Frasi
Frasi di Niccolò Franco
10 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Le citazioni di Niccolò Franco raccolte in un'unica pagina: 10 frasi, divise per libro e argomento.
Niccolò Franco (poeta e scrittore italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Priapea
Lunge ser Petrarchisti dal bel stile, / che le rime con gli huopi profumate, / perché voi mastri giudici stimate / il Caballino mio mandra e porcile. (II, vv. 1-4)
Nell'opra, ch'ora io tesso al chiaro onore / del Dio degli orri, forza è d'invocare / come i bravi poeti soglion fare / da tutte Muse voi, lena e favore. // Piacciavi dunque o Dive, per amore, / la debil penna mia farmi rizzare, / e darmi, onde il parlar si possa ornare, / le vostre lingue in bocca per quattr'ore. // Da voi si guidi la barchetta mia, / che sotto l'ombra delle vostre gonne / pervenga al fin della profonda via. (III, vv. 1-11)
Anzi vi dico che se mai mi tocca, / dove fra donne stassi ragionando, / lascio al Boccaccio la sua filastrocca. // E senza cerimonie parlando / appunto come viemmi in sulla bocca / a voi donne da fottere dimando. (VII, vv. 9-14)
Perocchè quel non fottere e baciare, / ad un ch'aggia grandissimo appetito / a punto è come il bere e non mangiare. (XVII, vv. 12-14)
Gran cosa è 'l cazzo, se 'l vogliam guardare, / che non ha piedi, ed entra ed esce fuore, / ch'è disarmato ed ha così gran core, / che non ha taglio, e puote insanguinare. // Gran cosa è poi, e gran miracol pare, / ch'è senza orecchi e sente ogni rumore, / che non ha naso e piacegli l'odore, / che non ha occhi, e vede dove andare. // Gran cosa, e ben da croniche e da annali, / che non ha mani e cerca di ferire, / che non ha gambe e vuole gli stivali. // Ma cosa più mirabile a sentire, / ch'entrando in corpo a furie infernali, / e sano e salvo se ne sappia uscire. (XLII, vv. 1-14)
Tu mi minacci pur, Pietro Aretino, / ne sò con che, perché n'ho poca cura: / se con le chiappe mi vuoi far paura, / dillo in volgare, ch'io non so latino. // Il tuo cul so ben io ch'è un paladino / e che rompe ogni lancia ben sicura: / sò che è sì fatto che non ha misura, / e cosa da stancar Atene e Arpino. (LXII, vv. 1-8)
Have un difetto, ch'io ne torno pazzo, / ma dir si può più tosto bizzarria, / che mai non canta se non vede il cazzo. (XCVIII, vv. 12-14)
Pietro Aretino, sendo ermafrodito, / che presta il culo, e poi sel fa prestare, / questa sentenza non vuol egli dare, / come colui che è già, moglie e marito. (CLXX, vv. 5-8)
Credono molti, ch'io mi dia a mangiare / quanti tartufi mena l'orto mio, / e che di quì si generi il disio, / ch'io mai non farei altro che ficcare. (CLXXX, vv. 1-4)
Dicono di Niccolò Franco
A' suoi giorni ed anche per lungo tempo di poi Niccolò Franco fu tenuto in fama di scrittore pari a quella di Pietro Aretino, ma la lunga accanita contesa che con l'Aretino ebbe e la fine infelice a cui lo condusse la rabbia del mordere, meglio assai che le opere, valsero a serbare a noi pure il ricordo di rinomanza sì fatta.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026