Frasi
Frasi di Milo Manara
14 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Qui trovi 14 frasi di Milo Manara: aforismi, passi tratti dai libri e citazioni con la loro fonte.
Milo Manara (fumettista italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Milo Manara
Con Umberto Eco accadde una cosa imbarazzante. Amici comuni mi avevano detto che sua figlia Carlotta, all'epoca adolescente, era una mia ammiratrice. Allora le mandai a casa un disegno. Tempo dopo, ad una cena, incontrai il padre. Eco si avvicinò e mi fece la ramanzina: "Potevi essere meno esplicito".
Francamente non capisco perché ancora oggi continui ad esserci una profonda, culturale e naturale censura dell'eros e non della violenza. Prenda una qualunque serie televisiva. Donne fatte a pezzi, corpi maciullati, pistole. Nessuno dice nulla. Un'immagine erotica, invece, fa scalpore, non si può far vedere. Con il risultato che Internet è diventato il luogo chiave della pornografia. Perché le cose che girano in Rete sono pornografia, non eros.
Oggi non è facile affrontare il tema del corpo femminile. Il problema è che il confine tra la donna oggetto e la donna sensuale è labilissimo, purtroppo molti fumettisti lo varcano.
Qual è l'impulso più forte, quello che non si può sopprimere? Il sesso. E che cosa rende il sesso uno strumento di conoscenza del mondo? L'erotismo. È quello che ho sempre cercato di fare con i miei disegni. Raffigurando un corpo femminile che non sia semplicemente erotizzato, ma che abbia una sua grandezza. Ecco perché – almeno così mi dicono le tante femministe che apprezzano il mio lavoro –, nonostante le forme e la nudità, le donne che io rappresento conservano una certa distanza.
Una volta raggiunsi lui e Giulietta a Chianciano, dove stavano "passando le acque" come si diceva una volta. Lavorammo fino a tardi, tanto che tornare a Milano per me sarebbe stato difficile. Federico cominciò a cercarmi una stanza in albergo ma il suo era tutto pieno e così anche gli altri. Allora fece portare una branda in camera loro e così io dormii una notte con Federico e Giulietta, nella loro stessa stanza. Fu surreale ma capii una cosa: io avevo la stessa età del figlio che loro avevano perso. Gli mancava moltissimo.
...per fortuna il ruolo della donna è cambiato. Ma ci sono ancora uomini che fanno faticano ad accettarlo. A rinunciare all'orrendo concetto del possesso. E quindi reagiscono come trogloditi.
Il fisico ideale oggi vira verso quello delle atlete. Lo trovo meraviglioso perché io per esempio non avevo condiviso l'entusiasmo passato per le maggiorate. L'evoluzione delle donne nella società fa evolvere in qualche modo anche la rappresentazione del loro fisico.
C'è ed è sempre stato molto sottile. Anzi sottilissimo. L'arte resta sul filo, in perenne equilibrio. Con una semplice immagine non è facile, serve una storia. Con la narrazione cambia tutto. È questa la chiave. L'erotismo è l'elaborazione culturale del sesso, mentre la pornografia è esposizione del sesso, anzi ormai l'esposizione di performance. Che raramente, nonostante l'impegno di attori e attrici fanno scoccare davvero la scintilla dell'erotismo.
Ulisse riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
Ulisse ha la necessità di interrogare l’indovino Tiresia per sapere quale rotta seguire per tornare a Itaca. Tiresia nel frattempo è morto e quindi deve scendere nell’Ade. Lì incontra anche sua madre. Lui l’aveva lasciata viva quando era partito e scopre invece che è morta. È un momento di agnizione veramente struggente, anche perché è morta di dolore per la sua assenza. Ma c’è un episodio che mi colpisce ancora di più. Vede arrivare Achille. Achille con tutti i suoi pennacchi, nella sua immagine più iconica: il prototipo del guerriero, la guerra stessa fatta persona. Però lo vede corrucciato, intristito. E allora gli chiede: “Perché hai questa espressione? Tu sei il re di questo mondo”. E Achille gli risponde una delle frasi più straordinarie che siano mai state scritte: “Preferirei essere il servo dell’ultimo dei porcai, ma vivo, piuttosto che essere il re di questo mondo di morti”. Se scolpissimo questa frase in tutte le caserme, le guerre dovrebbero finire all’istante. Non c’è niente di superiore alla vita. È la contraddizione esatta della mentalità guerrafondaia, della mentalità violenta che impone il proprio volere con la forza. Se davvero considerassimo sacra la vita, nessun interesse potrebbe giustificare una guerra.
Tradire l’Odissea vorrebbe dire negarne i contenuti. Vorrebbe dire relegarla a un semplice racconto di avventura. Questo sarebbe il tradimento principale. [...] Ogni autore filtra l’Odissea attraverso la propria visione. Il tradimento non è usare la lingua inglese, non è spostare lo sguardo, non sono gli elmi o i costumi. L’unico vero tradimento sarebbe svuotarla del suo significato
Ulisse è comunque un migrante. Ogni volta che approda in un luogo dipende dall’accoglienza degli altri. E ogni volta trova qualcosa di diverso: trova gentilezza oppure respingimento.
Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026