Ritratto di Massimiliano Parente
MatteoR · CC BY-SA 4.0

Frasi

Frasi di Massimiliano Parente

73 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Le citazioni di Massimiliano Parente raccolte in un'unica pagina: 73 frasi, divise per libro e argomento.

Massimiliano Parente (scrittore italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Massimiliano Parente

Nei grandi racconti degli scienziati si può retrocedere nello spazio e nel tempo, quando la vita era un muco vischioso sulla superficie degli oceani o formata da archeobatteri capaci di sopravvivere solo a temperature altissime e in assenza di ossigeno, organismi di millesimi di millimetro spesso dai nomi lunghissimi, come i chemiolitoautotrofi ipertermofili. Leggere la storia della vita raccontata dalla scienza relativizza la Storia umana, sopravvalutata dagli storici, dagli artisti, dai filosofi e dai romanzieri: ci si abitua a scale temporali dove un milione di anni è uno scarto irrisorio, e si assiste a uno spettacolo, «il più grande spettacolo della terra», come lo definisce Richard Dawkins nel suo ultimo libro edito da Mondadori, in cui il novantanove per cento delle specie vissute si sono estinte e per il novantanove per cento del tempo biologico l'uomo non c'era.
Da La vera letteratura? Oggi è nella scienza, ilgiornale.it, 17 novembre 2010.
Ai tempi di Vasari, [...] l'arte non solo era al servizio del mercato, molto peggio. Alla bottega del Verrocchio, dove imparò il mestiere Leonardo Da Vinci, si fabbricavano anche fibbie, scudi, elmi, else di spade, borchie di ogni foggia, in quanto l'artista era in sostanza un artigiano, e fuori dalla bottega al servizio delle committenze. Gli ordini importanti erano più o meno importanti opere propagandistiche: o propaganda fide o di qualche casa regnante o di qualche casata nobiliare. Quando Giulio II chiamava Michelangelo non chiamava soltanto un pittore ma il massimo mezzo tecnologico di persuasione visiva di cui un potere assoluto potesse disporre.
Attenzione quindi a andare per chiese e musei e scambiare le forme per contenuti degli artisti [...].
Da Basta lamentele da accademici: Koons è come Michelangelo, ilgiornale.it, 9 agosto 2011.
Il funzionamento di un superorganismo, analizzato negli organismi che lo compongono, è infatti prevedibile e dimostra come una società estremamente complessa si possa evolvere automaticamente, attraverso la collaborazione adattiva di migliaia di automi e l'esecuzione di algoritmi istintivi, senza alcun bisogno di una coscienza. Analogamente il formicaio della nostra coscienza è il risultato di processi non coscienti, basta scendere biologicamente di livello gerarchico, appena al di sotto dei processi consapevoli: nessun gene ha coscienza delle proteine che codifica, nessun nostro organo è al corrente di ciò che è. Il cuore batte senza sapere perché e i computer fanno calcoli complessi senza sapere di sapere la matematica.
Da Macché superuomo, il padrone del mondo è un superorganismo, ilgiornale.it, 4 dicembre 2011.
Ha vinto l'idea totalitaria che qualsiasi aspetto fondante dell'esistenza e dell'esperienza passi per la politica, rigorosamente declinata in chiave moralistica e barricadera. Qui perfino se venisse avvistato dalla NASA un asteroide in rotta verso la terra e della stessa dimensione di quello che causò l'estinzione dei dinosauri ci chiederemmo se è di destra o di sinistra o tecnico, altrimenti non sapremmo come prenderlo.
Da Se la cultura è ridotta a un talk show politico, ilgiornale.it, 13 gennaio 2012.
Io ogni tanto provo a aggrapparmi a Aldo Busi, uno dei pochi scrittori italiani a aver scritto romanzi veramente importanti, ma anche lui parla solo di società civile, dell'onestà, del governo in carica, come se fosse Beppe Grillo.
La pornografia si regge su una serie di suggestioni simboliche, e dura finché si riesce a pensarle come se fossero delle verità. L'arte talvolta può rappresentare la verità, mentre la verità è solo la verità, spesso la negazione della pornografia e perfino dell'arte. Se la gente pensasse alla verità dell'esistenza non riuscirebbe a vedere la pornografia, né a fare arte, e tantomeno sesso, perché vedrebbe solo il disgusto dei corpi.
Da un'intervista di Alberto Dandolo, dagospia.com, 15 ottobre 2014.
È così che Busi è una geniale invenzione di Busi che ha divorato se stessa, in quaranta libri, fino all'ultimo brandello di io narrante, è un'opera d'arte vivente della parola che si è fatta letteratura e poi di nuovo carne scrivente, soliloquio nevrotico e sublime, per esasperazione di sé e degli altri. [...] È l'unico scrittore a aver rifondato una lingua, l'italiano, uno stile unico attraverso cui smascherare l'ipocrisia estetica e etica di un Paese piccolo piccolo e, per metonimia, un'umanità in generale ancora più piccola ma mai quanto l'Italia. Se fossimo una nazione con un minimo di coscienza intellettuale, se non fossimo il Paese che sdilinquisce nella propria ignoranza per il comico che legge Dante e la Costituzione in televisione, o per il ragazzo pupazzo che combatte la mafia con una scrittura da farti pensare che un mafioso farà schifo ma scriverà meglio, dovremmo inserire i libri di Busi nelle scuole.
Mi sembra l'unico scrittore morale, spesso insopportabilmente morale, e allo stesso tempo estetico, enormemente estetico, nel senso che si legge perché detta legge.
Da In "Vacche amiche" Aldo Busi trasforma la vita in letteratura, ilgiornale.it, 24 aprile 2015.
Nei romanzi, come nel teatro, Bernhard non si ribella all'uomo moderno ma all'esistenza, e al mondo, alla natura, alla condizione umana tout court. [...]
Per comprendere Bernhard non si possono applicare cliché marxisti, il mito del buon selvaggio, la solita griglia interpretativa sociopolitica dell'intellettuale impegnato, lo si sminuirebbe e basta. Sarebbe meglio ricorrere alla biologia, a una ribellione più universale, più organica, a un'intolleranza cosmica per ogni illusione umana e umanistica, letteraria e filosofica e perfino procreativa.
Da Bernhard mette in scena la ribellione contro la vita, ilgiornale.it, 13 maggio 2015.
Il massimo poeta scienziato di ogni tempo fu ovviamente quel genio di Giacomo Leopardi, che da adolescente già produceva dissertazioni filosofiche sorprendenti: Sopra l'attrazione, Sopra l'estensione, Sopra l'idrodinamica, Sopra i fluidi elastici, Sopra la luce, Sopra l'elettricismo, per arrivare alla dura condanna della Natura («O natura, o natura / perché non rendi poi / quel che prometti allor? Perché di tanto / inganni i figli tuoi?») e alla conclusione che meno si conosce più si è felici, e i più felici erano gli antichi. Tuttavia non è che gli antichi, soprattutto i greci, conoscessero così poco, e fra l'altro non c'era nessuna separazione tra pensiero lirico e pensiero scientifico.
Giacomo Leopardi, A Silvia, vv. 35-38.
Mentre la teoria dell'evoluzione prese piede velocemente, quella genetica faticò a imporsi, e anche a essere compresa. Addirittura i primi genetisti la usarono paradossalmente contro l'evoluzione, sentendosene, chissà perché, più rassicurati, e non comprendendo quanto le due teorie fossero complementari. Nonostante i numerosi tentativi di smontarla, è proprio la genetica a aver fornito le prove inconfutabili dell'evoluzione. Dentro i nostri geni, infatti, in quell'alfabeto scritto con quattro elementi, Adenina, Timina, Citosina e Guanina, è impresso il più immane libro della Storia, una storia vecchia quattro miliardi di anni. Cosa singolare: l'Adenina è sempre appaiata alla Timina, la Citosina sempre alla Guanina, per cui il codice della vita è sostanzialmente binario, come il linguaggio in cui sono scritti i programmi del computer.
Da Così il nostro Dna ci ha resi migliori. Errore dopo errore, ilgiornale.it, 23 luglio 2016.
Adesso, con i cristalli di itterbio (che suona come un cattivo avverbio), abbiamo ingabbiato il tempo. È difficile comprenderlo se non si è dei fisici, ma basti pensare che il tempo può essere fermato. A livello di particelle elementari, certo, ma teniamo conto che ognuno di noi è polvere di stelle, ossia ogni atomo del nostro corpo si è formato nelle stelle, e dunque tutta la materia è fatta di atomi, anche il nostro corpo. Basti pensare che ci sono più atomi nel nostro corpo che stelle nella nostra galassia. Più atomi nel nostro corpo che granelli di sabbia nel mondo.
Da È il sogno eterno: l'anatomia di un istante, ilgiornale.it, 13 marzo 2017.
In sostanza un buon psichiatra è un pusher. Ci andate per farvi inibire la ricaptazione della serotonina, della dopamina, della noradrenalina, per farvi sentire meglio con della chimica artificiale, per contrastare la chimica naturale che vi fa star male. Vige ancora questa sottocultura del chimico contrapposto al naturale: se ho poca serotonina nelle mie sinapsi sto chimicamente male e poco me ne fotte che stia male naturalmente, voglio star bene artificialmente. Né più né meno di uno zoppo che si fa operare al menisco per camminare meglio, e se è paraplegico usa una sedia a rotelle, non striscia come un personaggio di Beckett solo perché sarebbe più naturale.
Da Io, alcolista, e i miei salvatori peggio di me, ilgiornale.it, 5 maggio 2017.
Questa retorica della dipendenza non la sopporto: qualsiasi cosa bella dà dipendenza. Se non dà dipendenza, non vale la pena di farla. Inoltre la vita è fondata sulla dipendenza, siamo praticamente dipendenti da tutto: dall'ossigeno e dall'azoto che respiriamo, dal cibo che mangiamo, dall'orinare e dal defecare, e quando va male, cioè alla maggior parte, si è dipendenti dal lavoro, i quali lavoratori se non sono autonomi vengono chiamati proprio così, dipendenti.
Se dovessimo trovare un centro filosofico comune della letteratura americana dell'ultimo mezzo secolo, sarebbe senz'altro l'impatto dell'entropia con la società capitalistica. Ossia il contrasto tra un mondo di consumi e felicità promessa con la seconda legge della termodinamica, la tendenza naturale di ogni cosa verso il caos, la presa di coscienza della caduta di ogni credibilità metafisica al cospetto di una modernità che promette tutto tranne una cosa: la fine del decadimento, la salvezza dalla morte. Unica speranza di vita eterna la scienza: ma chissà quando. E così dal minimalismo tragico di Raymond Carver al rumore bianco di Don DeLillo, dall'everyman di Philip Roth (e tutti gli Zuckerman) al Frank Bascombe della trilogia di Richard Ford (ultimo volume dal titolo emblematico: Lo stato delle cose), la visione è sempre quella di un individuo schiacciato dalla quotidianità e dal lento deteriorarsi del fisico e di ogni idea di felicità possibile.
Da "Coniglio" perde il pelo ma non il vizio di vivere, ilgiornale.it, 26 maggio 2017.
Il mio nonno ideale è Piero Angela, se potessi gli chiederei di adottarmi. Novant'anni compiuti, gentile, sorridente, un gran signore, e mica uno di quelli che ti annoiano parlando della lotta partigiana. Con lui trascorrerei molte notti a parlare di astrofisica e biologia, di buchi neri e di evoluzione, di elettroni e relatività ristretta e generale, e poi soprattutto, sebbene a vederlo possa sembrare il contrario, non è uno che le manda a dire, insomma c'è da divertirsi.
Da Rai, "tessere", Grillo e ciarlatani. La soave perfidia di Piero Angela, ilgiornale.it, 6 giugno 2017.
In un centro commerciale si può mangiare italiano, giapponese, indiano, africano, e tutto diventa uguale (e però i comunisti non dovrebbero essere contenti se tutto è uguale?), e tuttavia anche per Augé sono posti di alienazione, di spersonalizzazione, di mortificazione dell'essere umano. Ma c'è da dire che tutto ciò che è moderno, per la sinistra intellettuale, è alienazione (e però andatevi a vedere l'orrore dei centri commerciali della Germania dell'Est, che cercavano di imitare quelli occidentali).
Da Quei paesi dei balocchi e dei nuovi zombie, ilgiornale.it, 24 settembre 2017.
Niente di più tragico di un comico che non fa ridere, soprattutto se si mette a scrivere, perché sulla carta non puoi mascherare la banalità con il modo di parlare o le espressioni facciali.
Da ilgiornale.it; riportato su Il tristed eclino di Luciana Littizzetto, dagospia.com, 28 dicembre 2018.
In genere una prefazione è il testo di un coglione letterato ammuffito che vuole mettere i suoi brutti piedi in testa a un testo per metterci un timbro.
Dalla prefazione a Giulia Bignami, La zattera astronomica, La nave di Teseo, 2021. ISBN 978-88-9388-832-5
Wikipedia Italia chiude? E chisse­nefrega, anzi io festeggio, non ne potevo più.
In sintesi è dare la possibilità di disegnare il vostro ritratto pubblico al vostro peggior nemico. Il principio base è la deresponsabilizzazione assoluta, dove viene scambiato per «censura» l'intento di impedire una dittatura dell'anonimato, il contrario della libertà di stampa e di espressione.
In generale, d'altra parte, internet funziona così: puoi scrivere tutto su tutto, non devi verificare nulla, non devi rispondere di nulla, non devi firmarti, altrimenti è censura.
Cogito ergo sum, ergo scrivo, ergo mi autopubblico, ergo mi autoleggo e chi s'è visto s'è visto. Stringi stringi: che bisogno c'è dell'editore? Mi pubblico io. Che bisogno c'è del lettore? Mi leggo io.
In biologia si chiamerebbe nicchia evolutiva, in economia quota di mercato, nella psicologia del web è un travaso di nulla nel nulla, una logorrea autoreferenziale.
Zuckerberg lo ha capito quando ha chiamato la bacheca «diario», ossia informare gli altri non della straordinarietà, ma della quotidianità delle proprie vite ordinarie. Mi sono svegliato, sono allegro, sono depresso, ho mangiato, ho pisciato. Non si posta una foto perché ci si sta arrampicando come Tom Cruise sul Burj Khalifa, è sufficiente mostrare lo zampone con il cotechino cucinato dalla zia per capodanno.
Molte trasmissioni lo hanno capito e pubblicano in diretta i tweet: un'indagine ha rivelato che mandare in onda i tweet aumenta l'ascolto, ossia l'auto-ascolto. Si noti che in tv ormai nessuno commenta mai i tweet inviati, passano in sovraimpressione e basta perché tanto basta.
Insomma, su Netflix, ieri ho visto Adolescence, che all'inizio prendi come una delle tante serie crime con al centro un adolescente (colpevole o innocente non ve lo dico, per non spoilerarvi neppure la prima puntata), ma qualcosa di strano e di ipnotico serpeggia dentro lo spettatore senza che se ne accorga, quantomeno nelle prime sequenze. Che non sono sequenze, ma ci arrivo tra poco.
Nella tragedia, in cui qualsiasi genitore di un figlio adolescente si indentifica immediatamente (quanto conosco davvero mio figlio? Quanto mi dice tutto?) si viene risucchiati senza potersene staccare, con un senso di disagio crescente, dicevo, anche grazie alla tecnica usata dal regista Philip Ballantini: un unico piano sequenza per ognuna delle quattro puntate. Sì, avete capito bene, e è realizzato così bene che ce ne accorgiamo dopo un po', perché è come se fosssimo lì, in tempo reale, tanto che ti domandi perché complicarsi la vita girando tutto in piano sequenza per una serie, ma ti rendi conto che non è un virtuosismo, è un mezzo narrativo potentissimo usato da Ballantini per immergerti fino al collo e oltre in una sabbia mobile psicologica insieme agli attori.
Quando arrivano i titoli di coda ti resta un senso di angoscia verso ciò che non puoi controllare dei tuoi figli, verso le tue stesse responsabilità di genitore spesso distratto, e la bravura sta anche nel rendere tutto scivoloso e terrificante e con le colpe molto sfaccettate.
Da vedere, entrando in questo lungo, incredibile piano sequenza nel rapporto tra genitori, figli, maschi, femmine, violenza, sessismo, bullismo, cyberbullismo, senza uscirne facilmente neppure alla fine.

Citazioni di Massimiliano Parente – Citazioni non datate

Barocco è il mondo, come diceva Gadda, quindi talvolta per dire il mondo bisogna esser barocchi.
Video disponibile su youtube.com.
"Mistero" è il nome di comodo che l'ingenuo dà alla propria ignoranza.
Tutti sono contenti di fare figli e procreare ma in realtà fanno ciò che fa ogni animale, dalla cellula all'uomo, dal passerotto che fa il nido fino alla formica che fa il formicaio, e non mi sembra una cosa intellettivamente molto elevata, ma animalesca, appunto. Uno può replicare che questa è la natura, ma anche l'istinto alla violenza è natura, l'istinto alla guerra è natura e normalmente l'uomo è la negazione della natura. La natura stessa è una cosa devastante, è una lotta dove vince il più forte, chi si sa adattare. E io, rispetto a questa dimensione così tragica dell'esistenza, non riesco a pormi in maniera ipocrita, non accetto la finzione sociale. Sono contro la procreazione perché provo rabbia verso l'illogicità dell'esistenza.
Citato in Moreno Pisto, Massimiliano Parente, writeandrollsociety.com.
Uno scrittore che non si ponga di fronte alla realtà dell'universo e dell'essere umano in ogni sua parola non è uno scrittore ma un narratore. Uno scrittore che scriva romanzi per dare una visione salvifica, addirittura ancora metafisica, è un prete mancato, e in Italia sono tutti preti, più o meno consapevoli. Fate caso alle quarte di copertina dei romanzi, hanno tutte un minimo comune denominatore consolatorio.
Da Laura Zambelli, Intervista a Massimiliano Parente, mangialibri.com.

Facebook – profilo ufficiale

La vita al limite sarebbe accettabile se morissimo insieme alle persone che amiamo, di colpo, senza accorgercene.
Da un post sul profilo ufficiale facebook.com, 1º luglio 2016.
Ma anche tutti questi filosofi e poeti e letterati del passato e del presente che parlano della Natura personificandola: come mettersi a parlare di una sedia credendo che gli atomi che la compongono abbiano una qualche consapevolezza della loro sedietà.
Da un post sul profilo ufficiale facebook.com, 24 luglio 2017.
L'aberrazione del relativismo culturale: se un singolo musulmano uccide un omosessuale è un assassino, se li impiccano ogni giorno in un paese musulmano è una cultura da rispettare.
Da un post sul profilo ufficiale facebook.com, 29 agosto 2017.
È curioso come, nonostante l'evoluzione sia un fatto provato ormai da più di un secolo di ricerche, dalla paleoantropologia alla genetica alla biologia molecolare (che non c'erano ai tempi di Darwin), fino alla prova definitiva, il sequenziamento del DNA, per screditarlo nel mondo umanistico si parli ancora di "darwinismo" (rendendolo simile a una corrente di pensiero). Ma nessuno chiama la legge di gravitazione universale "newtonismo", o la teoria della relatività "einsteinismo".
Da un post sul profilo ufficiale facebook.com, 2 dicembre 2017.
Se volete salvarvi dall'amore di chi vi ucciderà, fatevi odiare da chiunque.
Da un post sul profilo ufficiale facebook.com, 27 aprile 2018.
Anche quelli contro i gay pride hanno diritto a fare un coglioni pride.
Da un post sul profilo ufficiale facebook.com, 2 luglio 2018.

X/Twitter – profilo ufficiale

Tutta questa diffidenza popolare verso la scienza ma nessuno che si butti dalla finestra per contestare la teoria della gravità.
Da un post sul profilo ufficiale twitter.com, 17 giugno 2018.
Unica legge elettorale sensata qui sarebbe l'abolizione del suffragio universale. Bisogna superare esami per fare gli avvocati, i medici, i giornalisti, perfino gli autisti, ma se devi guidare il paese basta essere dei coglioni votati da milioni di altri coglioni.
Da un post sul profilo ufficiale twitter.com, 26 marzo 2019.
Salvini è riuscito a farmi diventare razzista. Ora penso che gli italiani siano geneticamente una razza di coglioni.
Da un post sul profilo ufficiale twitter.com, 19 agosto 2019.
Se il PD fosse un porno sarebbe il letto.
Da un post sul profilo ufficiale twitter.com, 25 agosto 2020.
Maradona era un grandissimo nella vita. Personalmente disapprovo solo che avesse giocato a calcio.
Da un post sul profilo ufficiale twitter.com, 26 novembre 2020.
Corteggi? È stalking. Fai un apprezzamento? È catcalling. Spieghi? È mansplaining. Non ci provi perché è brutta? È bodyshaming. Ti masturbi? Sei un incel. Se non ci fosse stato l'inglese ancora qualcuno scopava.
Da un post sul profilo ufficiale twitter.com, 6 aprile 2021.
Sparano su cento persone. Settanta hanno il giubbotto antiproiettile, trenta no. Trenta senza giubbotto muoiono, sessantotto con il giubbotto si salvano, due con il giubbotto muoiono lo stesso. Il novax ne deduce che i giubbotti non funzionano, anzi ti uccidono.
Da un post sul profilo ufficiale twitter.com, 17 settembre 2021.
Jannik Sinner, campione assoluto, elegante, consapevole, per niente sbruffone, pesa le parole, corretto con gli avversari, rappresenta l'Italia e il contrario degli italiani.
Da un post sul profilo ufficiale x.com, 16 gennaio 2025.

X/Twitter – profilo ufficiale – 2022

È molto divertente che "quello che non vi dicono" lo sappia e ve lo dica sempre un coglione.
Da un post sul profilo ufficiale twitter.com, 17 aprile 2022.
Sono per i diritti omosessuali perché sono gay? Sono per l'aborto perché sono una donna incinta che non vuole un figlio? Sono per l'eutanasia perché sono malato? No, si chiama libertà.
Da un post sul profilo ufficiale twitter.com, 9 settembre 2022.
Il discorso è semplice: sei contrario all'eutanasia? Non la fare. Sei per la famiglia naturale (qualsiasi cosa significhi), fatti la famiglia naturale. Sei contro l'aborto? Non abortire. Credi nel tuo essere immaginario? Pregalo. Ma non rompere i coglioni agli altri.
Da un post sul profilo ufficiale twitter.com, 10 settembre 2022.
Neppure Gaber avrebbe mai immaginato che appoggiare un Apple Watch a un POS per pagare un caffè è di sinistra mentre frugarsi in tasca per cercare delle monete è di destra.
Da un post sul profilo ufficiale twitter.com, 15 dicembre 2022.

X/Twitter – profilo ufficiale – 2023

Il problema della sinistra in Italia è che mescola i diritti civili con uno statalismo di matrice anticapitalista. Il problema della destra è che lascia i diritti civili alla sinistra, in nome di uno statalismo identitario moralista, tradizionalista (facendo iniziare la tradizione quando pare a loro, di sicuro dopo il divorzio), altrettanto anticapitalista. Il problema insomma è che in Italia non esistono né una destra né una sinistra capitaliste e liberali, in cui al centro ci siano la modernità, una visione del mondo moderna e scientifica, e i diritti dell'individuo.
Da un post sul profilo ufficiale twitter.com, 9 aprile 2023.
Pazzesco che i contrari all'utero in affitto siano gli stessi che credono nella realtà di un best seller fantasy sessista di duemila anni fa scritto da maschi dove l'utero di una donna sposata è stato inseminato da uno spirito mandato da un maschio onnipotente per partorire il figlio maschio che avrà dodici seguaci maschi.
Da un post sul profilo ufficiale twitter.com, 9 aprile 2023.
Voglio raccontarvi una storiella. Si intitola Salvate il soldato Borgonovo. Inizia quindici anni fa circa, quando collaboravo con Libero. Tra i redattori cultura c'era Francesco Borgonovo. Diventammo amici, uscivamo a bere, finché non mi confidò la sua omosessualità, e anche la felicità trovata con un compagno, di cui si sentiva la mogliettina, cucinando e facendo le pulizie. Facevamo battaglie libertarie [...]. Poi passò a La Verità, e nel tempo ha sposato ogni tesi antiscientifica, antioccidentale, filoputiniana, no vax, contro le famiglie gay, contro ogni liberalismo individuale. A vederlo oggi, prezzemolo reazionario e accigliato dei talk show, mi fa tristezza, mi sembra un mix tra un impresario delle pompe funebri e un impiegato del Terzo Reich. La domanda è: cosa gli ha fatto Belpietro? Cosa ti fanno a La Verità? La verità, vi prego, sull'amore, e ridateci Borgaynovo, era così intelligente e simpatico.
Da un post sul profilo ufficiale twitter.com, 21 aprile 2023.
[...] l'omofobia di chi, oltre a togliere i diritti alle famiglie gay, ritiene che dire di qualcuno che è omosessuale sia infamante. Come se avessi detto che è pedofilo. Ah no, quelli vengono tollerati, basta farsi preti.
Da un post sul profilo ufficiale twitter.com, 22 aprile 2023.

X/Twitter – profilo ufficiale – 2024

Cari amici, arriva per tutti prima o poi il momento in cui ci si stanca di stare su questo social, e decidere di chiudere l'account, perché alla fine ci si rende conto che i follower che abbiamo qui non c'entrano niente con la nostra vita reale, con la nostra esistenza, con le sofferenze interiori, con il nostro interesse per gli altri, con il nostro pensiero [...], mentre per altri questo è l'unico posto per esprimersi, illudendosi di essere meno soli, ma anche questi altri, ognuno di voi, ha scritto un post per annunciare che chiudeva l'account, per farsi scrivere sotto no, non lo fare, ci mancherai, e poi tornare dopo due giorni, per farsi dire che bello, sei ritornato, e illudersi di avere degli affetti veri, qui, degli amici veri, qui. Invece qui tutto è finto, è falso, è superficiale, quindi col cazzo che me ne vado, è bellissimo stare qui. Buongiorno a tutti, anche a voi sfigati che annunciate di andarvene e poi tornate.
Da un post sul profilo ufficiale x.com, 11 marzo 2024.
Se elimini i seminaristi gay in Vaticano di etero restano solo i pedofili.
Da un post sul profilo ufficiale x.com, 29 maggio 2024.
Non si arriverà mai alla meritocrazia [...] quando si continua a portare avanti la mediocrazia dei propri amici in cui ognuno riconosce la rappresentanza della propria mediocrità.
Da un post sul profilo ufficiale x.com, 6 ottobre 2024.
Il futurismo fu davvero la prima avanguardia artistica italiana a influenzare tutte le avanguardie storiche europee. Sono solo sospette le ragioni per cui è adorato da una certa destra culturalmente provinciale e passatista. Marinetti oggi guarderebbe avanti, non indietro.
Da un post sul profilo ufficiale x.com, 1º novembre 2024.
Non ho ancora chiaro quale sarà il ruolo di Donald Trump dentro il governo di Elon Musk.
Da un post sul profilo ufficiale x.com, 14 novembre 2024.
A parte che non ho capito chi sarebbero le belve della trasmissione Belve (gli ospiti?), ma mi sembra che il senso sia farsi intervistare dalla Fagnani per far fare la belva romana intelligente alla Fagnani che farebbe le stesse espressioni anche se intervistasse Einstein.
Da un post sul profilo ufficiale x.com, 1º dicembre 2024.

Mamma: romanzo d'autore

Non vi è successione tra gli eventi, nessuna narrazione, nessuna accettabile. Nessuna geografia dell'anima. Solo ipotesi precise. Immagini. La sua immagine. Le sue parole. Nel non detto si apre lo spazio biografico dell'impossibile, ripetuto all'infinito e spacciato per letteratura in ogni dettaglio, apocrifo o no, e invisibile perché troppo evidente. (p. 34)
E poi, tempo di fermarsi sul ciglio della strada nei pressi della zona industriale, il pompino c'è stato davvero, non per compassione, figurati, ma ero curiosa, e non del cazzo, che sapevo sarebbero stati i soliti sedici diciassette centimetri medi di impiegato medio sposato con prole, come sapevo che non avrebbe resistito a sborrarmi in bocca dopo neppure quattro minuti, ma ero curiosa piuttosto di me stessa, di vedermi attraverso lo sguardo stupefatto di lui, sentirmi immagine attraverso il suo respiro, la sua storia, e inchiodare per sempre la sua esistenza alla gigantografia di quei momenti, ai fotogrammi di cui non si sarebbe più liberato, per questo gliel'ho succhiato bene, per farglielo sentire, per ingabbiarlo nella differenza tra quello che gli fa sua moglie e un vero, sapiente pompino di donna. (p. 53)
Quando conosco un uomo mi batte forte il cuore quando sento che è arrivato il momento del primo pompino, te l'ho mai detto? (p. 54)
Disse che lo squalo bianco è l'animale perfetto. L'unico che non abbia avuto bisogno di evolversi dalla preistoria a oggi, sopravvissuto anche all'estinzione dei dinosauri. Una incontrastata macchina da guerra, non ha sentimenti né vita di gruppo, cannibalismo dei feti, potenza di morso 500 kg al centimetro cubo, un occhio nero, inespressivo e feroce. (p. 64)
Io calcolo sempre il mio trucco e i miei abiti per non farli essere mai troppo discinti né troppo castigati, e l'unica libertà estetica in senso erotico che mi prendo è quella delle unghie sempre curate e smaltate di rosso ciliegia o rosso scuro, di quello non potrei fare a meno, perché come si fa a sentirsi donne senza smalto? (p. 104)
Un signore un giorno me ne ha dato una definizione splendida, un signore che era seduto vicino a me al cinema, una domenica, e con il quale non mi ricordo neanche né come né perché mi ritrovassi in auto a spompinarlo, insomma quest'uomo sposato mi disse, ansimando, il viso stravolto e sudato, mi disse che nonostante tutte le bocche di ventenni come la mia che lo avevano succhiato a pagamento, era come se glielo avessero succhiato per la prima volta, cioè si rendeva conto di non aver mai provato un pompino, disse che il mio risucchio era così forte che sentiva un calore sulla punta del cazzo e lo sperma che dalle palle saliva pian piano su, verso il calore, e allora mi ha fatto riflettere che i termini pompino e bocchino non sono così sinonimi e interscambiabili quanto si crede, cioè molte donne si limitano a prenderlo in bocca e a muovere la testa, in definitiva masturbano usando la bocca facendo dei bocchini appunto, mentre io, io succhio con la forza aspirante di una pompa, voglio dire faccio pompini veri, nel senso letterale, etimologico del termine. (p. 111)

Parente di nessuno – Citazioni

Minuscola tresca paesana, bella triangolazione sentimental-speculativa tra una appariscente direttrice didattica in tacchi a spillo, un maestro di nome Fagiolone, la Gentilin e, fuori o fin troppo dentro, va da sé, l'io narrante, lo scrittore, che si riflette e si immedesima nella protagonista. C'è sempre più, in Busi, l'esigenza di una immediatezza linguistica fresca e dolorosa con cui congiungere l'estetica della parola alla parola popolare, alla conquista, si capisce, di un'ultima parola davvero ultima, verso una religiosità laica, un'esistenza eroica senza religione né feticci, spietata ma morale, nichilistica ma vitale, che scandaglia nell'animo umano la straordinarietà della banalità, e il baratro dietro le pupille di ciascuno.
Aldo Busi, d'altra parte, nei romanzi più belli ti rivolta come un calzino la pochezza dell'italianità più opportunistica e bieca e corrotta e cialtrona e machiavellica, leggendolo leggi una lingua sfavillante e mai letta, resti a bocca aperta e te lo immagini, Busi, astrattamente sospeso su un qualche empireo da sub-dio, su un Olimpo à la Arbasino, o giù in una fogna à la Céline, o a marcire in un carcere à la Genet, invece apri un quotidiano e lui ti fa un santino di Di Pietro e un altro di Cofferati, perché sono buoni e puri, e ci aspetteremmo di meglio, noi busiani ripudiati da Busi: o un isolamento più splendido, o una militanza più complicata.
Caro Antonio D'Orrico. Poi uno si chiede come hanno fatto i contemporanei di Kafka a non accorgersi di Kafka, come è possibile che quando c'era Melville non vedessero Moby Dick, come potessero i critici d'arte non capire gli impressionisti e non vedere niente, se non macchie di colore e difetto di pittura, sull'Olympia di Manet.

Dicono di Massimiliano Parente

C'è in Parente, nel suo libro , una violenza compressa, un accanimento con cui chiede alla vita (d'artista) di essere più della vita. Per lui ogni essenza permanente si è dileguata, al pari dell'idea stessa di valore. Il mondo dell'arte è la rappresentazione più bruciante del trascolorare dei valori, delle reputazioni, delle ambizioni.
Aldo Grasso
È un pazzo. Lucido ma folle. Basti pensare che in questi giorni è uscito un suo libro, pubblicato dalla Nave di Teseo (Elisabetta Sgarbi, sorella di Vittorio), intitolato la Trilogia dell'inumano. Inutile dire che l'inumano è lui stesso, talmente intelligente e pungente da sembrare o essere uno squilibrato.
Vittorio Feltri
Più estremo di Miller e di Céline.
Vittorio Sgarbi

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026