Frasi
Frasi di Marino Moretti
16 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Le citazioni di Marino Moretti raccolte in un'unica pagina: 16 frasi, divise per libro e argomento.
Marino Moretti (scrittore, poeta e romanziere italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Marino Moretti
Ha smesso il lutto. Un vestina chiara. / Beethoven, terza pagina. Un sorriso / nell'ombra. S'è levata d'improvviso / con quel sorriso nella bocca amara. // Ha sonato di nuovo. La sua testa / ferma fra le candele. "Non dovete / cedere." Sguardo. "Pallide, inquiete / mani..." E la mano che più soffre è questa. (da Poesie scritte col lapis, La maestra di piano)
Il pontefice appare alla finestra / da cui pende l'arazzo con le chiavi. / Così alto, distante, / dopo i canti e la messa, / con la sua voce stessa, / ma un po' arrocata dall'altoparlante, / dice: "La scena fugace del tempo", / e fa un gesto più vivo. (da La finestra, in L'ultima estate, Mondadori, Milano, 1969, pp. 192-193, vv. 14-21)
Molti dei nostri affermano, anche in giornali non comunisti, che le persecuzioni contro gli ebrei in Russia sono una sacrosanta difesa contro i tradimenti del nazionalismo sionista. (da Dopo Buchenwald, in Racconti scelti, Mondadori, Milano, 1967, p. 261)
Ora erano penetrati in me certi bacilli che diremo dell'ignoranza, della volgarità, della liberalità, della democrazia sciamannata; ed è forse perciò, se non anche per il ricordo del più infelice e tetro de' miei congiunti, ch'io dovevo poi preferire nella vita la gente indotta, la cara superstizione. (da Il tempo felice: ricordi d'infanzia e d'altre stagioni, Treves, Milano, 1929, p. 46)
Quando l'anima è stanca e troppo sola / il cuor non basta a farle compagnia, / si tornerrebbe discoli per via, / si tornerebbe scolaretti a scuola. (da Poesie scritte col lapis, La signora Lalla)
Rammenti la domenica di qualche anno fa quando s'era insieme a Roma, in Piazza San Pietro, e vedemmo apparire il Papa alla finestra? A me fece una grande impressione, specie quando disse una frase molto bella: "la scena fugace del tempo" che non dimenticai e ripetei due o tre anni dopo in una poesia intitolata "La finestra".
S'alzan gli accenti sonori / delle più gaie canzoni / dai verdi rossi festoni / e dagl'intrepidi cuori. // E s'ode insieme una schiera / di donne cantilenare / nel breve cielo che pare / un cielo di primavera. (da Sentimento, Vendemmia, Edizioni Sandron)
Tra le letture di questi giorni (pochine e sbandate) ci sono stati i tre libri di Italo Calvino; interessante scrittore che scrive nervosamente bene senza far prosa d'arte, comunista ma non arido e senza lo stupido ottimismo dei comunisti. (da Marino Moretti-Bonaventura Tecchi. Carteggio 1929-1968, Edizioni di storia e letteratura, Roma, 2009, p. 125)
Tu e Papini avete insegnato tante cose in mezzo secolo e negli ultimi tempi ancor più che nei primi: tutta Italia dovrebbe esservene grata. (citato in Marino Moretti, Giuseppe Prezzolini, Carteggio. 1920-1977, a cura di Michele Ferrario, Ed. di Storia e Letteratura, 1995)
Via, non farmi dire che gli uomini sanno tutto e non sanno niente, mentre le donne non sanno niente e sanno tutto. (da Racconti scelti, p. 102)
Film
Tempi nostri - Zibaldone n. 2 (1954)
Dicono di Marino Moretti
A Marino Moretti / dalla finestra da lui celebrata / in riconoscente e riverente saluto / una consolatrice benedizione. Paulus VI.
È ancora da studiare la storia intima di Moretti fin'oggi reclutato sotto troppe e incostanti bandiere. Lo si è ingiustamente confinato nel limbo del crepuscolarismo e c'è voluto un Pancrazi perché quella deformante valutazione critica soccombesse; lo si è detto poeta della insufficienza della volontà, della non-resistenza al male: e ancora prima analista ed esperto chirurgo di anime, non so più se dostojewskiano o proustiano; e poi, col maturare dell'opera e la più varia struttura e configurazione dei personaggi, le tentazioni crebbero per un Moretti essenzialmente cristiano.
L'abitudine alla vita semplice, ordinata, frugale e solitaria gli ha dato una misura di saggezza sufficiente per non invidiare quelli che vanno di fretta. Li guarda correre, poi guarda sé: un po' d'ironia, molta malinconia... e ne nascono questi tratti sagaci e vivi che pungono, incidono qualche volta a segno, ma non offendono. Il non conformismo è il fondo della sua natura e la gente crede invece il contrario.
Nomina tranquillamente la morte (il che era ritenuto villano e impudico dagli imbecilli intellettuali); si intrattiene affabilmente col becchino del suo paese; conversa ogni domenica col cappellano del cimitero e risponde alle formule per la benedizione dell'acqua.
Ostinato e solitario, mite e tetragono, incapace di mercanteggiare i soccorsi mondani delle ideologie e delle retoriche.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026