaganda bolscevica e l'ipnosi della paura hanno ingrandito fino a dimensioni impensabili.
Dal diario, secondo il testimone; citato in Donald Rayfield, Stalin e i suoi boia: una analisi del regime e della psicologia stalinisti, traduzione di Stefania De Franco, Garzanti, Milano, 2005, p. 213. ISBN 88-11-69386-
Talvolta, la menzogna dice meglio della verità ciò che avviene nell'anima.
Da I vagabondi
Tutti gli esseri umani hanno piccole anime grigie... e tutti se le vogliono imbellettare.
Dai Bassifondi
Tutto di lui: la voce roca e rotta, i gesti incerti, il corpo oscillante, la fiamma della disperazione negli occhi, tutto era come doveva essere nelle circostanze attuali della sua vita. [...] Si prese la testa fra le mani e incominciò a recitare la Canzone della cagna. E quando disse i due ultimi versi anche i suoi occhi si riempirono di lacrime.
Un uomo buono può essere stupido e tuttavia rimanere buono. Ma un uomo cattivo non può assolutamente fare a meno di essere intelligente.
Da Bassifondi; citato in Elena Spagnol, Enciclopedia delle citazioni, Garzanti, Milano, 2009. ISBN 9788811504894
Caro Iosif, in Italia sono a disagio. Mussolini a Napoli non è ben visto.
Giorni fa è venuto a Napoli Mussolini e ha pronunciato un lungo discorso al "popolo", si dice che in quel discorso abbia dichiarato che entro il 1935 egli intende riformare radicalmente tutta la vita dell'Italia. "La grande Roma deve essere quella d'un tempo: il centro della cultura mondiale, e il Vaticano sarà il ghetto del cattolicesimo". Un giornale ha pubblicato questa frase, ma è stato subito sequestrato e trovarlo è impossibile.
A Napoli si è trasferito l'erede al trono, un pederasta e, secondo l'opinione generale di chi lo conosce, un cretino. Per due giorni è andato in giro per la città su una carrozza dorata, accompagnato da una scorta sfarzosa, e per questo il traffico in città è stato bloccato e l'attività commerciale sospesa. "Uno spettacolo fastoso e scandaloso l'ho visto in Turchia sotto Abdul – Hamid", mi ha detto un vecchio.
Poiché Mussolini a Napoli non è ben visto, si dice che il principe sia venuto per organizzare qui un movimento antifascista. La crisi qui cresce come dappertutto, e la disoccupazione pure.

Aneddoto – Citazioni

Gli uomini sono abituati a vivere come se Dio li avesse messi in terra perché si prendessero beffe l'uno dell'altro. (p. 118)
Quanto più si accumulano le ricchezze, tanto più negli uomini cresce e si esaspera l'invidia. (p. 129)
Ciò che per gli uomini è un peccato, per il diavolo è un motivo di risa. (p. 119)
Qualunque mendicante sa che il vero baluardo della vita e la vera difesa dell'uomo sono la ricchezza e la proprietà (p. 132)
Gli uomini provano poca ammirazione per la meravigliosa magnificenza dei Cieli. (p. 133)
È sempre utile vedere da che parte uno zoppica. Se zoppica a sinistra dagli un colpo a destra, se a destra, percuoti a sinistra. (p. 135)
Al tempo di Cristo anche gli uomini erano pochi, e poco volevano, e pur tuttavia quel poco non bastava a tutti. Ora noi siamo diventati più avidi, siamo una moltitudine, e ad ognuno di noi necèssita possedere tutto. Dunque, lavora, accumula, risparmia... (p. 145)
Ognuno sia sacro a se stesso. Ecco. Appunto così: ogni uomo sia per se stesso sacrosanto! (p. 145)

L'eremita – Citazioni

Si racconta che il diavolo è stato il primo a fare l'acquavite. Per una buona azione sia detto "grazie" anche al diavolo. (p. 3)
La femmina, amico, è una gran cosa, tutto il mondo ne delira: la fiera, l'uccello, il piccolo maggiolino, tutti sono vivi per questo! E al di fuori di ciò di che si può vivere? (p. 9)
Quella gente di tribunale fa tutto ciò per nulla, così, per mostra, come a dire: "Ecco come noi facciamo osservare le leggi!" E son tutte un inganno quelle leggi, regolamenti, carte, decreti: nulla di necessario; che ognuno viva come gli pare! (p. 9)
Perché prego e per aver che cosa? Ho tutto quello di cui ho bisogno, la gente mi rispetta e tuttavia do disturbo a Dio. Dio ha i suoi affari, perché dargli impaccio? (p. 11)
L'anima non conosce leggi, non conta gli anni... (p. 22)
Esistono degli uomini che non possono avere più nessun conforto, tranne l'illusione. (p. 37)

La Spia – Citazioni

Sopravvenne l'autunno, dolce e malinconico, ma i cittadini non si accorgevano della sua venuta. Invadevano le strade e le piazze con inusitato ardire e con crescente energia, ed Evsei credeva sempre più nella loro vittoria e alla realizzazione vicina di una vita tranquilla e felice. Poi sopravvennero le giornate memorabili, truci e meravigliose al tempo stesso. Tutti smisero di lavorare, d'un tratto, come se una stretta potentissima avesse soffocata la vita abituale che per tanto tempo aveva oppresso le genti; tutto rimase sospeso. Gli operai rifiutarono il pane, la luce e l'acqua alla loro sovrana, la città, e per parecchie notti essa rimase nelle tenebre e conobbe i tormenti della sete e della fame. Durante quelle cupe giornate il popolo percorreva le vie, con una gioia infantile negli occhi e vivaci canzoni sulle labbra. Per la prima volta gli era dato di valutare la propria forza, la cui potenza la meravigliava. Capiva il potere che aveva sulla vita sociale ed esultava nel vedere le case mute, le macchine immobili e morte, la polizia disorientata, e umiliata la borghesia sinora così stizzosa. Quelle giornate avevano strappato alle deboli mani di essa la sua terribile potenza, ma le avevano lasciato l'astuzia e la crudeltà. (cap. XII)

Pensieri inattuali

Io nutro una particolare diffidenza e sfiducia per l'uomo russo al potere: egli, che è stato schiavo fino a poco tempo fa, diventa un despota sfrenato, appena gli si offre la possibilità di essere padrone del suo vicino.
La scienza è l'intelligenza del mondo, l'arte il suo cuore.
Mi sembra che l'esclamazione «La patria è in pericolo!» non sia così terribile come «La cultura è in pericolo!»
Citato in Dizionario delle citazioni, a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X

Racconto di un amore non corrisposto – Citazioni

La libertà è un'illusione menzognera. (p. 49)
L'uomo non è libero nemmeno in sogno e che anche l'immobilità della pietra non è libertà, perché la pietra dura fino a quando il tempo non la riduce in polvere. (p. 50)
Ogni uomo è servo di diverse cose; il diavolo della sua cattiveria, e il Signore Iddio, se esiste, lo è delle sue opere, incomprensibili per la ragione umana. Ecco che cosa penso della libertà. (p. 50)
Devo spiegare che il teatro non mi piace: è una sorta di compravendita d'anime umane al minuto, a piccole dosi per volta; mette in mostra un gioco di sentimenti falsi concepiti senza ingegnosità, oppure si beffa di uomini che sembrano ridicoli solo perché vivono con un'anima semplice per il piacere degli altri. (p. 53)
Come un cero ardente / Si consuma tristemente – per il calore, / Così, dopo una recita di Ajàrov, / Lo spettatore disperato – si annega nel Volga! (p. 54)
L'amore per una donna somiglia alla melanconica opera di Dio; anche Lui ha cercato, senza riuscirvi, di creare col vuoto e dal nulla uno splendido universo... (p. 99)
L'amore è una malattia dell'immaginazione. (103)
Coi pensieri bisogna avere qualche riguardo, perché nessuno sa quali siano i giusti e quali no. (p. 104)
L'uomo non vive di pensieri, ma di un desiderio che non è meditato. (p. 104)
Io sopporto con fatica le notti di plenilunio che d'estate o d'inverno denudano tutte le cose. Esse scacciano il sonno e conducono sempre con sé pensieri lucidi e freddi. Siano maledette! (p. 105)
Di tutte le beffe che la sorte serba all'uomo, non ce n'è una più tremenda d'un amore non corrisposto. (p. 106)
La terra nostra è dimenticata dalla ragione di Dio, dimenticata fra le stelle, e gli uomini vi sono solitari e stranieri! Ed ecco, quando pensi a tali cose, diventa intuitivamente chiaro ed evidente fino a che punto sia necessaria all'uomo una donna amata. (p. 107)

Varenka Olessova

Gli uomini e le donne sono come due razze perennemente in lotta [...]. La fiducia, l'amicizia e altri sentimenti di questo genere, dubito che siano possibili tra me e un uomo. Ma è possibile l'amore... e l'amore è la conquista di colui che ama di meno, su quello che ama di più... Una volta sono stata io la vinta e l'ho pagata cara..., adesso ho conquistato io e certamente... profitterò della mia vittoria... (p. 59)
Però se fosse anche vero che Dio creò gli uomini, la vita li trasforma così presto che certamente da molto tempo sono diventati ributtanti per Lui. (p. 60)
Vedi, basta un po' di felicità e l'uomo diventa subito migliore; più buono. Alcuni troppo savi, dicono che i dolori ci purificano... Io vorrei che la vita, applicando a loro questa teoria, purificasse la loro mente dagli errori... (p. 127)

Dicono di Maksim Gor'kij

Come artista creativo, Gor'kij non ha molta importanza. Ma come pittoresco fenomeno nella struttura sociale della Russia, non è privo d'interesse.
Vladimir Nabokov
Dopo la Rivoluzione bolscevica dell'autunno 1917, Gor'kij godette della grande stima di Lenin e di altri capi bolscevichi. Divenne anche la massima autorità in fatto di letteratura. Ne fece uso con modestia e con moderazione, rendendosi conto che su molte questioni la sua scarsa istruzione non gli permetteva di esprimere un solido giudizio. Si valse anche ripetutamente delle proprie amicizie per intercedere a favore di persone perseguitate dal nuovo governo.
Vladimir Nabokov
Maksim Gor'kij non era molto apprezzato da mio padre. Ricordo che [...] cercava di capirlo, ma non riusciva a trovarvi quella verità e quel fuoco sacro che cercava in lui. Un giorno, mi chiese la mia opinione su quello scrittore e gli risposi che non mi piaceva.
«Sì», fece lui, «nemmeno io ci trovo nulla.»
Ma allora Gor'kij era in voga, e quando venne a Jasnaja vi fu accolto amichevolmente.
Da parte sua Maksim Gor'kij era e rimane tuttora un fervente ammiratore di mio padre. Ciò che mi ha molto colpito è stato il dolore che provò alla morte di Tolstoj. Mi hanno detto che il suo dolore era immenso.
Lev L'vovič Tolstoj

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026