Frasi
Frasi di Maria Giuseppa Guacci
10 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Una raccolta di 10 citazioni di Maria Giuseppa Guacci, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.
Maria Giuseppa Guacci (poetessa). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Maria Giuseppa Guacci
Bisogna dunque contare dal diciannovesimo anno il cominciamento degli studi miei, e nemmeno liberamente, imperocché dovevo far sempre da copista al mio povero babbo, e per me non rimaneva che la notte. (citato in P. Papa, Giuseppina Guacci Nobile ed un suo carteggio inedito, in Rivista contemporanea, 3−5−6 1888)
Essendo fatto della buona pasta antica, la quale ora del tutto è perduta, nulla pose mente all'educazione delle sue figliole, sicuro che potesse essere assai ad esse il fare di cucina, e l'intendere ottimamente all'economia della casa e in specialità di me voleva fare una buona massaia. (citato in P. Papa, Giuseppina Guacci Nobile ed un suo carteggio inedito, in Rivista contemporanea,3−5−6 1888).
Quando la maggior parte delle madri sarà sufficiente all'educazione dei figli, la società cambierà aspetto. (citato in A. Balzerano, Giuseppina Guacci Nobile nella vita, nell'arte, nella storia del Risorgimento, Di Mauro Editore, 1975)
Sentirsi piena di idee nobilissime e non poter vestirle di parole perché la cucina vi aspetta è uno strazio che voi non avete provato e non proverete mai, spero. (da lettera di Maria Giuseppa Guacci a Irene Ricciardi)
Rime
Zefiro spira, ed asserena il giorno / E fa più chiare fiammeggiar le stelle, / Apre le verdi frondi tenerelle / E desta mille fiori intorno intorno. / Eppur fia breve il suo dolce soggiorno / Del Tirreno alle sponde apriche e belle; / Ch'ei volerà fiorendo erbe novelle / Sin del vasto universo all' altro corno. (da 'Zefiro spira, ed asserena il giorno..., p. 317)
Rime – Citazioni
Nudi i monti e le valli / Del lauro onde si cinse Italia e Roma, / Per coronare allo straniero la chioma. (p. 319)
E voi, cortesi e venerande donne / D'ogni valor colonne, / Il materno sermon teneste a vile: / Sparso di gentilezza il bel tesoro, / E il poetico alloro / Venne inculto e negletto, e le camene / Sospirando lasciar l'onde tirrene. (p. 320)
Dunque il sereno viso / Levate al cielo, e gli amorosi labri / Ogni estinta virtù traggan di Lete; / E poiché aprire e governar potete / I cor più rozzi e scabri / Col volger de' begli occhi o col bel riso / E far di questa terra un paradiso. (p. 320-321)
Negli occhi vostri avanza ogni valore; / E così Dio largì del suo splendore / Alcuna parte in terra / Che allumi e guidi le terrene menti. (p. 321)
Dicono di Maria Giuseppa Guacci
L'italica dignità splendeva in ogni suo atto e l'amore che portava a questa sventuratissima Italia alimentava il suo spirito. E ben di lei si poteva dire che viveva nella patria, niente altro sperando ogni suo detto, niente altro non esprimendo le gentilissime sue rime. (da elogio funebre di Maria Giuseppe Guacci composto da Bruto Fabbricatore)
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026