Frasi
Frasi di Marco Porcio Catone
21 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Una raccolta di 21 citazioni di Marco Porcio Catone, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.
Marco Porcio Catone (politico, generale e scrittore romano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Marco Porcio Catone
È meglio avere degli acerrimi nemici piuttosto che quegli amici che si fingono dolci: i primi spesso dicono il vero, i secondi mai. (citato in Cicerone, De amicitia, 24, 90)
Fuggi le chiacchiere, per non essere reputato un loro fomentatore: a nessuno nuoce aver taciuto, nuoce aver parlato. (da Distico)
I ladri di beni privati passano la vita in carcere e in catene, quelli di beni pubblici nelle ricchezze e negli onori. (citato in Aulo Gellio, Notti attiche XI, 18, 18)
Il granaio della repubblica, la nutrice al cui seno il popolo romano si è nutrito.
Non credere sempre a chi ti dà notizie: bisogna avere poca fiducia in chi parla molto. (da Distico 2, 20)
Pianta alberi, che gioveranno in un altro tempo. (citato in Cicerone, De senectute)
Se padroneggi l'argomento, le parole seguiranno. (citato in Giulio Vittore, Ars rethorica, 15)
Non vergognarti di volere che ti sia insegnato ciò che non sai. Saper qualcosa è fonte di lode, mentre è una colpa non voler imparare nulla.
Per il resto ritengo che Cartagine dev'essere distrutta. (da Plutarco, Vita di Catone)
Citazioni di Marco Porcio Catone – Attribuite
Sopprimere una legge equivale a far vacillare tutte le altre. (citato in Tito Livio, XXXIV, 3; 1997)
Nessuna legge è comoda ugualmente per tutti. (citato in Tito Livio, XXXIV, 3; 1921)
Nessuna legge è ugualmente vantaggiosa per tutti: bisogna piuttosto chiedersi se fa gli interessi della maggioranza e da un punto di vista generale. (citato in Tito Livio, XXXIV, 3; 1997)
[D]iversisque duobus vitiis, avaritia et luxuria, civitatem laborare, quae pestes omnia magna imperia everterunt. (citato in Tito Livio, XXXIV, 4)
La peggiore delle vergogne è quella della parsimonia e della povertà. (citato in Tito Livio, XXXIV, 4; 2006)
Come, un uomo malvagio è più sicuro imputarlo che assolverlo, così, il lusso sarebbe più tollerabile trattenerlo piuttosto che lasciarlo libero, come succede ad un animale indomabile, eccitato proprio dai vincoli, lasciato libero. (citato in Tito Livio, XXXIV, 4; 1997)
La guerra si nutre da sola. (citato in Tito Livio, XXXIV, 9; 1997)
La cosa più onorevole, così come la cosa più sicura, è quella di affidarsi interamente al valore. (citato in Tito Livio, XXXIV, 14; 1997)
Frasi da «De agri cultura»
Il villano non pensi di saperla più lunga del padrone.
È il cavolo quello che supera ogni altro vegetale; si può mangiare sia cotto, sia crudo.
Dicono di Marco Porcio Catone
Catone fu uno dei maggiori oratori del suo tempo, come già lo era stato Appio Claudio . Tuttavia contestava l'idea che l'eloquenza si potesse apprendere dai maestri greci. Due delle sue formule preferite, che ci sono state tramandate, sono : rem tene, verba sequentur (medita bene l'affare, le parole verranno da sole) e la definizione dell'oratore come vir bonus dicendi peritus (uomo onesto esperto nell'arte della parola). L'eloquenza, dunque, altro non è, per Catone, che l'espressione naturale di un pensiero vigoroso, sicuro della propria verità. Tutto il resto non è che inganno e menzogna.
In Catone tanto più forti erano l'animo e l'indole che appariva chiaro come, qualunque fosse stato il suo rango sociale, si sarebbe costruito da solo la sua fortuna.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026