Frasi
Frasi di Monaldo Leopardi
8 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Le citazioni di Monaldo Leopardi raccolte in un'unica pagina: 8 frasi, divise per libro e argomento.
Monaldo Leopardi (conte di San Leopardo, filosofo e politico italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Monaldo Leopardi
È l'Argante dei re e bisogna aver l'animo di Giuda per negargli il diritto all'omaggio.
[...] in sostanza Voltaire fu il patriarca dell'empietà, La Fayette è stato il patriarca della bugiarda libertà, e Canosa è incontrastabilmente il patriarca del realismo e della legittimità.
Dicono di Monaldo Leopardi
Allargatasi la grande rivoluzione in Italia per la forza delle idee e delle armi insieme, sui primi del 1797 penetrò anche nelle Marche; e in Recanati, come in altre città, fu proclamata (27 gennajo 1798) una forma di repubblica democratica, ed anche un po' demagogica, alla francese. L'abolizione dell'ordine nobilesco, e conseguentemente dei titoli e dei privilegi, irritò vivamente il giovin signore ; e, facendone egli aperta dimostrazione, per sentenza di un comandante militare francese, nel giugno del 1799 fu condannato a morte, dalla quale a stento, con moneta e intercessioni autorevoli, poté scampare.
Assunto a diciott'anni, essendogli morto il padre quand'egli era bambino, il governo della casa, ben presto, per la sua generosità innata, per l'inesperienza, per la boria di voler mantenuto il lustro della famiglia e anche per le vicende politiche suaccennate, condusse il ricco patrimonio quasi a rovina. Interdetto perciò legalmente, si ritrasse nel 1803 dall'amministrazione della cosa domestica, e, benché prosciolto nel 1820, non la riprese mai più.
Io non dirò certo una cosa peregrina, dichiarando che senza Monaldo non sarebbe stato Giacomo; ma io voglio dire che non poca parte dell'anima di Giacomo si spiega e si comprende guardando a Monaldo, e che in questo troviamo quasi i germi, che maturarono poi gloriosamente nel grande figliuolo.
Nessuno ignora, per poca familiarità che abbia con gli studii leopardiani, quanto la marchesa Adelaide, restauratrice fortunata del patrimonio Leopardi, tenesse a stecchetto, come il marito, così i figliuoli.
Non poche volte accadeva che il buon conte Monaldo avesse bisogno di qualche scudo. Per ottenerne dalla severa economia della moglie, scendeva in biblioteca, pigliava alcuni libri, e presentavasi alla marchesa dicendo di averli comperati: essergli quindi mestieri di subito pagarli. L'accorta moglie capiva il latino, sorrideva, e dava al marito quattro o cinque scudi, ma non senza ammonirlo che di nuovi libri, in famiglia, non si sentiva punto il bisogno.
[...] si dove notare che tutta l'onda d'affetto di Monaldo verso Giacomo parve talora incresparsi per il fervore cristiano e l'intolleranza del padre. Monaldo, che primo comprese e segnalò il genio di Giacomo e che ambì per la famiglia un raggio della rinomanza di lui, chiama «inezie» lo sue prime canzoni e ne vuol vietare la diffusione qualificando «delitto» il tentativo di ristamparle.; manda nel 1832 articoli risentiti alla Voce della ragione contro la gioventù ribelle all'autorità paterna che sembrano ispirati dalla propria esperienza; sberteggia lAntologia di Firenze che raccoglieva gli scritti e il pensiero degli amici del figlio, e nei cinquanta paragrafi del testamento ricorda appena Giacomo per dedicare dieci messe all'anima sua; e non un indizio di riconoscenza por la gloria procurata da lui alla casa, mentre dedica lunghe pagine all'altro figlio Luigi «morto con tutti i segni del predestinato».
Un libro su Leopardi non può cominciare che come un'opera buffa: preferibilmente di Gioachino Rossini, che era nato vicino a Recanati, a Pesaro, e poi aveva infiammato Milano, Roma, Parigi e tutto il mondo musicale. Il protagonista di questa opera buffa non è Giacomo, sebbene amasse sino alle lacrime Il barbiere di Siviglia e La donna del lago, ma suo padre Monaldo, nato a Recanati nel 1766 da un'antica famiglia che risaliva, o diceva di risalire, al tredicesimo secolo.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026