Ritratto di Napoleone Colajanni
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Frasi

Frasi di Napoleone Colajanni

9 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Una raccolta di 9 citazioni di Napoleone Colajanni, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.

Napoleone Colajanni (scrittore e politico italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Napoleone Colajanni

Alfredo Niceforo, ha creduto di scrivere un libro in cui fossero accoppiate le attrattive delle spigliate note di viaggio col rigore scientifico dello statistico ed è riuscito a darci una calunniosa requisitoria che va a colpire non una piccola zona della Sardegna, ma una buona metà dell'Italia. Egli ha trovato anzitutto che l'intera Sardegna ha un suo reato speciale e territoriale, che la caratterizza: la grassazione. Ogni suo circondario, ogni sua zona ha poi la sua specialità: in Alghero, ad esempio, prevale il furto e vi è, piaga immedicabile, la corruzione femminile; a Bosa – limitrofa di Alghero – prevalgono le ingiurie e le diffamazioni... perché nelle vene dei suoi abitanti scorre molto sangue vanitoso spagnuolo; nel Nuorese spesseggiano furto e danneggiamento. Il Nuorese e l'Alta Ogliastra con l'appendice di Villacidro costituiscono la zona delinquente per antonomasia. In contrapposto a questa zona delinquente sta la Gallura, ch'è la parte moralmente più sana della Sardegna (p.11 a 30). (da Per la razza maledetta, Remo Sandron, Palermo, 1898, pp. 3-4)
La delinquenza in Sardegna, Remo Sandron, Palermo, 1897.
L'Italia, tale quale è dà la più brutale smentita, in ogni sorta di manifestazioni, ai ciechi che la considerano come un museo storico, il reliquiario di una civiltà che muore dopo avere generato quelle dell'avvenire; che la chiamano miserabile terra dell'arte e dell'eroismo, la cui esistenza è precaria. (da Latini e anglosassoni , presso la Rivista Popolare, Roma-Napoli, 19062, cap. XXIX, p. 428)
La Nuova Sardegna, valoroso giornale democratico di Sassari, si è data ad un esame statistico per respingere da Sassari e dal Nuorese il triste primato , che il Niceforo ha loro assegnato e con mal celata compiacenza, ricordandogli ch'egli è siciliano e che in Sicilia c'è qualche provincia, che in quanto ad omicidî è la prima, pare abbia voluto dirgli: medice cura te ipsum!
Il richiamo per quanto sanguinoso è giusto. Non me ne ho a male io che sono pure siciliano; e di sicuro non se ne offenderà il mio conterraneo Niceforo che non credo affetto dal pregiudizio patriottico regionale. Sono convinto che egli al suo studio è stato mosso da criteri obiettivi, assolutamente disinteressati: non può ignorare che anche lui appartiene alla razza maledetta e della medesima porta intoccabili alcuni caratteri, tra i quali la bassa statura. Il cranio non gliel'ho misurato. (da Per la razza maledetta, Remo Sandron, Palermo, 1898, p. 13)
Nel testo "patriotico".
Nellimperialismo come risultato finale della lotta economica e come mezzo per la soddisfazione dei bisogni crede il Woltmann; ed a questa credenza logicamente deve condurlo la teoria antropo-sociologica fondata sulla superiorità naturale di una razza sulle altre. Nessuna meraviglia, quindi, se egli dà addosso alle applicazioni socialistiche dell'antropologia fatte dal De Lapouge e se ammette un collettivismo brutale, in cui ci sia uguaglianza senza libertà in basso e supremazia colla libertà in alto cioè lo sfruttamento e il parassitismo. (da Latini e anglosassoni , presso la Rivista Popolare, Roma-Napoli, 19062, cap. XXIX, pp. 432-433)
Georges Vacher de Lapouge (1854 – 1936), antropologo francese.
Senza preamboli si entrò in argomento e il Pantaleoni dissemi che nella Banca Romana vi erano delle gravi irregolarità; che vi si consumavano reati a danno del credito, e che era semplicemente turpe una nuova concessione che prorogasse a questo istituto il privilegio dell'emissione.
"Ma come provare tali gravi accuse?" chiesi naturalmente.
Allora il mio interlocutore mi pose sotto gli occhi un grosso plico contenente una copia della relazione sulla ispezione fatta nella Banca Romana dal senatore Alvisi per incarico avutone nel 1889 dai ministri on. Giolitti e on. Miceli, e mi lesse le conclusioni ed alcuni brani salienti della relazione del comm. Biagini, uno dei due impiegati dello Stato che avevano fatta l'ispezione.
Rimasi fortemente impressionato dalle notizie apprese ch'erano tanto gravi e tanto enormi da sembrarmi inverosimili. (da Banche e Parlamento. , Fratelli Treves, Milano, 18932, cap. I, pp. 6-7)
Maffeo Pantaleoni (1857 – 1924), economista, politico e accademico italiano.
Nessuno, infine, tra quanti frequentano Montecitorio può negare, che a frenare le manifestazioni sincere dell'animo contribuì molto l'accennato chauvinisme italiano abilmente suscitato. "Sì! molti e molti dicevano; tutto quanto si afferma sulla Banca Romana è vero; ed è vero altresì che non sono pochi i deputati corrotti e prevaricatori; ma non bisogna dirlo in pubblico per non metterci a livello della Francia!" Però la pubblica opinione, in Italia e fuori, che non conosce queste gesuiterie, queste meschine astuzie di una politica ancora più meschina, dette il suo verdetto e riconobbe che se in Francia c'era il Panama, l'Italia aveva il Panamino. (da Banche e Parlamento. , Fratelli Treves, Milano, 18932, cap. I, p. 37)
Riferimento allo scandalo di Panama, vicenda di corruzione legata al taglio del Canale omonimo, che travolse molti uomini politici e industriali francesi, mandando in rovina centinaia di migliaia di risparmiatori.

L'Italia nel 1898 (tumulti e reazione)

[...] guardando alla superficie e alle dichiarazioni di alcuni capi del cartismo, si potrebbe credere che questo movimento celebre, durato circa dieci anni, sia stato essenzialmente politico. Erano, infatti, d'indole politica i famosi sei articoli della del popolo; ma nella intenzione dei cartisti delle due scuole, essi dovevano servire come mezzo per ottenere il miglioramento economico delle masse lavoratrici.
I promotori ed organizzatori del movimento trovarono grande seguito per perché tristissime erano le condizioni economiche degli operai nella grandissima maggioranza.
Ciò era a conoscenza dei capi del cartismo; tanto che il reverendo Stephens, uno dei più audaci e dei più infervorati, predicava che il cartismo era soprattutto una di forchetta e di coltello! (cap. 1, p. 10)
Il saccheggio e la devastazione di Milano ricca e colta furono inventati per suscitare l'indignazione contro i barbari contemporanei; ma queste menzogne forse non erano sufficienti per determinare l'azione energica del governo.
Chi poteva assicurare che al Ministero stessero proprio a cuore gl'interessi delle civiltà! Bisognava creare il pericolo delle istituzioni; inventare, perciò, o esagerare le forze e la resistenza dei tumultuanti. Presto fatto: donne e bambini, uomini inermi furono tramutati in combattenti, cui onestamente accordossi anche l'eroismo che faceva comodo. (cap. 7, p. 69)
In quanto alle sozze calunnie di chi disse i moti di Milano e del resto d'Italia voluti e preparati dai socialisti e repubblicani agli ordini ed agli stipendi del Papa e della Francia, esse non meritano che il più profondo disprezzo. (cap. 13, p. 246)

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026