Ritratto di Michael Moore
David Shankbone · CC BY 3.0

Frasi

Frasi di Michael Moore

66 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Qui trovi 66 frasi di Michael Moore: aforismi, passi tratti dai libri e citazioni con la loro fonte.

Michael Moore (regista statunitense). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Michael Moore

Viviamo in un paese in cui bombe e missili hanno più valore dei libri di testo e degli insegnanti.
Da Il cecchino al bowling, Internazionale, n. 461, 31 ottobre 2002, p. 11.
Grazie. Tante grazie. Ahh. Vorrei ringraziare l'Academy a nome dei nostri produttori, Kathleen Glynn e Michael Donovan, dal Canada. Ho invitato sul palco gli altri miei colleghi documentaristi candidati al premio, e ci piacerebbe, eccoli qui, sono qui e sono solidali con me, perché a tutti noi piace descrivere la realtà e invece viviamo in un'epoca fittizia. Viviamo in un tempo in cui si tengono votazioni fittizie che eleggono un presidente fittizio. Noi, noi viviamo in un tempo in cui c'è un uomo che ci manda in guerra per ragioni fittizie. Che sia la finzione del nastro isolante o degli allarmi arancio, siamo contro questa guerra, signor Bush. Vergogna, signor Bush. Vergogna. E si ricordi che mettersi contro il Papa e le Dixie Chicks vuol dire avere i giorni contati. Grazie mille.
Nastro isolante argentato utilizzato negli impianti idraulici. Nel febbraio 2003, tale nastro fu raccomandato dall'amministrazione Bush come indispensabile per l'isolamento delle abitazioni in caso di attacco terroristic
Quando la situazione è disperata ci vogliono provvedimenti disperati.
Da Appello al generale, Internazionale, n. 506, 19 settembre 2003, p. 14.
È anche vero che voi siete stati governati negli ultimi anni da un governo di centro destra, quello di Berlusconi, che cercava di imitare gli Usa e ha ridotto i finanziamenti al sistema sociale e sanitario lasciandovi in una condizione "non ottimale" e ora il Governo deve risolvere il "casino" che è stato lasciato. Ma questo io, che non sono italiano, non lo posso dire. Il sistema sanitario è sottofinanziato e invece di mettere soldi con gli Stati Uniti per combattere guerre illegali sarebbe meglio finanziare la sanità.
È interessante vedere i film di Sabina Guzzanti, come descrive la politica italiana come una ventata di aria fresca. Ho scoperto di avere una sorella gemella in un altro Paese, abbiamo parlato, sarebbe interessante fare un tour dell'Italia insieme a lei, ovviamente, non in vacanza.
La classifica dell'Organizzazione mondiale sanitaria vede l'Italia al secondo posto, dopo la Francia e gli italiani di questo si sorprenderanno per l'immagine che hanno dell'America, noi abbiamo grandi medici, grandi strutture, creiamo dei farmaci fantastici, ed è tutto vero, ma 50 milioni di persone non possono andare dal medico se ne hanno bisogno perché non hanno i soldi. E questo è un crimine.
Citato in Moore a Roma presenta "Sicko": "Sanità, meglio in Italia che in Usa", RaiNews24.it, 24 agosto 2007.
La prima volta che ho visto il film di Sabina (Viva Zapatero) ero a New York e sono uscito dal cinema entusiasta. Mi sentivo meno solo, perché avevo scoperto che dall'altra parte del mondo c'era qualcun altro che usava l'umorismo per denunciare i problemi.
Il fatto è che gli Usa sono una società in cui 45 milioni di persone non hanno il diritto umano alla cura. Il che è più di un reato, è un crimine. E anche tutti gli altri, quelli che hanno una polizza assicurativa, spesso fanno bancarotta, perché la copertura non è totale.
Citato in Claudia Morgoglione, Michael Moore e il suo "Sicko": "Che bella la sanità italiana", Repubblica,it, 24 agosto 2007.
Milioni di persone muoiono perché non viene loro data assistenza. Certo, voi avete lunghe liste d'attesa, magari per una protesi all'anca o una liposuzione: ma se è questione di vita e di morte, venite curati subito. Da noi, invece per sfoltire le liste, abbiamo eliminato 50 milioni di poveri.
Sono conosciuto come la Sabina dell'America del Nord, ed è il massimo onore per me.
Citato in Moore: "Mi conoscono come la Sabina Guzzanti del Nordamerica", Corriere.it, 24 agosto 2007.
Quando Berlusconi fa commenti del genere dimostra ad Obama non che è razzista, o magari lo è anche, ma che ha a che fare con una persona meno intelligente. E, se non altro, questa è la cosa positiva di Obama: prova compassione per persone che non sono abbastanza intelligenti o che dicono stupidaggini. (da In ½ h, Rai 3, 8 novembre 2009)
Visibile al minuto 01:44 di M. Moore su Obama&Berlusca poi chiede il rientro di Sabina Guzzanti in RAI!, YouTube.com, 8 novembre 2009.
Non ha ricevuto il riconoscimento che giustamente meritava. È uno dei migliori film del decennio.
Il film affronta i legami fra due generazioni di Bush e il clan di Osama Bin Laden, risalendo ai primi rapporti di affari fra Bush senior e il padre di Osama, un magnate delle costruzioni saudita. Quando morì lasciò al figlio circa 300 milioni di dollari che questi ha usato per finanziare la violenza globale.
La maggioranza del paese non ha votato per lui; la maggior parte dell'America è sensibile alle questioni ambientali, al contrario di Bush; approva l'aborto, al contrario di Bush; vuole legittimi legami internazionali, al contrario di Bush. La maggioranza non vuole la guerra, non vuole vedere i suoi ragazzi morire.
La paura che Saddam uccida lei e me questa notte è insensata. E tuttavia, proprio la paura instillata dai nostri governanti è un'arma potentissima di consenso. Paura di tutto... vota per me che ci penso io. La verità è che l'Iraq vanta la seconda riserva di petrolio più grande del mondo: per questo siamo lì. Perché non dirlo chiaramente?
Anche in Italia, c’è una visione degli ospedali americani con attrezzature fantastiche, medici bellissimi e tant’altro. In una certa misura è vero. Però, c’è anche un altro aspetto e cioè che ben 50 milioni di persone nel nostro Paese non possono andare dal medico quando ne hanno bisogno, a meno che non abbiano i soldi per farlo. E il fatto che sia negata questa assistenza secondo me è un crimine.
Di recente negli Stati Uniti sono aumentate le persone che hanno dovuto affrontare un fallimento finanziario a causa dei costi per l’assistenza sanitaria e la stragrande maggioranza delle persone che si trova priva di una casa ci si trova per questa ragione. Ora, presentatemi un italiano a cui sia stata tolta la casa perché era ammalato e non ha potuto pagare i conti dell’ospedale.
Voi italiani vi potete lamentare delle lacune del vostro sistema sanitario così come fanno i canadesi, i francesi e gli inglesi, ma voi almeno il sistema ce l’avete. Io non ho il diritto di parlare delle lacune del sistema sanitario italiano, ma voi avete un sistema in cui ogni cittadino che sta male ha il diritto di recarsi da un medico senza porsi il problema di come pagarlo. Noi in America non abbiamo neanche questo diritto umano fondamentale. Di conseguenza i vostri problemi impallidiscono davanti ai nostri.
In Italia dovreste smetterla di piagnucolare e capire che c’è una forza oscura rappresentata dal capitalismo e che bisogna fermarla. Se i vostri figli non avranno la pensione è perché voi genitori non avete fatto abbastanza: non avete tassato i ricchi, non avete protetto l’occupazione come invece dovrebbe essere in una nuova economia globalizzata. Gli uomini d’affari non hanno a cuore gli interessi della gente.
Da uno come Bush mi aspetto cose del genere. Ma Bush ha potuto fare queste cose perché è stato inaspettatamente sostenuto dalla sinistra, dal New York Times, dal New Yorker magazine, e da Tony Blair. I liberal devono farsi un esame di coscienza.
Una buona parte dell’opinione pubblica inglese si sta facendo influenzare dalle idee di Trump. Ma siamo su un’isola, non si possono costruire muri. Si propongono quindi queste soluzioni. E si creano problemi falsi, come l’immigrazione o appunto l’Europa, che distolgono dai veri problemi, che sono la diseguaglianza sociale e lo strapotere dei ricchi. E non a caso Trump è un miliardario
Sanders rappresenta i giovani nati dopo la guerra fredda. Giovani a cui – unico merito della mia generazione – abbiamo insegnato a non odiare i comunisti, chi ha un altro orientamento sessuale o un diverso colore della pelle. I sostenitori di Reagan non ci sono più: questa gente non odia, il mondo è cambiato.
Quando ho venduto il mio primo film, Roger & Me, nel 1989, prendevo un assegno di disoccupazione di 98 dollari alla settimana. Dopo quel momento, non ho più accettato ordini da nessuno. Ora tutto ciò che dico e faccio è letteralmente ciò che voglio dire e fare. Il mio pubblico può stare tranquillo: né la mano invisibile dell’autorità, né quella del denaro, hanno alcun potere su di me.
Lo dico sempre ai ragazzi delle scuole: “Fate il film che volete fare davvero”. In una nazione di 320 milioni di abitanti, 319 milioni magari odiano ciò che fai; ma se un milione di persone ti ama, allora farai 50 milioni di dollari nei primi due giorni in sala. Quindi fanculo. Fai ciò che vuoi fare.
Lui incarna la voce della working-class bianca. È qualcosa che non si insegna.
Amo la mancanza di presunzione di Flint. Sono stato abbastanza fortunato da vedere la sua classe media fiorire, e poi sparire. La città che ha creato la classe media ora è vista come un posto del terzo mondo.
Non ho mai sperato così tanto di essere in errore. Stavo solo cercando di dire a chiunque avesse a che fare con la campagna della Clinton che doveva andare a dare un’occhiata in Michigan e in Wisconsin. Più del 70 per cento degli americani è composto da donne, persone di colore o giovani adulti, o una combinazione di queste caratteristiche. Quindi quello che è successo non sarebbe dovuto succedere.
Il fascismo in Italia non sta tornando. È già tra voi.
Se torniamo a fare politica seria, i leader xenofobi e razzisti della Terra non andranno più da nessuna parte. Prima o poi i fascisti perderanno. Il loro punto di forza siamo proprio noi: non li abbiamo mai presi sul serio. Grosso errore!
Trump dice di voler correre per la Casa Bianca dagli anni Ottanta. Non ci ha mai creduto veramente. La Casa Bianca non ha mica l'attico dorato. E Washington è piena di neri. Sono stati gli spettatori da casa col telecomando, l'auditel e i social media, a convincerlo che ce l'avrebbe fatta.
Ho parlato a lungo con Steve Bannon, e mi ha fatto capire che l’obiettivo del suo movimento in Europa è resuscitare il fascismo, sotto mentite spoglie.
La vera ragione per cui si era candidato era che voleva essere pagato di più dalla Nbc per il suo show. Si era arrabbiato quando aveva scoperto che Gwen Stefani guadagnava meglio di lui, e voleva dimostrare di essere più popolare. Poi però la risposta del pubblico lo ha sorpreso, convincendolo a provarci sul serio.
Trump non è Hitler, però è la faccia casuale del nuovo autoritarismo. Il fascismo non tornerà con le svastiche o l’olio di ricino, ma col populismo, e sarà la gente a volerlo.
Se Trump è la faccia del nuovo autoritarismo, il Partito democratico è il governo di Vichy. Non solo perché ha commesso tutti gli errori possibili per aprire la strada a Donald, ma anche perché è stato suo complice.
Mi ha detto: “Non capisco come voi liberal siate riusciti a farvi fregare da noi la rivoluzione populista. Doveva essere il vostro pane, ma per fortuna nessuno nel Partito democratico lo ha capito. Voi liberal – ha aggiunto – perdete sempre perché fate le battaglie a cuscinate, mentre noi puntiamo alla ferita mortale alla testa”.
Ha sedotto il mondo con “yes we can”, e poi ha fatto troppo poco. Nei primi due anni di presidenza aveva la maggioranza sia al Senato che nella Camera dei Rappresentanti, ma non se ne è avvantaggiato. Anzi è caduto nella trappola della politica: ha cercato di discutere con i repubblicani con l’ambizione di persuaderli. Errore mortale: quando quegli stessi repubblicani hanno controllato le camere hanno cominciato a bloccare tutte le sue iniziative.
Trump non ha perso un solo voto della sua base perché la conosce perfettamente, e sa come parlarle. Non bisogna mai sottovalutarlo né dimenticare il suo lavoro televisivo. Nel mondo dello spettacolo e della cultura si sentono tutti più intelligenti di lui, ma finora ha vinto e questo non è segno di stupidità. Penso che sia il più stupido genio che esista.
Provi a immaginare il contrario, se un poliziotto nero avesse fatto quanto ha fatto Chauvin a Floyd. In questo momento avremmo bianchi armati fino ai denti che sparano dalle finestre o dai tetti agli afroamericani per strada. Altro che i negozi devastati.

Il mondo secondo Michael Moore

Non posso credere che alla Casa Bianca ci sia un tizio che non ha vinto le elezioni. Non riuscirò mai a superare questo fatto. E non smetterò mai di parlarne. (p. 1)
È un bugiardo seriale. [...] Ha mentito alla nazione sulle armi di distruzione di massa, sulle armi chimiche e biologiche in Iraq, sul fatto che Saddam Hussein avesse qualcosa a che fare con l'11 settembre eccetera eccetera eccetera. (p. 1)
Nessuno lo approva. Non è stato neppure eletto dalla gente. Il suo è stato un colpo di stato di immense proporzioni. Dovremmo tutti sentirci oltraggiati da questo, indipendentemente dalle nostre preferenze politiche. (p. 3)
Se solo ci pensate, è davvero possibile che tutto questo arrivi da una grotta in Afghanistan? Voglio dire, io non riesco neppure a chiamare con il cellulare da qui al Queens. Come ha fatto la mente che è alla radice di ogni male a mettere insieme una cosa del genere? Non sto dicendo che non c'entri nulla, o che non sia collegato in qualche modo. Credo solo che questa sia una domanda legittima da porsi. (p. 7)
L'amministrazione Bush sta usando questo evento in modo estremamente immorale e irrispettoso. Sfruttano la morte di quelle persone per cercare di fare a pezzi le nostre libertà civili, per cambiare la Costituzione, per raggirare la gente. Non è questo il modo di onorare quei morti, usandoli per cambiare il nostro stile di vita da paese libero. (p. 9)
È stata un'operazione militare, finanziata da persone all'interno di un governo che da quarant'anni intrattiene rapporti di amicizia con la famiglia Bush. (p. 10)
Voglio farvi una domanda: credete in qualcosa con tanta forza da lanciarvi con un aereo contro un edificio a 750 chilometri all'ora? No, e non ci credo nemmeno io. Ma il vostro nemico ci crede. E se ci crede, chi vincerà, alla fine? Questa è una domanda raggelante che non vogliamo affrontare. (p. 11)
Abbiamo una cultura di violenza della quale siamo maestri e vittime al tempo stesso. E poiché ne siamo maestri, possiamo cambiare la parte relativa alla vittima. Possiamo scegliere di essere diversi. Possiamo scegliere di trattare il resto del mondo in modo diverso. Possiamo renderlo migliore. (p. 12)
Il vero patriottismo consiste nell'aspirare a [fare di] questo paese quello che i nostri padri fondatori volevano che fosse. Chiunque si impegni a fondo per questo scopo, che sia un conservatore o un liberal, sta facendo il lavoro di un vero americano. (p. 23)
[La democrazia] non è uno sport da spettatori. Se tutti stanno a guardare e nessuno partecipa, non funziona più. (p. 24)
Se riesci a convincere un popolo che il nemico è dappertutto e che può colpire in ogni momento, quel popolo accetta di rimettere nelle mani del suo leader qualunque cosa. Libertà, diritti civili. (p. 27)
Una delle funzioni principali della satira è quella di affrontare i problemi scomodi. [...] La satira presume che il pubblico abbia un cervello. (p. 37)
Questo è un film sull'America, maestra e vittima della violenza. E su quello che dobbiamo fare per cambiare tale situazione, perché sta facendo a pezzi le nostre famiglie, i nostri quartieri e il mondo in generale.
Amo il mio paese. Amo le persone di questo paese e amo essere americano. Sto facendo tutto questo per cercare di renderci migliori. (p. 49)
Io sono un regista che cerca di fare un buon film che sia anche piacevole da vedere. Questo è quanto faccio, in fin dei conti. Mostro il mio punto di vista. Potete accettarlo o rifiutarlo, oppure accettarne una parte e rifiutarne altre. Selettivo io in quello che presento? Assolutamente sì. (p. 92)
Non sarei se non avessi qualche speranza. La maggioranza non ha mai portato cambiamenti nel mondo. Lo ha sempre fatto una piccola minoranza. (p. 94)
Sono solo un cittadino normale che ha deciso di lasciarsi coinvolgere. (p. 94)
Ho un pubblico molto vasto, che attraversa tutti gli strati sociali dell'America [...] mi sento molto fortunato e privilegiato per questo. (p. 95)
Credo che tutti pensino di conoscermi, e tutti possano venire e parlare fuori dai denti con me. A me piace, è una cosa di cui mi sento onorato. (p. 95)
È pericoloso dare molti soldi a uno come me. Io ho pochi bisogni materiali e non desidero molte cose. Perciò, se mi mettete in mano un sacco di soldi, li userò per fare dei danni. (p. 99)
C'è molta rabbia in Roger & Me. Credo sia una cosa salutare. Volevo che la gente uscisse dal cinema piena di rabbia, e non depressa. La depressione ti fa solo affondare. (p. 101)
Mi scuso con i puristi del documentario per aver realizzato un film divertente. (p. 102)
Io sono parziale e il film ha un punto di vista. Ma non ho distorto i fatti e neppure [...] ho giocato con la verità per sostenere le mie opinioni politiche. (p. 104)
La risata è uno strumento politico. Nel film la gente ride di Roger Smith e dei ricchi. Questo è in sé un atto politico, perché oggigiorno ci sono pochissimi modi per esprimersi in opposizione allo status quo. (p. 105)
Ho realizzato questo film per ragioni personali e politiche. Vedete, i senzatetto non sono semplicemente caduti dal cielo, e noi volevamo scoprire chi erano i responsabili. Volevamo fare dei nomi. (p. 111)
I democratici e i repubblicani sono tanto simili nel sostenere un sistema che ha rovinato tante famiglie, che all'americano medio non importa assolutamente nulla di quello che hanno da dire. Lui sa che andare a votare non cambierà di una virgola la sua vita. (p. 118)

Dicono di Michael Moore

– Le soluzioni per fare 'sto film, Renato, sono due: o fai l'impepata de cozze, oppure fai il film alla Michael Moore. E te di Michael Moore non c'hai niente. Né la credibilità, né il talento documentaristico, né il team di avvocati alle spalle.
– Manco la panza di Michael Moore c'hai.
– Manco i soldi. (Boris - Il film)
Michael Moore è diventato un divo spiegando che le guerre in Medioriente sono il frutto di un piano studiato a tavolino da due famiglie, Bush e Bin Laden. Purtroppo il vero complotto è ordito dai due terzi della popolazione statunitense, duecento milioni di persone, che si ostinano a consumare ogni anno un terzo delle merci mondiali, senza neppure riuscire a pagarle, e dieci volte l'energia usata dal miliardo e trecento milioni di cinesi. Hanno enorme successo i romanzi sulla mafia che narrano di spietati padrini e ignobili protettori politici.
Curzio Maltese

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026