Ritratto di Nicola Lagioia
ActuaLitté · CC BY-SA 2.0

Frasi

Frasi di Nicola Lagioia

9 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Una raccolta di 9 citazioni di Nicola Lagioia, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.

Nicola Lagioia (scrittore e conduttore radiofonico italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Nicola Lagioia

Busi è il contemporaneo che la distrazione di massa italiana non merita. [...] Basterebbe la lingua che – tra le sue mani – è ancora una questione nazionale aperta. Il più squillante what if che in effetti risuona dalle pagine migliori del sessantasettenne che ho davanti è: cosa ne sarebbe stato dell'italiano se a un certo punto la nostra lingua avesse imboccato la via di Boccaccio anziché quella di Petrarca, se avesse cioè conservato la sua forza materica e la sua viva complessità, libera dalla padronalità curiale, poi leguleia, poi accademica, poi ministeriale, infine televisiva e dunque non più l'autobiografia del popolo sovrano che non c'è ancora ma il guaito delle plebi di ogni censo e condominio sociale?
Da Nel mondo di Aldo Busi, Internazionale.it, 2 maggio 2015.
Da una parte la dittatura, le leggi razziali, i treni per Auschwitz. Dall’altra la democrazia, il rispetto della dignità umana. Sì sì, no no. Chi prova l’imbarazzo della scelta non può dirsi italiano. Chi, a livello istituzionale, non festeggia questa data è un traditore della patria.
Da Per me il 25 aprile è..., la Repubblica, 25 aprile 2019, p. 5.
Giuseppe Di Vittorio da adolescente era ancora un semianalfabeta. Quando capì che far valere i suoi diritti in quelle condizioni era impossibile, si procurò un vocabolario.
Da Libri e cultura? Parliamone in campagna elettorale, Rep.repubblica.it, 21 gennaio 2018.
Se avessimo letto per tempo quanto scritto sui virus da David Quammen, avremmo preso coscienza con anticipo di quanto si è poi puntualmente verificato.
Citato in Lagioia: “Le librerie restano aperte? Lo hanno meritato”. E sul futuro del Salone…, Illibraio.it, 5 novembre 2020.
Il peccato commesso sia dagli accademici malati di intellettualismo che dai critici letterari affetti da marxismo è in fondo il medesimo: dare una lettura ideologica di Jack London. E se indossare le lenti dell'ideologia è il sistema migliore per tradire la vita, la stessa cosa si può dire anche per l'arte, che della vita è uno degli specchi più fedeli.
Liberatosi dalle pastoie dell'ideologia, il giovane scrittore che voglia imparare qualcosa dall'arte di Jack London si renderà conto di come i conflitti sociali, le lotte sindacali, le palestre di boxe, il gelo del Klondike sono più che altro l'occasione, il contesto, l'apparato scenografico necessario a mettere in scena il più universale dei temi: il confronto tra singolo e mondo.
Jack London è capace di calarsi con una sconcertante facilità nei panni di proletari, aristocratici, operai, malati di mente, bambini, vecchi, madri, assassini, poliziotti, rivoluzionari, maggiordomi, giornalisti… senza tra l'altro limitare questa facoltà al solo genere umano: quando dalle sue pagine a un certo punto salta fuori un lupo, ci sembra stranamente di essere nella testa del lupo, di pensare insieme a lui; la stessa cosa per orsi, cani, caribù fino ad attraversare una soglia piuttosto inquietante – quella tra organico e inorganico – oltre la quale London può convincerci di essere capace (e noi, leggendo, capaci insieme a lui) di incarnare lo spirito, il senso (il pensiero?) di una distesa di neve, di un ruscello, di una roccia, di un cadavere, di una locomotiva.
Forse non c'entra molto con le tecniche narrative, ma leggendo Jack London ci si ricorda come i veri uomini non si vergognino di piangere.

Frasi da «La ferocia»

Qualunque individuo sano di mente avrebbe provato sconcerto entrando a Taranto dalla statale jonica. La quieta promessa del mare costiero si infrangeva sulle torri di frantumazione del cementificio, sulle colonne di frazionamento della raffineria, sui laminatoi, sui parchi minerari del gigantesco complesso industriale che artigliava la città. (p. 11)

Scheda del libro «La ferocia»

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026