Ritratto di Michelangelo Antonioni
Bibliothèque nationale de France · Public domain

Frasi

Frasi di Michelangelo Antonioni

22 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Le citazioni di Michelangelo Antonioni raccolte in un'unica pagina: 22 frasi, divise per libro e argomento.

Michelangelo Antonioni (regista italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Michelangelo Antonioni

Era un uomo che violentava la realtà e faceva cose che alla luce del buonsenso erano assurde. Per i giovani di allora, e io ero tra questi, Nuvolari rappresentava il coraggio, un coraggio senza limiti. Fu il mito, l'irraggiungibile.
Citato in Aldo Santini, Quando passava Nuvolari... Omaggio sul percorso della storica Coppa Montenero, Il Tirreno, 17 settembre 1998.
[...] il colore ha, nella vita moderna, un significato e una funzione che non aveva in passato... Sono convinto che tra poco il bianco e nero diventerà veramente materiale da museo. (1964)
Da Il mio deserto in Fare un film è per me vivere. Scritti sul cinema a cura di Carlo di Carlo e Giorgio Tinazzi, Marsilio, Venezia, 1994, p. 78; citato in Federico Pierotti, La seduzione dello spettro. Storia e cultura
L'idea di Blow-Up mi è venuta leggendo un breve racconto di Julio Cortázar. Non mi interessava tanto la vicenda, quanto il meccanismo delle fotografie. La scartai e ne scrissi una nuova, nella quale il meccanismo assumeva un peso e un significato diversi.
Tonino Guerra e, per i dialoghi inglesi, Edward Bond collaborarono con me alla sceneggiatura. Guerra mi aiuta da anni, precisamente da L'avventura. Lui è romagnolo, io sono emiliano. C'è un abisso tra di noi. Forse è per questo che andiamo d'accordo.
Da Blow-Up, Einaudi, Torino, 1968.
Un film denso, che dà sovente nel tragico, e che reca onnipresente lo sforzo di conferire un senso drammatico [...] agli episodi, taluni dei quali molto belli (per es. la scena al ristorante), altri meno.
Da La sorpresa veneziana, Cinema, 25 settembre 1940; citato in Francesco Savio, Ma l'amore no, Sonzogno, Milano, 1975, p. 258.
Sono una delle persone che pensa meno a se stesso.
Ho peccato di ottimismo nell'affrontare l'America senza la preparazione necessaria, senza averci vissuto a lungo.
I salotti, i giardini dei Finzi Contini li ho frequentati: erano affascinanti.
Il vivere è regolato da un meccanismo che non mi va, non è per me.
Un uomo e una donna possono combinare insieme molto di più di quello che si vede nel film di Bertolucci. Non mi indigno per niente.
Non mi sono mai sentito odiato, un essere abominevole. Ho avuto delle stroncature, ma anche degli elogi. Non mi esalto per gli apprezzamenti positivi e non mi avvilisco per i dissensi.

Dicono di Michelangelo Antonioni

Antonioni: Tempesta in un bicchier d'acqua minerale.
Ennio Flaiano
Antonioni è l'unico regista importante su cui non ho nulla di buono da dire. Mi annoia; è così serioso e privo di ironia.
François Truffaut
Antonioni era più musone. E si è visto poi nei film che ha fatto: bellissimi, per carità, ma non certo gioiosi .
Alda Grimaldi
Antonioni filmava come nessun altro regista al mondo, concentrandosi solo su ciò che intendeva montare in seguito. Tutti i film di Antonioni sono stati realizzati con questi piani sequenza, non c'era montaggio; tutto ciò che restava da fare dopo le riprese era metterli in ordine uno dopo l'altro, il che è davvero straordinario.
Irène Jacob
Benché io sia un fanatico di Antonioni, mi sarebbe impossibile fare un film, per esempio, sull'alienazione o sull'incomunicabilità.
Mario Monicelli
Con intuizione corretta, Antonioni fotografava tedio, imbecillità e incomprensioni sentimentali della società europea sottoposta all'industrializzazione forzata. Metteva sotto la lente quel disagio che i milanesi bramarono di provare nell'istante immediatamente successivo all'edificazione del primo grattacielo cittadino. Ma nel suo cinema, la pretesa letteraria si risolveva in bozzetti incongrui e programmatici. La serietà con cui agghindava i suoi improbabili personaggi, le mezze calzette elevate a paradigma del Paese, involontariamente comica. Passata la sbornia e svanito l'equivoco, in effetti, si rise.
Alberto Arbasino
È considerato con Fellini e Visconti uno dei tre "grandi".
Enzo Biagi
Era una di quelle feste talmente noiose che ben presto la noia diventa argomento principale di conversazione. Dove ci si sposta da un gruppetto all'altro e si sente la stessa frase almeno dieci volte: «Sembra di stare in un film di Antonioni». Con la differenza che le facce non sono altrettanto interessanti.
Don DeLillo
Fellini, Kurosawa e Buñuel si muovono nello stesso campo di Tarkovsky. Antonioni era sulla buona strada, poi è come spirato, soffocato dal suo stesso tedio.
Ingmar Bergman
Ha percorso una strada non sempre larga ed agevole sulla quale ha disseminato pietre miliari come L'avventura, La notte, L'eclisse durante il sodalizio con Monica Vitti e successivamente Blow up e Zabriskie Point fino al polemicissimo documentario sulla Cina .
Franco Nebbia
Hanno voluto dedicare un libro ai cento uomini più importanti del mondo. C'è anche lui. Negli Stati Uniti lo chiamano "Michelangelo". Basta così.
Enzo Biagi
Michelangelo Antonioni è uno dei mostri sacri del cinema italiano e anche mondiale. Il piedistallo prestigioso che si è saputo costruire per emergere risale al 1957, quando si segnalò alla critica internazionale con Il grido, un bellissimo film, ma prima ancora, nel '50, Cronaca di un amore aveva già diviso le opinioni in due partiti avversi, segno che aveva fatto qualcosa di molto interessante.
Franco Nebbia

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026