Ritratto di Matsuo Bashō
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Frasi

Frasi di Matsuo Bashō

38 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Una raccolta di 38 citazioni di Matsuo Bashō, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.

Matsuo Bashō (poeta giapponese). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Matsuo Bashō

A un peperone / aggiungete le ali: / una libellula rossa.
Il peperone; 1944, p. 42.
Affida al salice / tutti i moti / del cuore.
Al discepolo Ensui; 1944, p. 39. Commento di Miyamori citato da Rigacci: «Non permettere che il tuo spirito sia oppresso dalle passioni, dai cattivi pensieri e dalle ingiuste ambizioni, ma sforzati sempre di tenerlo calm
Anche i corvi / come son belli / nel mattino di neve!
I corvi in un mattino di neve; 1944, p. 8.
Amici separati / per sempre – oche selvagge – / perse tra le nuvole.
Da Amore e orzo: , a cura di G. D'Ambrosio Angelillo, Acquaviva, Acquaviva delle Fonti, 2005, p. 223. ISBN 88-7877-018-3
Avendo udito che il fagiano divora il serpente, quanto orrida ne risuona la voce.
Bello è anche il giorno bigio / in cui / la pioggia cela il Fuji.
Citato in Fosco Maraini, Ore giapponesi, Corbaccio editore, p. 137. ISBN 978-88-7972-207-0
Coloro che navigano sulla barca della vita, o invecchiano conducendo cavalli, viaggiano per sempre, e la loro casa è ovunque li portino i viaggi.
Citato in AA.VV., Il libro della letteratura, traduzione di Daniele Ballarini, Gribaudo, 2019, p. 92. ISBN 9788858024416
Con una tenera foglia / potessi asciugare / le lacrime dei tuoi occhi.
Citato in Shundō Aoyama, La voce del fiume, , a cura di Donatella Trotta, Fabbri Editori, I classici dello spirito, Milano, stampa 1998, p. 236.
È quasi pronto / lo scenario di primavera / la luna e il prugno.
La luna e il prugno; 1944, p. 10.
Erba estiva: / dei sogni di gloria dei grandi guerrieri, / ora, / rovine, / e null'altro.
In Cento haiku, scelti e tradotti da Irene Iarocci, presentazione di Andrea Zanzotto, tredici illustrazioni, Guanda, Parma, 1991, p. 92. ISBN 8877462671
Gloriosa luna! / ho vagato / intorno allo stagno / tutta la notte.
Contemplazione della luna nel mio eremitaggio; 1944, p. 35.
Il canto / delle cicale / non dà segno / di loro vicino morire.
Le cicale; 1944, p. 10.
Il cavallo ha brucato / l'ibisco della siepe / sul ciglio della via.
Poesia composta a cavallo; 1944, p. 11. Nota di Rigacci: «[...] se il fiore non si fosse messo dinanzi in un luogo troppo in vista, non sarebbe stato scorto e mangiato.»
Il dio del vagabondaggio mi tolse la pace facendomi impazzire, e l'invito della divinità protettrice dei viandanti mi distrasse da ogni altra cosa.
Dal Taccuino della gerla. Citato in Daniele Abbiati, Haiku, il mondo in diciassette sillabe, ilgiornale.it, 22 dicembre 2005.
Il mio cavallo cammina / per la pianura d'estate: / mi vedo in una pittura.
La brughiera d'estate; 1944, p. 19.
Il vecchio stagno! / la rana salta / tonfo dell'acqua.
Il vecchio stagno; 1944, p. 9.
L'ombra di una vecchia / che piange sola, / la luna per compagna.
In Haiku. Il Fiore della Poesia Giapponese da Basho all'Ottocento, a cura di Elena Dal Pra, Mondadori, 2015, pp. 34-65.
La primavera se ne va – / piangono gli uccelli, sono lacrime / gli occhi dei pesci.
In Il muschio e la rugiada. Antologia di poesia giapponese, a cura di Mario Riccò e Paolo Lagazzi, traduzione di Mario Riccò, Fabbri Editori, Milano, 1997, p. 101.
La quercia s'erge maestosa senza curarsi dei fiori del ciliegio.
Le nubi ogni tanto / ci danno riposo / mentre guardiamo la luna.
La luna e le nuvole; 1944, p. 29.
Le quaglie cinguettano al buio sapendo che gli occhi del falco non hanno più potenza visiva.
Mare selvaggio / e sopra l'isola di Sado / la Via Lattea.
In Shūiki Kato, Storia della letteratura giapponese, Marsilio, 1989; citato in Alfonso Berardinelli, 100 poeti, Itinerari di poesia, Mondadori, Milano, 1997, p. 31. ISBN 8804435003
Matsushima / aah Matsushima / Matsushima.
Citato da Ornella Civardi nell'Introduzione a Yasunari Kawabata, Racconti in palmo di mano. Suggestioni e artifici, a cura di Ornella Civardi, traduzione dal giapponese di Ornella Civardi, Marsilio Editori, Venezia, 1990
Meravigliosa quiete! / Il canto delle cicale / affonda nelle rocce.
Tra parentesi tonde nel testo.
Nessuna faccia graziosa / nel gruppo / che guarda la luna.
La luna; 1944, p. 12.
Nobiltà di colui / che non deduce dai lampi / la vanità delle cose!
Il lampo; 1944, p. 14.
Non un grano di polvere / a turbare il chiarore / del crisantemo bianco.
In 106 haiku, traduzione di Elena Dal Pra, Mondadori, Milano, 1999. ISBN 8804448970, p. 32.
Ohimè, quel coleottero radioso la notte non è altro, alla luce del giorno, che un insetto dal collo rosso.
Passero amico, / risparmialo, il tafano / che gioca tra i fiori.
Prendo il mio primo pasto con gli occhi sulle glorie del mattino.
Quieta dimora / un picchio becca / sui pali.
Una quieta dimora; 1944, p. 20.
Se appena parlo, / le labbra sentono freddo / tirando vento d'autunno.
Le labbra sentono freddo; 1944, p. 39. Nota di Rigacci: «Elogio del silenzio. È passato quasi in proverbio fra la gente colta.»
Si spegne l'eco della campana / persiste il profumo dei fiori: / è sera!
In Haiku antichi e moderni, parte prima a cura di Mario Scalise e Atsuko Mizuguchi Folchi Vici, parte seconda a cura di Carla Vasio, traduzione dal giapponese di Araki Tadao ed Ettore Corò, versione italiana di Carla Vas
Su un ramo spoglio / si posa un corvo / crepuscolo d'autunno.
Un corvo su un ramo spoglio; 1944, p. 9.
Tempio di Suma – Ascolto / un flauto che nessuno suona / nel bosco scuro d'ombre.
In Il muschio e la rugiada. Antologia di poesia giapponese, a cura di Mario Riccò e Paolo Lagazzi, traduzione di Mario Riccò, Fabbri Editori, Milano, 1997, p. 102.
Tutta la voce / consumata dallo strillare / resta il guscio della cicala.
Un guscio di cicala; 1944, p. 41.
Traverso la landa d'estate / ci guida un uomo che porta / un fascio di fieno sul dorso.
La landa d'estate; 1944, p. 23. Nota di Rigacci: «Un contadino che camminava avanti portando il foraggio sul dorso, senza saperlo, servì da guida a Bashō e a Sora che altrimenti si sarebbero smarriti pel vasto deserto de
Verrà quest'anno / la neve / che insieme a te contemplai?
La neve; 1944, p. 11.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026