Frasi
Frasi di Niccolò Forteguerri
31 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Le citazioni di Niccolò Forteguerri raccolte in un'unica pagina: 31 frasi, divise per libro e argomento.
Niccolò Forteguerri (accademico e presbitero italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Frasi da «Il Ricciardetto»
Libertade è quella / Che noi dispoglia d'ogni cura amara : / Ella sol basta a fare in ogni stato / Un uom d'afflitto e misero beato. (I, 39)
Poca uva fa la vigna pampinosa; / E il dire e il far non son la stessa cosa. (III, 42)
Che il pel si cangia, e'l costume non mai. (III, 54)
(Che) il cercar di saper quel che saputo / Accresce duolo, non m'è mai piaciuto. (V, 87)
La Fortuna è una Dea senza cervello, / E però tutto il giorno fa pazzie. (VIII, 1)
(Che) non torri superbi e forti mura, / Non larghe fosse, non fiumi vicini / Fan da' nimici una città sicura, / Ma la fede e il valor de' cittadini. (VIII, 17)
Natura è gran maestra, e mai non erra. (VIII, 20)
Chi pecca per amore, io non riprendo. (VIII, 80)
Che la Fortuna ajuta i coraggiosi. (VIII, 84)
Son ciance e be' trovati / Di romanzieri pazzi e spiritati. (X, 34)
Rimembrar il ben perduto / Fa più meschino lo presente stato. (XI, 83)
In somma, in fuor che non è sì gentile, / L'uomo, là, in tutto a femmina è simile. (XII, 47)
La maraviglia nasce da ignoranza. (XIII, 1)
Donna che sia pregata non sta forte. (XIII, 107)
Quei che aggiunge sapere, aggiunge affanno; / E men si dolgon quelli che men sanno. (XV, 6)
Tra i benefizi che ci ha fatto Iddio, / Non è mica il minor quelle del vino. (XVII, 1)
(Ma) vince amor di padre ogni altro amore. (XVIII, 64)
(Che) nodo mai si forte non si stringe / Che sciolto e rotto a lungo andar non sia. (XX, 25)
Che perduto il buon nome, una fanciulla, / Per bella ch'ella sia, non val più nulla. (XX, 51)
Nessuno sa quel sia, che termin abbia / La divina pietà verso di noi; / Perché ella è immensa, e men si può peccare / Di quelle ch'ella possa perdonare. (XX, 107)
(Ma) così sono tutte le ragazze; / Le più savie al di fuor son le più pazze. (XXII, 60)
Chi semina del male, e poi si crede / Raccor del bene, è temerario e stolto. (XXVI, 1)
(Che) la natura umana è fatta in guisa / Che si mantien di lagrime e di risa. (XXVI, 80)
(Che) catena, fratello, di mogliera / Fa un zucchero sembrare la galera. (XXVII, 8)
(Che) rinsanisce alcun pazzo talora, / Ma il cervel de l'amante ognor peggiora. (XXVIII, 3)
Ne le guerre d'Amor (proverbio è trito,) / Vince chi fugge, e non chi si cimenta. (XXVIII, 27)
(Ma) l'animo gentil sempre pon mente / Al buon cuor di chi dà, non al presente. (XXX, 107)
Rime piacevoli
La moglie è vita, o coltello e capresto, / Conforme vuoi. (Cap. I)
Ogni stato ha i suoi guai; e chi desia, / Mutando il suo, trovarne un più giocondo, / Cadde in una grandissima pazzia. (Cap. IV)
Ciascun si stima di gran senno, e crede / Dovizia aver di cio ch'ei più mendica; / E dà del matto e del malenso altrui. (Cap. V)
L'uomo saggio sopra del suo dosso / Non deve portar peso che lo sfianchi, / Onde dica piangendo : io non lo posso. (Cap. XI)
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026