Ritratto di Mario Rapisardi
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Frasi

Frasi di Mario Rapisardi

36 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Qui trovi 36 frasi di Mario Rapisardi: aforismi, passi tratti dai libri e citazioni con la loro fonte.

Mario Rapisardi (poeta italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Mario Rapisardi

I moti dei Fasci sono per noi come una propaggine del moto del 1860, inteso come "rivoluzione incompiuta". (da una lettera a Colajanni, 1894; citato in Napoleone Colajanni, Avvenimenti di Sicilia e le loro cause, 1895)
La bellezza fisica della donna è uno dei più generosi spettacoli che la natura concede ai mortali, sempre deliranti fra il dolore e la morte. (citato in Commentario Rapisardiano)
Mario Rapisardi non iscrive nei giornali; non accetta nomine accademiche, né candidature politiche ed amministrative; non vuol essere aggregato a nessun sodalizio; non ha tempo di leggere tutti i libri che gli mandano, molto meno i manoscritti; né di rispondere a tutti coloro che gli scrivano. E di ciò chiede venia ai discreti. (il suo biglietto da visita; citato in Commentario Rapisardiano)

Citazioni di Mario Rapisardi – Citazioni tratte da poesie

Ah! tu mi guardi e passi, / Mi guardi e passi, e la serena fronte / Al pianto mio s'imbruna... / E fischia il vento intanto, e dietro al monte / Cade la fredda luna. (Luna sulle nevi, da Le Ricordanze)
All'ipocrisia volpeggiante / fra la scuola e la sagrestia, ai conciliatori della scienza col sillabo, / all'imbestiato borghesume, che tutto falsando e trafficando, / d'ogni sacrificio eroico / beatamente sogghigna, / le coscienze, cui sorride ancora la fede / nel trionfo di tutte le umane libertà, / lanciano oggi ad una voce dalle università Italiane / una sfida solenne / a gloria della tua virtù, / a vendetta del tuo martirio / o GIORDANO BRUNO. (da Iscrizioni, in Poemetti, 1885-1907)
E se alle vostre piccolette gare / agli odi vostri, alme rissose, io penso / più che di sdegno di pietà sorrido. (citato in Commentario Rapisardiano)
I cessi catanesi in giubba e in guanti / Mi sfiatan contro il lor giudizio. Ahimè! / Io faccio uso di disinfettanti, / E il lor giudizio non arriva a me. (da Scherzi. Versi siciliani, a cura di A. Tomaselli, Etna, Catania 1933)
O fausto giorno / Che consentisti di venirmi a fianco! / Per incanto d'amor, giovine torno. (da Le Ricordanze)
Per monti e per abissi ella correa, / A la mia pace, all'amor mio rubella, / Femmina ad altri, a me regina e dea, / Ingannatrice sempre e sempre bella. (Disinganno, da Le Ricordanze)
Senza pianto una zolla e senza fiori / Terrà chi invan sfidò numi e tiranni. (citato in Commentario Rapisardiano)
Ti rapirò dove dal sen si sferra / Selvatico cavallo il genio mio, / Dove col mondo e la fortuna in guerra / Sorgo fra i lampi e sfido a morte Iddio. (da Le Ricordanze)

Atlantide – Citazioni

Ho creduto e crederò sino all'ultimo istante che flagellare i malvagi e smascherare gli ipocriti sia opera generosa e dovere massimo di scrittore civile.
Amate la verità più della gloria, più della pace, più della vita. Fate di essa la vostra spada e il vostro scudo.
O caste fogne, o verecondi truogoli, / L'Arte è raggio di sol che non s'impegola; / Il Ver non ama ambagi ed arzigogoli
Conosci tu il paese dei floridi aranceti / che ha su cento abitanti settanta analfabeti? / il paese poetico, dall'aure profumate / che riceve le rondini a suon di fucilate? / il paese del sole, il paese dei sogni, / dove il popol beato fa in piazza i suoi bisogni? / Dove assessor di pubblica igiene e uffizïali / di pubblica nettezza sono i polli e i maiali? / Dove sotto lo sguardo di mille indifferenti / sono esposte le bestie a' più crudi tormenti?

Frecciate

Odia i luoghi comuni la contessa: / come fa dunque a non odiar sé stessa?
Giovincelli, / Saccentelli, / Finocchielli, / Nati apposta per rompere i corbelli. / Li sprezzi e ridi? / Metton fuor li ugnelli. / Lor mostri i denti o i dindi? / Eccoli agnelli.
Tu scrivi che il Carducci è un'ardua quercia / Che i fruttiferi rami all'aria spande.... / E chi tel può negare, anima lercia, / Se ingrassato ti sei con le sue ghiande?
Chi piaggia il vulgo reo, de' buoni a danno, / Servo è che aspira a diventar tiranno.
Popol, che per amor d'ozio e di pane / Tien fede all'oppressore, è popol cane.
Son broda i versi tuoi, bofonchia Ciacco / E nel vin tuffa il grifo impertinente. / Ma se tu ancor ne brontoli, o vigliacco, / Ben deve la mia broda esser bollente.

Lucifero – Citazioni

AVVERTIMENTO
Questo poema, qua e là ritoccato nella forma, rimane intatto nella sostanza, tal quale apparve la prima volta nel 1877.
Da molte opinioni, in esso contenute, il pensiero dell'Autore s'è da molti anni dilungato, come sanno i lettori delle opere sue più recenti.
Lo studio più ordinato, la conoscenza più genuina degli avvenimenti storici, del nostro risorgimento politico specialmente, la meditazione più tranquilla dell'età matura, gli hanno dato una visione più chiara degli umani Ideali, hanno più direttamente orientate ed atteggiato il suo spirito verso il Vero, il Buono, il Bello : trinità unica dei Monisti, per dirla con Haeckel, la quale ha illuminato il suo intelletto, acceso il suo cuore, alimentato la sua fede nella perpetua ascensione dell'umanità.
La libertà, sublime / Pianta che sol dov'è cultura alligna! (canto II, vv. 184-185)
Come nei procellosi artici mari, / quando aquilon più li flagella, a stormo / l'irte díomedèe saltan su' flutti; / gavazzano fra' nembi, e col profondo / mugghio dell'oceàn mescono il grido: / vede il nocchier fra le stridenti antenne / svolazzar le sinistre ali, e maligni / spirti le crede, e si raggriccia e agghiada; / [...] (canto X, vv. 248-255)

Pensieri e giudizi

Ciò che le religioni hanno di mitico, di simbolico, di rituale o è una paurosa allucinazione dell'ignoranza, o fioritura fantastica di popoli primitivi, o speculazione interessata dell'impostura. Dio non è altro che la figurazione di quell'Ideale di amore, di giustizia, di pace che è in cima di tutte le umane aspirazioni. Far dipendere la morale da Dio è come farla dipendere da sé stessa. (I-IV)
La migliore azione, che possa fare un Re non amato dal suo popolo, è quella d'andarsene e di lasciarlo libero. (I-XX)
In risposta a un referendum del «Giornale d'Italia» sul quesito: «Re Manoel di Portogallo doveva combattere l'estrema battaglia alla testa delle truppe rimaste a lui fedeli, o ha fatto bene ad abbandonare il campo?»
No, no: quando la tua maschia figura sorgerà in Campo dei Fiori, o Giordano Bruno, i giovani penseranno che non è più tempo di sopportare le vigliacche transazioni di una gente che ha più paura della libertà che del disonore; si persuaderanno che, fintanto non si estirpi il prete da Roma, Roma non avrà piena coscienza dei suoi nuovi destini, l'Italia non avrà libere istituzioni, il popolo non racquisterà mai interamente la sua sovranità. (IV-II)
Le sonate di Beethoven c'inalzano nel regno indefinito del pensiero, agitato da occulte potenze, popolato di esseri sovrumani che parlano un linguaggio di vaticini superbi e di ricordanze sublimi. (II-VII)
Il regno di Bellini è tutto nell'indefinito sentimento, nella malinconia congenita della vita. L'amore e il dolore, argomenti perpetui di ogni arte, ricevono da lui un'espressione profondamente e sostanzialmente musicale. (II-VII)
Amo la musica sopra tutte le arti. Essa comincia dove la parola finisce: è la lingua universale di tutti i cuori che amano e dolorano sulla terra (e che altro è la vita se non amore e dolore?) ci solleva dalla realtà grigia all'impero sterminato e luminoso dei sogni; ci dà il sentimento e la nostalgia dell'Infinito. (II-VIII)
Quando ci diciamo cittadini del mondo, non intendiamo che l'amore della patria sia morto nell'animo nostro, vogliamo dire piuttosto che il nostro loco natío è per noi diventato ampio quanto la terra, che tutte le patrie si sono fuse in una sola, che il nostro amore si è diffuso a tutto il genere umano. (III-XI)

Dicono di Mario Rapisardi

Al poeta della libertà e della giustizia, al flagellatore degli ipocriti, dei venduti e degli sfruttatori della patria, manda un evviva con ammirazione d'artista, con gratitudine di cittadino e con affetto d'amico.
Edmondo De Amicis
Ho divorato il vostro Lucifero. L'opera grande! Voi avete scalzato l'idolo di tanti secoli e vi avete sostituito il vero. Se la metà degli italiani potessero leggerlo e comprenderlo, l'Italia avrebbe raggiunto il suo terzo periodo d'incivilimento umano. Sulla classica terra d'Archimede, voi avete sollevato un nuovo mondo. Coraggioso! All'avanguardia del progresso noi vi seguiremo; e possa seguirvi la nazione intera nella grand'opera di emancipazione morale da voi eroicamente iniziata. Accogliete un bacio fraterno dal vostro Correligionario.
Giuseppe Garibaldi
J'ai lu, monsieur, votre noble pòeme. Vous ètes un prècurseur……
Victor Hugo
Mario Rapisardi è, nell'Italia presente, il solo poeta che abbia saputo accogliere in versi di altissimo suono e di tempra incorruttibile il grido dei tempi nuovi.
Arturo Graf
Poeta e propugnatore / Mario Rapisardi / accolse nell'animo / espresse nel verso / i teneri e gli eroici affetti / le aspirazioni e i voti / della premente umanità / le angosce dell'inscrutabile / la religione suprema / del Tutto vivente. / Flagellatore imperterrito / di ingiustizia di viltà di menzogna / visse intemerato / morì da forte / esempio rimprovero ammonimento / a contemporanei ed a posteri.
Arturo Graf

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026